Attualità

Dom. 3-2-19 (Diciotti)

Le varie questioni connesse al nodo tormentoso dei migranti sono sempre all’ordine del giorno, mi rassegno quindi a condurre una sintesi di tanti interventi che nei domenicali scorsi ho già svolto in materia.
1. Ho riconosciuto un unico punto a favore di Salvini, relativo alla sua ostilita per le navi “non governative”, che in effetti, nelle loro regole d’ingaggio, dovrebbero mettere in conto il modo con cui sbarazzarsi dei naufraghi salvati, senza dubbio con loro merito. Ho fatto ricorso a una rozza metafora, sarebbe come dei gitanti che non si preoccupano dei rifiuti dei loro pasti e altro, pretendendo di lasciarli ai casolari incontrati sulla strada. E dunque è giusto, in linea di principio, chiudere i nostri porti a questi dilettanti, liberi escursionisti del salvataggio.
2. Ma Salvini ha avuto torto marcio nel caso della Diciotti, perché in quella circostanza il salvataggio era stato effettuato da una nostra nave, e dunque era più che giusto portare i naufraghi in uno dei nostri porti. Sembra quindi pure giustificata l’azione legale intentata nei suoi confronti, con richiesta al tribunale dei ministri e al senato di dire di sì al suo possibile arresto. Ma, riconosciuta in astratto la legittimità di quell’atto, quasi sicuramente non se ne farà nulla, la maggioranza giallo-verde si pronuncerà contro, e del resto, se condanna ci fosse, ne verrebbe un vantaggio propagandistico che farebbe salire alle stelle le previsioni elettorali a favore della Lega.
3. Resterà però il problema dei salvataggi, da fare fin quando non cesserà del tutto il fenomeno migratorio. E quindi è stato giusto istituire via via, con diverse etichette, a cura nostra o dell’intera UE, delle misure di pattugliamento e di recupero dei naufraghi. In alternativa, ci sarebbero le vie incerte del respingimento, e della chiamata in soccorso di motovedette libiche, ma si sa quante difficoltà ci siano nel fare affidamento sulle capacità di questi scomodi interlocutori d’oltremare.
4. Ma che fare dei profughi, una volta raccolti a bordo, dato che sarebbe nefanda l’ipotesi di voltare il capo dall’altra parte e di lasciarli crepare? Qui sta il punto, la soluzione salomonica di spartirli tra i vari Pesi UE non funziona, o solo col contagocce, ci abbiamo provato in passato, incontrando solo dei rifiuti. E se ce li prendiamo, sappiamo bene che non si può poi ricorrere alla restituzione al mittente, il governo attuale lo ha promesso, ma non riesce a farlo se non in numeri esigui, irrilevanti, dato che i poveri esuli hanno bruciato i ponti alle loro spalle, nessuno è pronto a riprenderseli.
5. In questo ambito ha funzionato, almeno pare, l’intervento della Turchia, a tenersi i migranti avviati lungo la rotta dall’Est, purché ampiamente foraggiata dall’UE. Ebbene, ho già detto che anche sul nostro fronte la soluzione dovrebbe essere la stessa, ricevere una congrua somma dall’UE per divenire anche noi un simile luogo di accoglienza, da condurre in modi razionali, impedendo che la malavita ci speculi, e che questi luoghi siano dei colabrodo tali da consentire, o quasi imporre, che i reclusi se ne vadano, a invadere le nostre strade, o a premere ai confini per tentare di passare in Francia, con gli esiti disastrosi che ben conosciamo. La colpa del Pd quando era al governo è stata di tollerare entrambe queste vie, il lasciare il controllo della spesa per questi centri nelle mani di ladroni, e il chiudere un occhio, il permettere l’evasione di massa, a invadere le nostre vie, da qui il sentimento xenofobo di cui la Lega è stata profittatrice
6. E’ una balla inconsistente pretendere che questi invasori tolgano il lavoro ai nostri giovani, al contrario, sarebbe una mano d’opera da usare adeguatamente, con paghe ragionevoli e con legittime forme di tutela del lavoro. I sindacati su questo versante hanno gravi colpe, nulla hanno fatto per proteggere queste fasce dallo sfruttamento del caporalato. Da questi centri i residenti dovrebbero uscire a ragion veduta, quando si profili per loro una possibilità di impiego secondo tutte le regole, sia in Italia sia all’estero.
7. Salvini è di nuovo colpevole, suscettibile di denuncia, nella misura che con la sua legge di sicurezza ha voluto marciare in senso contrario, smantellare questi centri d’accoglienza, assecondando il fenomeno pernicioso del l’esodo dei migranti dai luoghi previsti, con conseguente invasione delle nostre strade. In merito, ci stava molto bene un ricorso alla corte costituzionale proclamato dai nostri presidenti di regione e sindaci, ma questo c’è stato?
8. In alternativa, la costituzione di centri di soggiorno per i reduci dai Paesi subsahariani potrebbe essere prevista in Libia stessa, ma si sa che quanto esiste da quelle parti in tale senso viene considerato dai candidati a quella reclusione come una orrida prigionia, cui sono pronti a sottrarsi anche ricorrendo al suicidio. Ma un intervento dell’ONU non potrebbe fare qualcosa in una materia del genere, per esempio mettendo sotto protezione con invio di truppe alcune di queste riserve potenziali, rendendole vivibili?
9. A lungo termine, ma ci vorranno decenni, e questo forse sarà il problema dominante del secolo appena iniziato, dovremo tentare di rendere abitabile la popolazione malridotto dei paesi subsahariani, andando a impiantare industrie da quelle parti, che fra l’altro potrebbero fornire un’occasione di lavoro per la nostra mano d’opera. Da noi, inutile illuderci, il PIL è destinato a diminuire progressivamente, e le due uniche soluzioni a lunga portata saranno di diminuire gli orari di lavoro o appunto di mandare le nostre maestranze a consentire il decollo industriale di Paesi attualmente sottosviluppati. Ma campa cavallo…

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