De Nittis e De Pisis, a Parigi ma molto diiversi
Bucci sul supplemento de Corriere di domenica scorsa ha accostati De Nittis e De Pisis per una loro presenza decisiva a Parigi, ma erano artisti molto diversi, il primo, originale quando si ricordva delle sue terre, e anche quando come tutti era stato fagocitato dall’esperienza dei Macchiaoli, giunto a Parigi cadde come Zandomeneghi sotto l’influenza di Degas, con una pittura molto aneddotica e descrittiva. Tra quei nostri esuli parigini l’unico a esprimere una indubbia originalità fu Boldini, come ha dimostrato mia moglie Alessandra Borgelli ingaggiando un risoluto dibattito a suo favore. Semmai, De Nittis si salvava quando, al di là dell’aspetto descrittivo, tracciava primi piami invasi da fango o da stentata vegetazione. De Pisis invece nulla ebbe a che fare con Degas e con una pittura descrittiva., dipingeva su laceri che afferrava solo a tratti di paesaggio o di altri soggetti con segno rapido e quasi stenografico, accostano poi questi lembi come un un mosaico a grana grossa.