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Una Biennale troppo gremita

Una Biennale troppo gremita

E’ la prima volta dal 1956 che non riesco a visitare la Biennale, che ora sembra quasi un ONU dell’are. Più intelligente la sua rivale tedesca, documenta che affida a un unico curatore, che potrebbe anche essere un colletivo, il compito di fare la selezione. Si potrebbe obiettare che i vari padiglioni nazionali pagano di tasca propria i relativi allestimenti, ma in definitiva il grosso della manifestazione si tiene nel padiglione centrali e alle Corderie che sono o del comune di Venezia o del governo, quindi a spese a nostro carico. Purtropp0 continua la segregazione de padiglione Italia in fondo a tutto, dove i visitatori arrivano boccheggianti, anche se gli viene dato un grande spazio, dove quest’anno domina la Camoni, a cui l’anno scorso avevamo dato il Premio Alinovi Daolio, non so se già consapevoli della sua nomina al padiglione Italia o se per felice intuizione.

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