Miracoloso Giambellino
Apprendo dal solito Artribune che a Rimini, sede insolita, si è compiuto il restato della “Pietà”di Giovabnni Bellini e che il capolavoro è rientrato a Venezia, sua solita. A considerare il dippinto,vi si rinnova il miracolo di un pittore che pur appartenendo alla terza maniera, per dirla col Vasari, apre alla modernità, anche se l’opera non un è di quelle madonnne stanti che aprono la strada a Giogione. Caso mai, il confronto va fatti col “Cristo moto” del Mantegna, gloria di Brera. Ma appunto il dipinti mantegnesco, pur perfetto nell’anatomia, è rigido, quasi da manuale, e anche le figure che pregano all’intorno sono molto simili alle statue di argomento analogo di cui è ricco il Quattrocento, mentre il Cristo belliniano, sorpreso a mezza altezza, muove il busto, e attorno a lui ci sono tre angeli ognuno dei quali ha un volto, una posa, un contegno diverso. Si sente insomma che la maniera moderna è già in agguato, pronta a manifestarsi appieno, anche se al momento ancora contenuta in una certa rigidità quattrocentesca.