Attualità

Dom. 24-5-20 (Renzi 2)

Niente da fare, è rinata in pieno la mia adesione a Matteo Renzi, il cui intervento in Senato con decisione finale di respingere la mozione di sfiducia contro il Ministro della Giustizia Bonafede mi è sembrata un capolavoro di finezza. Lascio agli stolti massimalisti, come l’ipocrita e mefistofelico Marco Travaglio e il catastrofico Andrea Scanzi il compito di inveire contro di lui. Di sicuro, se presenti in loco, sarebbero stati tra quelli che lanciavano monetine contro Craxi all’uscita dell’hotel Raphael. Naturalmente nella loro irrisione stava la pretesa che Renzi avesse barattato il suo voto a favore del governo con richiesta di qualche strapuntino di favore per la sua strimìnzita compagine. Invece nobile è stata la sua professione di vicinanza istituzionale al capo del governo, al di là delle critiche che certo è lecito fargli, fino a mettere la sordina alle ragioni di ostilità proprio nei confronti del Ministro sul banco degli accusati. E quali sarebbero questi ignobili favori mercanteggiati sottobanco? L’insistenza sull’avvio dei cantieri, come se questa non fosse la via regia per ridare lavoro alle nostre aziende. E poi c’è stato l’ottimo esito conseguito dal numero due di Iv, la Bellanova, con i provvedimenti a favore delle migliaia di schiavi sottomessi al caporalato nelle nostre campagne. Si aggiunga la giusta rampogna contro la Ministra Azzolina, troppo frettolosa a a lasciare a casa migliaia di scolari, chiudendo anzi tempo le scuole, con gravissimi problemi per genitori che riprendono il lavoro e non sanno a chi affidare i figli. Tutto sta riaprendo, ma non la scuola, siamo unici nel mondo ad averla sprangata a priori, senza neppure attendere gli esiti del contagio.
Del resto, a proposito del riaprire o no, l’Italia è spaccata in due. I gestori di aziende private, baristi, ristoratori, barbieri eccetera, si affrettano a riaprire per evitare la crisi. Invece chi gode di uno stipendio assicurato, come l’infinita schiera dei bibliotecari in ogni organismo, o degli uffici postali, o di altri posti statali, rallentano, pongono regole assurde, si concedono solo su appuntamento e così via.
Ritornando alla questione Renzi. purtroppo resta a danneggiarlo la sbagliata scissione dal Pd, il che certo gli dà una liberà di manovra all’interno di questa legislatura, ma che cosa accadrà alle prossime elezioni, visto che i sondaggi per Iv non si avvicinano alla quota di sicurezza del 5%? Ci vorrebbe un riaccorpamemto delle varie mebra sparse del Pd, col rientro appunto di Leu e Iv, con una somma il che darebbe una somma molto vicina alla percentuale attribuita alla Lega.

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