Crisi dell’arte?
In questi giorni sulla stampa ferve un dibattito circa la critica d’arte, se esiste ancora o no, ma il bello, o il brutto, è che ancora prima il dibattito dovrebbe essere tenuto sull’arte sessa. Nel mio blog non ho difficoltà a segnalare le novità in materia libraria, e soprattutto i vari romanzi appaiono onusti sotto il peso di premi ottenuti in tanti luoghi del Paese, mentre faccio fatica a trovare nomi nuovi nell’arte. Il fatto ha un’origine economica, un premio letterario costa relativamente poco agli organizzatori, i libri concorrenti li spediscono i relativi uffici stampa, che fanno lo stesso anche per i membri delle varie giurie, che non c’è bisogno di convocare, possono tenere i loro dibattitti on line, quindi le località se la cavano semplicemente invitando i vincitori a un banchetto in loro onore. Invece nel caso dell’arte bisogna far venire i partecipanti, soprattutto al giorno d’oggi in cui prevalgono le installazioni, quindi occorre pagare per viaggi e spostamento delle opere. Il che spiega perché sia così difficile trovare voci nuove. Si aggiunga che le varie istituzioni destinate a sollecitare la creatività nell’arte oggi sono quasi tutte in mano di critici di destra, timorosi o addirittura reazionari nelle loro scelte. Insomma, un quadro difficile e pieno di incognite.