{"id":1093,"date":"2017-10-22T09:53:57","date_gmt":"2017-10-22T07:53:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=1093"},"modified":"2017-10-22T09:53:57","modified_gmt":"2017-10-22T07:53:57","slug":"verasani-una-prova-comvincente-a-meta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/verasani-una-prova-comvincente-a-meta\/","title":{"rendered":"Verasani: una prova comvincente a met\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Non ho mai lesinato il mio consenso ai narratori che hanno nel loro consuntivo il merito di essere intervenuti ai fortunati incontri di RicercaRE, tra cui Grazia Verasani, ma naturalmente questo non \u00e8 un obbligo permanente, sono ammesse variazioni di consenso. In merito a quest\u2019ultima uscita, \u201cLa vita com\u2019\u00e8\u201d, il mio giudizio si ferma a met\u00e0 strada, un po\u2019 s\u00ec e un po\u2019 no, anche se bisogna pur apprezzare l\u2019onest\u00e0, l\u2019autolimitazione espresse dall\u2019autrice gi\u00e0 nel titolo, e ulteriormente precisate nel sottotitolo, da prendere alla lettera. Si tratta davvero di una \u201cstoria di bar, piccioni, cimiteri e giovani scrittori\u201d, dove, dico subito, i primi termini della sfilata sono accettabili, costituiscono quanto c\u2019\u00e8 di buono nella narrazione, mentre qualche difficolt\u00e0 nasce alla comparsa in scena di \u201cgiovani scrittori\u201d, che poi in realt\u00e0 sono da declinare al singolare. Nella fattispecie c\u2019\u00e8 un unico Giovane Scrittore il cui intervento in scena suona sempre alquanto falso. Come del resto lo \u00e8 l\u2019\u00ecntera serie dedicata alle lettere. Non se la cavano meglio un antecedente Scrittore tout court, e anche uno Sceneggiatore. Diciamo insomma che le maiuscole fanno risuonare, nell\u2019intera vicenda, tasti alquanto falsi, mentre sono i piccoli eventi con cui non \u00e8 affatto il caso di sprecare delle maiuscole, quelli che davvero fanno presa e costituiscono un apprezzabile tessuto. Come per esempio i numerosi bar in cui il personaggio che parla in prima persona, e che certo adombra in larga parte l\u2019autrice stessa, va a fare le piccole colazioni, o si prende momenti di pausa, o di incontri con amici. Per fortuna questi episodi minimi sono costellati dalla presenza di cani che leccano il pavimento per raccoglierne le briciole dei cornetti caduti dalle labbra dei consumatori. Ed \u00e8 divertente anche la guerra di nervi con la cliente che si impossessa del quotidiano del giorno, con tanto di asticciola, e non lo molla. Non \u00e8 poi sbagliato inserire nella sfilata la vicenda del piccione che blocca l\u2019incedere della protagonista a bordo di un\u2019auto, come del resto apprezziamo la gatta maestosa che allieta l\u2019altrimenti triste abitazione della madre. Abbastanza divertente \u00e8 la goffaggine del padre novantenne che ancora pretende di  toccare il fondoschiena di qualche signora, sollevando le rimostranze della moglie. Come si capisce, siamo nel quadro dell\u2019autonarrazione, oggi cos\u00ec diffusa tra i nostri autori, forse per sfiducia nelle loro doti inventive a livello di trama. Ma se si cercasse di trovare la soluzione pescando nelle vicende professionali, di un autore in cerca non gi\u00e0 di personaggi bens\u00ec di promozione, editoriale, pubblicitaria, giornalistica, allora la fantasia \u00e8 scarsa, soprattutto se questo capitolo viene affidato al Giovane Scrittore e alla sua petulanza. La narratrice ce lo rende insopportabile, con  le sue telefonate a tutte le ore, la sua sicumera e baldanza, C\u2019\u00e8 per\u00f2 da chiedersi se questo modo di comportarsi del Giovane Scrittore non sia semplicemente la malacopia dell\u2019iter che la stessa narratrice ci snocciola, Ovvero, lei c\u2019\u00e8 gi\u00e0 passata,  per quelle tappe, e dunque, inutile irritarsi se qualcuno pretende di adempiere ai medesimi riti. Del resto, la nostra scrittrice senza maiuscola in definitiva lo comprende, accetta le avances dell\u2019autorello, giunge perfino a baciarlo, gli promette aiuto. In conclusione, e in sede di bilancio, visto che affrontare \u201cla vita com\u2019\u00e8\u201d non \u00e8 poi fonte di tante risorse, e le tappe dell\u2019ascesa al Parnaso, anche quelle, non sembrano una valida via d\u2019uscita, forse si pu\u00f2 consigliare alla Verasani di rimettere in pista la sua detective, Giorgia Cantini, dove ad assicurare al racconto una spina dorsale ci sono i delitti e  gli altri reati, mentre l\u2019indagine porta ad applicare una lente d\u2019ingrandimento su \u201cla vita com\u2019\u00e8\u201d, dandole evidenza e sapore.<br \/>\nGrazia Verasani, La vita com\u2019\u00e8, La nave di Teseo, pp. 219, euro 17. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ho mai lesinato il mio consenso ai narratori che hanno nel loro consuntivo il merito di essere intervenuti ai fortunati incontri di RicercaRE, tra cui Grazia Verasani, ma naturalmente questo non \u00e8 un obbligo permanente, sono ammesse variazioni di consenso. 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