Attualità

Dom. 9-5-21 (Ponte)

Non so perché sembra che sia di destra battersi per l’effettuazione del ponte sullo stretto di Messina, così come il perorare a favore di tutte le sacrosante aperture che la sinistra lascia in retaggio a Salvini e Meloni. Per fortuna a fare ammenda c’è il solito guastafeste Renzi, che addirittura aveva messo la costruzione del Ponte come una delle condizioni per non uscire dalla maggioranza giallo-rossa. E anche il nostro migliore salotto televisivo, condotto da Barbara Palombelli, ieri sera, venerdì 7 maggio, ha fatto una piena professione di difesa di questo progetto. Lasciamo agli ultra-sinistri come Tommaso Montanari il triste privilegio di dirne tutto il male possibile. Si pensi a un’Europa che è riuscita a fare il Canale della Manica, e a una Russia che ha collegato i suoi territori tradizionali con la Crimea appena ripresa. E anche gli USA hanno al loro attivo tanti ponti, lasciando perdere l’ormai storico e museale ponte di Brooklyn, ma pensando al Da Verrazzano, o al Golden Gate di S. Francisco. In definitiva noi stessi non siamo così inferiori, se pensiamo alla ottima rete autostrade di cui siamo stati capaci di dotarci, e più di recente all’Alta Velocità, fra l’altro, a quanto pare, senza dover subire vistose ruberie. Sono tutte imprese che hanno contribuito a confermare l’unità di un Paese purtroppo sempre vittima della sua struttura allungata, alle prese coi vari campanilismi che lo spezzettano. Il Ponte sullo Stretto sarebbe da vedere come un atto finale di conferma della nostra unità territoriale, e del resto, prendendo per riferimento il caso della Manica, se si teme la tipologia di un ponte, che dovrebbe essere ben alto per consentire il transito delle navi, e particolarmente esposto a possibili scosse sismiche, l’ipotesi di un condotto da scavare a debita profondità potrebbe apparire più ragionevole. Si pensi a quale occasione di lavoro si darebbe alle nostre maestranze, beninteso cercando di prendere i debiti provvedimenti per evitare infiltrazioni mafiose o anche solo ruberie di politici e amministratori. E dunque, bando alle chiacchiere vuote, ai timori infondati, riconosciamo in questo compito un’impresa-guida, tale da caratterizzante il nostro futuro.

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