Attualità

Dom. 9-9-18 (fuga dai centri)

Merita qualche riflessione il fatto recente di quelle decine di migranti giunti in Italia a bordo della Diciotti di cui per tanti giorni è stato proibito lo sbarco, da parte di Matteo Salvini, ma che poi, accolti dalle diocesi cattoliche del nostro Paese e in particolare sistemati in via provvisoria nella sede di Rocca di Papa, se ne sono andati, insalutati ospiti, cercando di far perdere le loro tracce. E’ del tutto inspiegabile la diversità di reazione proprio da parte di Salvini e della sua cerchia. Dapprima, hanno tentato di impedire lo sbarco di questi disgraziati, nonostante che fossero stati accolti da una inave della nostra marina, il che ha indotto la magistratura a muovere al nostro ministro la ben nota accusa, di sequestro di persona e simili, a mio avviso del tutto a proposito, anche se sicuramente finirà in una bolla di sapone. Avevo lodato l’atteggiamento di Salvini ostile alle navi ONG e alla loro pretesa di sbarcare i loro salvati nei nostri porti. In merito ho fatto ricorso alla similitudine dei gitanti che se si recano a fare dei picnic nei boschi, devono riportarsi a casa i rispettivi avanzi, non possono abbandonarli al primo casolare trovato sul loro cammino. Ma ben diversa è la cosa se il salvataggio è stato effettuato da imbarcazioni ufficiali battenti la nostra bandiera, o da navi di passaggio, che non sono andate apposta alla ricerca di naufraghi. L’obbligo del salvataggio in mare è un dovere umanitario imprescindibile, Ora poi, dati i nuovi ribaltamenti in Libia, l’intera politica impostata da Minniti al momento è andata a farsi friggere, non si può sperare che ci siano interventi della marina costiera libica per impedire le partenze, né che si possano fare in quel Paese dei centri di accoglienza con sufficienti garanzie umanitarie. E dunque, se non si vuole chiudere gli occhi, tirare diritto quando si incontrano casi di annegamento quasi certo, non resta che approdare ai nostri porti. Ma qui giunti, si tratta pur sempre di emigranti clandestini, anche se per le migliori ragioni di fuga da guerre e persecuzioni, comunque queste persone non si possono lasciar andare libere per il nostro territoro, bisogna confinarle, con tutte le garanzie che ci vogliono, per poi assegnarle a ragion veduta, dove risulti la possibilità di un loro utilizzo per lavori riconosciuti e trattati secondo le regole. Non possono invece scorrazzare liberi per il nostro Paese, anche se c’è qualcuno pronto ad accoglierli. E’ proprio questa erranza incontrollata che provoca il consenso massiccio a favore della Lega, e l’ostilità degli altri Paesi, che loro sì, si oppongono a un’immigrazione clandestina, quindi, lo spettacolo sarà sgradevole, ma non ci si può opporre ai blocchi alle frontiere verso la Francia o l’Austria. Sappiamo bene che questa è una imputazione rivolta all’Italua, appunto di non trattenere questi corpi erratici, anzi, in qualche modo di autorizzarli ad andare a premere disordinatamente ai vari confini. L’unico rimedio è di fare dei centri, prima, di accoglienza, poi di avvio ad assunzioni lavorative secondo le buone regole. Purtroppo il PD è stato colpevole di non aver capito tutto questo, di aver permesso alle solite cricche di profittatori di lucrare sui soldi che dovrebbero servire per rendere sopportabili i centri di accoglienza, e soprattutto di aver imposto accoglimenti qua e là, senza provvedere al dopo, a un utilizzo sensato di queste possibili forze-lavoro. E’ curioso che ora la cosa si ripeta anche da parte dei fieri avversari di questo “laissez faire”, che il nostro super-ministro di ferro non abbia nulla da dire quando la questura lascia andarsene liberi, con tante scuse, questi individui appena sbarcati dalla Diciotti.

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