Letteratura

L’allegro e triste novellino di Camilleri

La crisi del cartaceo che assedia i giornali li spinge a cercare rimedio, intanto, con le varie edizioni on line, ma anche ricorrendo a una specie di cura omeopatica, cioè aggiungendo carta su carta, Mi riferisco ovviamente ai vari volumetti che ormai quasi quotidianamente accompagnano appunto i giornali, cosa che a volte è davvero utile, Qui stesso qualche tempo ha ho approfittato di una di queste uscite per parlare di uno dei romanzi di Murakami, anche se non dei migliori. Ora sul tavolo ho le edizioni snelle dei racconti di Andrea Camilleri, un suo volto da non sottovalutare, in quanto, proprio per la dimensione ridotta di queste uscite, si libera del gravame pur sempre costituito dalle trame del giallo, e da personaggi divenuti molto popolari, ma al limite dello stereotipo, come lo stesso Montalbano, che tanta popolarità ha dato a Luca Zingaretti, ma anche col rischio di incatenarlo a un ruolo fisso, da cui non gli sarà facile liberarsi. E lo stesso si dica per i personaggi minori che lo circondano, coi loro tic ormai prevedibili. In questi racconti invece Camilleri procede leggero, a svolgere un suo novellino, o ad accostarsi al grande Pirandello e alle sue novelle per un anno, ma senza essere condizionato dalla formidabile intelaiatura ideologica del grande romanziere e drammaturgo. Libero, insomma, Camilleri, di snocciolare le sue vicende di eroi minimi, il che li rende del tutto disponibili a valersi del loro dialetto, in misura superiore di quando l’autore si presenta a un pubblico più vasto. Qui siamo proprio a un festival continuo, del “nivuro”, del “taliare”, del “magari” piegato ad ogni uso possibile. E c’è perfino una liberazione dai mali della povertà, della fame incombente, dell’ignoranza, dell’assoggettamento ai potenti. Un allegro repertorio di casi, di colpi di dadi, libera questi “ultimi della terra” a saltar fuori dal male di vivere. In termini pirandelliani, diremmo che siamo a un ventaglio di casi “comici”, che ovviamente non si sollevano mai all’umorismo per l’inadeguatezza di questi personaggi piccoli piccoli a ricavare una morale dai fatti che li assediano. Forse la vicenda più divertente e meglio combinata è quella narrataci in “Di padre ignoto”, di una fanciulla bella come una Madonna, ma povera in canna, orfana, che mette a profitto il suo dono di natura concedendosi secondo un sapiente calendario settimanale alle voglie di alcuni vecchioni del paese in cui vive, tanto da mettere in banca un tesoretto che permetterà al figlio di fare studi e di prendersi una laurea. Ma per lui sarà un problema cercare di capire da chi sia stato procreato, tra tanti padri putativi. Molto brillante anche “La congiura”, dominata da un certo Ciccino Firrera, uomo di rara bruttezza e volgarità, però ben dotato sessualmente, che fa scoprire questa sua virtù alle brave moglie dei notabili del paese, trascurate dai mariti, ma pronte a valersi di quel trattamento esuberante e imprevisto. Naturalmente siamo in presenza di una musa in minore, forse il nostro Camilleri ha ben presente qualche novella boccacciana, come quella del supposto sordo e deficiente, di Lamporecchio, volentieri adottato e usato a turno da un intero convento di suore. Oppure, da questo livello non impegnativo si può salire a uno stadio superiore, perfino serioso, come succede in Moravia, “Crisi coniugale”, quando un marito scopre con raccapriccio misto a fascino che il suo misero barbiere fa benissimo l’amore con la coniuge da lui trascurata. E c’è la vicenda di “Un giro di giostra”, in cui è di scena un povero essere che per scarsità di doni naturali e sociali passa una esistenza misera, ma allietata a un tratto da un bacio fortuito ricevuto da una bella giovane, il che gli fa perdere la testa e finire investito da un’auto non vista in tempo. Oppure, ne “La trovatura”, è all’opera una coppia di bricconcelli che tentano di farsi passare per maghi e indovini, ma il bello è che almeno una volta “trovano” davvero un tesoretto che cambia la loro situazione. Oggi, sabato 15, Ferragosto, ho già avuto in regalo una nuova puntata di questa festosa rete di invenzioni.

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