{"id":1173,"date":"2018-01-14T10:34:50","date_gmt":"2018-01-14T09:34:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=1173"},"modified":"2018-01-14T10:34:50","modified_gmt":"2018-01-14T09:34:50","slug":"maraini-ci-starebbe-bene-un-aborto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/maraini-ci-starebbe-bene-un-aborto\/","title":{"rendered":"Maraini, ci starebbe bene un aborto"},"content":{"rendered":"<p>Forse ho maltrattato in eccesso, proprio su questo blog, Dacia Maraini e il suo penultimo romanzo, molto, troppo impegnativo, \u201cLa bambina e il sognatore\u201d, risultato un affaticato centone di tutti i casi di maltrattamenti e abusi anche sessuali di cui, stando a tanti fatti di cronaca,  soffre ai nostri giorni l\u2019infanzia. Ora da lei ci viene un pi\u00f9 agile \u201cTre donne\u201d, che rientra nell\u2019ambito oggi molto diffuso di una perfetta assuefazione dei nostri narratori a navigare nelle acque dell\u2019attualit\u00e0, con vicende perfettamente inquadrate nella vita dei nostri giorni, come si svolge in una grande citt\u00e0, distribuendo le parti giuste tra quanto \u00e8 dovuto agli affetti, al sesso, alla lotta per ottenere un posto al sole, a quanto ci vuole per partecipare al comune banchetto degli usi e consumi quotidiani. E\u2019 quell\u2019enorme spazio oggi visitato di comune accordo da tutti i praticanti del settore narratologico, sia in veste cartacea sia filmica, che poi vuol dire elettronica, televisiva, con perfetta reversibilit\u00e0 da un capo all\u2019altro. Infatti leggendo queste vicende al femminile, sembra di avere davanti un copione gi\u00e0 pronto per tramutarsi in una puntata di qualche programma televisivo, o viceversa, di esserne il frutto a posteriori, in una assoluta equivalenza e permutabilit\u00e0, di cui non sar\u00f2 certo io a lamentarmi. Sono infatti un convinto sostenitore di quanto sia stato nel giusto Aristotele nel teorizzare a suo tempo la piena omogeneit\u00e0 tra l\u2019epica, ovvero la narrativa in terza persona, e la tragedia e commedia, ovvero la vita umana recitata in scena. Aggiungiamo che in questa permutabilit\u00e0 ci sta pure il ruolo dei sessi, \u00e8 pi\u00f9 che giusto che una scrittrice rivendichi un protagonismo al femminile, riducendo la parte dei maschi. Qui infatti le tre donne, nei rispettivi ruoli di nonna, Gesuina, figlia, Maria, e nipote, Lori, sono praticamente sole, con maschi di cui sentono la necessit\u00e0, per ragioni sia affettive sia fisiologiche, ma senza farsi troppe illusioni. O meglio, forse la nonna e la nipote avrebbero questa capacit\u00e0, non invece la figlia, che appare come la creatura pi\u00f9 debole. La brava Gesuina, che si guadagna la vita facendo punture, nobile tradizione gi\u00e0 incontrata, temporibus illis, nella madre del protagonista di \u201cConversazione in Sicilia\u201d,  il capolavoro giovanile di Vittoprini, sa farsi gioco abilmente degli amori insostenibili di un fornaio, preso abilmente a gabbo. Della nipote, che in definitiva \u00e8 il vero motore di questa tenue vicenda, dir\u00f2 tra poco, mentre la creatura di mezzo, Maria, risulta essere la pi\u00f9 debole, vittima senza difesa delle insidie di un maschio traditore,  di un tale Fran\u00e7ois insignito di tutti i caratteri di  cui il punto di vista al femminile pu\u00f2 gravare e accusare la controparte: falso intellettuale, egoista all\u2019ultimo stadio, sempre pronto a fuggite, a tirarsi indietro. Il guaio \u00e8 che non lo fa quando, in una di quelle rare visite periodiche che rende a Maria, non si trattiene dall\u2019avere un rapporto, toccata e fuga, con l\u2019avvenente figlia di lei, al punto tale da lasciarla incinta. E qui appunto si ha una prova in pi\u00f9 di quanto Maria sia il lato debole di questo triangolo, essa non regge al colpo nell\u2019apprendere che l\u2019amato partner non solo \u00e8 evasivo, sfuggente, ma che addirittura ha fatto una avance molto concreta verso la figlia. Il mondo le crolla addosso, fino a tentare il suicidio con la solita dose massiccia di tranquillanti, espediente le mille volte agitato e messo in atto, quasi sempre consentendo un salvataggio in extremis. E dunque, triste situazione delle nostre \u201cdonne sole\u201d, una anziana e ormai fuori gioco, una di mezzo, priva di ogni illusione, il che del resto si pu\u00f2 dire anche della giovane. A questo punto, per\u00f2,  mi chiedo se non sia lecito saltar fuori da una dimensione narratologica, che si fermerebbe a una simile triste constatazione di fatto, per imbracciarne invece una etico-psicologica. Del resto, forse che la Maraini non \u00e8 una autorevole opinionista proprio su quest\u2019ultimo piano e dalle colonne del \u201cCorriere\u201d? Possibile che non le venga spontaneo di suggerire alla sua eroina di fare la cosa pi\u00f9 naturale e funzionale, data questa gravidanza assolutamente impropria e sbagliata: ricorrere a una pratica abortiva. In fondo, le nostre protagoniste vivono in una grande citt\u00e0, non sono legate a valori religiosi, il mondo rurale o di tradizioni ottocentesche \u00e8 remoto. E dunque, la scrittrice sia coerente con la sua stessa piena adozione di una \u201cway of life\u201d all\u2019altezza dei nostri giorni, imponga d\u2019ufficio alla sua giovane creatura di sbarazzarsi di quella scomoda soma, unica mossa per rientrare nella normalit\u00e0.<br \/>\nDacia Maraini, Tre donne, Rizzoli, pp. 207, euro 18.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse ho maltrattato in eccesso, proprio su questo blog, Dacia Maraini e il suo penultimo romanzo, molto, troppo impegnativo, \u201cLa bambina e il sognatore\u201d, risultato un affaticato centone di tutti i casi di maltrattamenti e abusi anche sessuali di cui, stando a tanti fatti di cronaca, soffre ai nostri giorni l\u2019infanzia. Ora da lei ci [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1173","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-letteratura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1173","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1173"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1173\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1174,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1173\/revisions\/1174"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1173"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1173"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1173"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}