In queste settimane intendo esaminare i romanzi selezionati per il Campiello, esprimendo anche una mia graduatoria. Devo però avvisare che la mia vista ormai è scarsa e quindi potrei commettere errori nel riferire sulle varie trame. Comincio da Vanda Marasco in quanto è il primo romanzo disponibile nella libreria Sovilla di Cortina, che poi mi ha procurato anche gli altri. Quello della Marasco è il romanzo più consistente in pagine, ha cioè un corpaccio immenso, al solito il titolo, Di spalle a questo mondo, appare alquanto evasivo. In sostanza i protagonisti sono due, Fernando e Olga, il primo sarebbe dotatissimo, anche in politica, in cui sfida i Borboni fimo a rischiare una condanna a morte. Ma poi viene preso da una malattia psichica che lo costringe a interventi anche in manicomio, sorretto soprattutto dall’amore inesauribile della moglie Olga. Questa fase, senza dubbio interessante, dedicata a un soggetto psichico ammalato, vive di troppe ripetizioni, come se l’autrice volesse sfruttare questo motivo per ogni verso, fino a sfibrare l’attenzione del lettore. È tutto, per il protagonista, un andare su e già, tra ricoveri e ritorni a domicilio. Si prova qualche tedio di fronte a queste ripetizioni. Ritengo difficil che, in contrapposizione ad altri romanzi più snelli e più attuali nella tematica, la Marasco possa ottenere il primato da parte dei lettori.
Vanna Marasco, Di spalle a questo mondo, Neri Pozza, pp. 411, euro 20.