Attualità

Dom. 27-12-20 (vax)

Evviva, dunque i vaccini sono arrivati. Io non sono certo un “no wax”, quindi mi vaccinerò, se arriverà il mio turno, e se lo potrò fare senza sottostare a file o turni gravosi, e se nel frattempo la loro elaborazione così affrettata non avrà rivelato degli inconvenienti. In proposito ci si può fidare dell’Europa, che ha fatto il suo dovere, ci ha già spedito una prima quota, e si può anche credere nella distribuzione cui procedono le Forze Armate. Ma ci saranno in tempo medici e infermieri, siringhe per procedere alle inoculazioni? L’impagabile commissario Arcuri avrà agito in tempo utile o coi suoi soliti ritardi, di cui peraltro viene premiato col conferimento di sempre nuovi compiti? Ma purtroppo i tempi per una vaccinazione di massa sono lunghi, si rischia di arrivare al prossimo autunno, quindi bisogna evitare che i nuovi monatti estendano la loro dittatura a oltranza. A questo scopo, ecco alcuni punti per cui battersi. Primo, smetterla di fare i tamponi “alla carlona”, come la Annunziata ha avuto il coraggio di dire proprio in faccia ad Arcuri. Non sappiamo con quale criterio vengono eseguiti. Inoltre essere contagiati non è così grave come pretendono. Il 90% di contagiati se la caverebbe solo con la quarantena a domicilio, il guaio è che i medici di base a domicilio non ci vanno, e allora chi si ritiene colpito si precipita negli ospedali determinandovi le lunghe code che ci vengono rinfacciate per alimentare il clima di terrore. Secondo. Il numero dei decessi dovrebbe essere controllato, che siano provocati davvero dal covid e non dalle immancabili cause naturali che gravano soprattutto sugli anziani. Terzo. Tra le misure in atto, che i nuovi monatti cercheranno senza dubbio di prolungare, sono accettabili solo l’uso delle mascherine e il coprifuoco alle ore 22. Tutti gli altri divieti sono da respingere, e dunque, quarto, occorre riaprire musei, mostre, cinema, teatri che sono luoghi sottoponibili a controlli sicuri, e non di massa. Quarto, riapertura delle scuole in presenza, a tutti i livelli. Al solito, un’intervista della Annunziata, domenica scorsa, a una esperta italiana, anche se residente in Danimarca, ha avuto la risposta che le scuole sono tra i luoghi meno soggetti a rischi di contagio. Inoltre le lezioni a distanza e on line sono diseducative, elitarie, incontrollabili. Un’affermazione del genere può apparire contradditoria da parte di un mcluhaniano a oltranza come me, ma io ho plaudito alle proposte innovative del profeta canadese se il lavorare on line da casa riguardava persone mature. Per esempio è un ottimo sistema per le donne, che possono conciliare, col lavoro domestico affidato al computer, la custodia dei figli. Il sistema invece ha tutti i possibili inconvenienti se affidato a giovani bisognosi di contatti umani diretti.
Per questi obiettivi ci dovremo battere nei prossimi tempi, attraverso appelli, mozioni, lotte da combattere con ogni mezzo, per sottrarci alla dittatura dei virologi, e dei ministri Franceschini e Speranza, meglio perderli che mantenerli. Purtroppo non ci sarà rimpasto, e anche in questo caso questi due famigerati sarebbero protetti proprio da tutti gli interessati al mantenimento del contagio il più a lungo possibile.

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