Attualità

Dom. 24-9-17 (Consip, Alitalia)

Assegnando un carattere non strettamente monografico a questi miei domenicali parlerò oggi di due fatti diversi, non comunicanti. Il primo riguarda l’intero dossier Consip, che mi sembra causato in origine da un enorme errore dell’amministrazione pubblica. Giusto cercare di evitare gli sprechi negli acquisti da parte dei singoli enti, ma massimalista, inutilmente concentratrice è la soluzione di creare un unico tesoro centrale, un mucchio di miele che attira a sé tanti insetti. Quasi inevitabile che ne nasca la tentazione per appalti truccati e altre operazioni di malaffare, come infatti è accaduto in questo caso. Eppure i nostri politici dovrebbero essere ben ammaestrati, dove si formano questi cumuli di grasso, ronzano i prevaricatori, e dunque basterebbe prestare un’attenzione puntuale, invece che intervenire a posteriori, quando i misfatti si sono già compiuti. O in alternativa basterebbe fissare un calmiere, indicare un prezzo di massima per i vari acquisti, che le singole sedi non dovrebbero superare, procedendo però loro stesse agli acquisti, senza creare un ammasso centrale pericoloso e tentatore.
L’altra questione è la liquidazione di Alitalia, magari con la possibilità di farla acquistare da Ryanair, una compagnia in questo momento resasi colpevole di una condotta del tutto abnorme, come la cancellazione di centinaia di voli per consentire le ferie ai propri dipendenti. Ma è un errore in sé liquidare una struttura statale di grande peso, non inferiore a Trenitalia, o agli interi sistemi scolastico, ospedaliero, pensionistico. I voli aerei sono ormai una consuetudine quotidiana, e non certo prestazioni di lusso. E poi, siamo davvero così negati alla gestione di grandi sistemi pubblici? In fondo, abbiamo pur dato vita al grandioso sistema autostradale, e di recente possiamo annoverare con soddisfazione la nascita dell’Alta velocità, a quanto pare senza ruberie rovinose. Dunque, se ci smette con un minimo di controllo, le strutture pubbliche possono anche funzionare. Io personalmente sono un nostalgico della vecchia IRI, la privatizzazione di tanti suoi rami non ha dato affatto esiti felici. E allora, se possibile, si torni indietro, si riconsideri la possibilità di mantenere Alitalia come compagnia di bandiera, al pari di tutti i Paesi europei di serie A, che hanno ciascuno la sua compagnia con tanto di sigla svettante appunto come una bandiera. Solo noi sembriamo rassegnati ad ammainare tristemente il nostro tricolore.

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