Arte

Koons, stella polare per i naviganti del nuovo secolo

Sono stato al Beaubourg di Parigi per rendere il dovuto omaggio alla grande retrospettiva di Jeff Koons che vi è giunta dopo essere partita nella primavera scorsa dal Whitney di New York, con cui la vecchia sede ha chiuso nel modo migliore la sua lunga storia. Confesso di aver provato di farla arrivare anche a Milano, magari in concomitanza con l’Expo, ma non ci sono riuscito, sia per l’impossibilità di lasciare in giro un enorme complesso di opere, sia, soprattutto, per la mancanza di coraggio e di finanziamenti dei nostri organi, sempre pronti a replicare omaggi inutili a nomi stranoti e invece restii a impegnarsi davvero sull’attualità. Che invece è prorompente nel caso di Koons, come avevo già intravisto nel ’90 insistendo perché fosse invitato all’”Aperto” della Biennale di Venezia di quell’anno, e subito dopo inserendolo nella rassegna emiliana “Anninovanta”. Continue reading

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Letteratura

Moresco: un po’ di forbici!

Sono entrato in contatto con Antonio Moresco nel 2010, quando erano comparsi i suoi “Canti del Caos”, su cui avevo steso una recensione piena di sbalordita ammirazione per la potenza del suo discorso, da me ricondotto a parametri di massimo valore per tutta la metà del secolo appena trascorso, dichiarandolo all’altezza di Gadda o di Busi, data la forza delle invenzioni, la impudenza delle provocazioni sessuali, il moltiplicarsi di figure, di soluzioni fascinose. Ma già sulla fine di quell’epopea mi sembrava che il passo si bloccasse in ripetizioni alquanto stereotipate. Non gli avevo negato il consenso neppure in presenza del successivo “Gli incendiati” del 2010, lodandone la bella invenzione di equiparare i vivi e i morti, però già foriera di pericoli. Continue reading

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Attualità

La questione delle aree metropolitane

Se non sbaglio, l’istituzione Province è davvero morta, alla faccia di quanti dicono che da Renzi vengono solo annunci e non fatti. Quanto meno, non sento parlare di elezioni in giro per l’Italia volte rinnovare quella fetta di Casta, mentre mi pare che si stia provvedendo a ripartire gli impiegati presso gli organi sopravviventi. Ma resta un interrogativo di fondo, chi eredita le funzioni che, per quanto annacquate e talvolta pletoriche, le Province malgrado tutto svolgevano? Continue reading

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Attualità

La pagella di Papa Francesco

Nella mia infinita presunzione, propria di chi sta procedendo nel vuoto e dedicandosi delle specie di selfie culturali, dopo aver dato la pagella a Renzi per il suo primo anno di governo mi accingo ora a darla anche a Papa Francesco per il secondo anno di pontificato. Che si svolge senza dubbio nel segno della simpatia e del consenso popolare, come del resto è avvenuto in modi regolarmente alterni nei pontificati che si sono succeduti nell’ultimo mezzo secolo, forse per assistenza dello Spirito Santo, se ci si crede, o semplicemente per saggezza dei cardinali di Santa Romana Chiesa. Continue reading

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Letteratura

Una supernova troppo esplosiva

La settimana scorsa ho detto del mio forte coinvolgimento verso i narratori emersi negli anni Novanta del secolo scorso attraverso le letture che si effettuavano a Reggio Emilia, a RicercaRE. L’occasione era stata una ennesima buona prova di Giulio Mozzi, esponente della serie al maschile di quelle felici uscite. Ma a conferma di quanto il fenomeno fosse imponente, ci fu anche una numerosa e vivace partecipazione al femminile, quale, anche per questo verso, a mio avviso non si era avuta in tutti i decenni precedenti. Continue reading

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Arte

Matisse non è tutto arabesco

Comincio questa cronaca con un necessario encomio indirizzato alle Scuderie del Quirnale, il luogo espositivo che in breve tempo si è conquistato un’eccellenza tra tutte le sedi del nostro Paese. Si è affacciata di recente la richiesta di aprire il Quirinale a visite pubbliche, il che del resto è sempre avvenuto, ma non si speri di trovare in quel Palazzo fin troppo esteso molti capolavori d’arte davvero gratificanti, le visite dovrebbero servire più che altro a illustrare le funzioni di alto bordo che in quelle sale si sono tenute in passato e continuano tuttora a tenersi. Per una remunerativa contemplazione di opere d’arte, molto meglio che i visitatori attraversino la piazza e si rechino appunto in un luogo nato come struttura di servizio, le Scuderie, ma ora trasformate in magnifica galleria, dove in genere appaiono i capolavori del nostro passato, ma con qualche tuffo in capitoli a noi più prossimi, come è ora il caso di Matisse. Continue reading

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Attualità

Si possono fermare gli emigranti?

Come tutti, sono angosciato per l’estendersi del fenomeno dei disgraziati che si imbarcano in genere dalla Libia sulle cosiddette carrette del mare nella speranza di giungere sulle nostre coste. Forse non è vero che ne sono in arrivo un mezzo o un intero milione nel corso di quest’anno, come prevede Frontex, ma se anche fossero soltanto un decimo, sarebbe lo stesso un numero eccessivo. Abbiamo cercato di fare del nostro meglio per dare un soccorso umanitario prima con Mare nostrum, e ora con un più ristretto Triton, anche se i nostri centri d’accoglienza lasciano molto a desiderare, ma forse si reggono su una tacita intesa tra custodi e profughi, i primi allentano le barriere per permettere agli altri di emigrare verso Paesi più solidi del nostro. Comunque, la situazione è ormai del tutto insostenibile, ma che fare? Continue reading

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Arte

I Nuovi-nuovi sono sempre attuali

Ho dedicato circa un decennio della mia attività, dal 1974 al 1984, a sostenere la causa di un gruppo di artisti da me denominati Nuovi-nuovi, e mi erano validamente al fianco Francesca Alinovi e Roberto Daolio, ora purtroppo entrambi scomparsi. Quella denominazione, se si vuole, era un po’ vaga, ma ci affettavamo a precisare che si trattava di un aspetto del postmoderno avanzante su tutti i fronti, del resto confluente con altri fenomeni del visivo denominati Anacronismo e Transavanguardia. Continue reading

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Letteratura

Mozzi, il buon psicopompo

Ho dedicato un altro decennio della mia vita, grosso modo dal 1993 al 2003, a un’altra causa, molto distante da quella di cui parlo qui accanto, intanto per una differenza di settore, che del resto risponde alla mia fatale bipartizione tra critica letteraria e d’arte. Ma non solo, vi si aggiunge pure una mutazione di segno, infatti quanto detto a proposito di Nuovi-nuovi e simili riguarda una fase di citazione, di neg-avanguardia, di retrospezione. Invece dal ’90 in poi era partita una fase di segno opposto, di violenta aggressione sugli aspetti del presente. Non per nulla il fenomeno di cui sto parlando era iniziato dal 1993, quando, con Nanni Balestrini e altri, avevamo deciso di riproporre, trent’anni dopo, le fortune del Gruppo 63, ma non in modo sterilmente laudatorio, bensì guadandoci attorno alla ricerca di validi eredi. Continue reading

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