{"id":1194,"date":"2018-01-28T09:20:20","date_gmt":"2018-01-28T08:20:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=1194"},"modified":"2018-01-28T09:20:20","modified_gmt":"2018-01-28T08:20:20","slug":"ricordo-di-valentino-vago","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/ricordo-di-valentino-vago\/","title":{"rendered":"Ricordo di Valentino Vago"},"content":{"rendered":"<p>In questo tragico inizio d\u2019anno sono a ricordare con commozione un altro scomparso eccellente, Valentino Vago, che si aggiunge nell\u2019elenco in cui purtroppo gi\u00e0 sono entrati Mauro Staccioli,  Vittorio Fagone, Gualtiero Marchesi. Gli intensi rapporto che ho avuto per decenni con Valentino  non erano incominciati molto bene. Mi devo rifare al 1979,  quando realizzai, al secondo piano del milanese Palazzo Reale di Milano, la mostra \u201cPittura ambiente\u201d, menzionata proprio nell\u2019omaggio rivolto a Fagone, in quanto responsabile con me, in quel momento della programmazione mostre nel capoluogo lombardo. In quell\u2019occasione  ho dato la precedenza a un collega, a un \u201ccompetitor\u201d del nostro Vago, a Claudio Olivieri, forse perch\u00e9 mi sembrava che  allora lui fosse maggiormente propenso a scostarsi dalla superficie e a invadere lo spazio. Infatti Olivieri, per quella mostra, concep\u00ec quasi un omaggio a Calder, appendendo dei lacerti cromatici, per una volta in libera uscita dalla tela, a delle specie di \u201cstampelle\u201d oscillanti nel vuoto, come se le svirgolature grafiche con cui negli anni \u201960 infrangeva la monotonia della superficie per un momento prendessero corpo. In seguito Olivieri, con bella coerenza, si \u00e8 tirato indietro da quella prova di forza, si \u00e8 riadagiato nella superficie, ma movimentandola il pi\u00f9 possibile al suo interno. In definitiva anche Vago rompeva la monotonia delle stesure compatte ricorrendo pure lui  a delle frange, a delle screziature, ma forse le ho considerate non sufficienti  a dare davvero un palpito spaziale alle stanze, mentre invece un altro che mi persuadeva, e che misi in mostra, fu il post-informale Marco Gastini. A dire il vero gi\u00e0 allora Vago non si limitava a darci delle stesure compatte, ma le considerava come degli stagni per una pesca miracolosa. Infatti dal pelo di quell\u2019acqua, di quella piscina magica emergevano come dei galleggianti a tinte vivaci,  simili a quei minimi corpi che servono ai pescatori per segnalare che la preda ha abboccato. In seguito, mentre Olvieri rientrava completamente nel piano e vi si stringeva, Valentino ha compiuto un\u2019operazione sempre pi\u00f9 ambientale, e dunque quelle sue invasioni azzurrine o verdognole, pi\u00f9 che essere delle distese acquatiche di laghi o stagni, sono divenute delle diffusioni aeree, dei cieli azzurrini, rarefatti ma di vasta espansione, caricati anche di intenzioni mistiche. Infatti Vago, buon credente, ha voluto dedicare la sua musa a un rilancio  dei riti cristiani, si \u00e8 comportato come un suonatore d\u2019organo che fa diffondere la musica entro le absidi e navate di chiese, a conforto e sollecitazione di un culto sempre pi\u00f9 tiepido. Beninteso, dall\u2019ordine del sonoro nel nostro  caso bisogna subito trasferire la similitudine in quello del visivo, ma il paragone \u00e8 efficace proprio per designare l\u2019espansione illimitata di cui Vago si \u00e8 reso produttore, capace di superare le tradizionali divisioni architettoniche, di non lasciarsi ingabbiare da absidi, navate, cappelle, proprio come un gas nobile che si diffonde ovunque. L\u2019artista era molto fiero di queste sue procedure, infatti anni fa mi ha invitato a  compiere con lui un giro in macchina nei dintorni di Milano per andare ad ammirare alcuni tipici risultati di queste sue ampie e generose esalazioni, come di gas euforizzanti, tali da favorire l\u2019afflato religioso dei partecipanti. Non aveva mancato di invitarmi anche ad ammirare un prodotto a distanza di questa sua \u201cpittura ambientale\u201d per eccellenza, in una chiesa del nostro culto eretta in un emirato arabo, ma confesso che non ebbi n\u00e9  il tempo n\u00e9 la determinazione  per affrontare una visita cos\u00ec lontano da casa. Ora anche la sua esistenza terrena si \u00e8 tramutata in una magica emissione, svanendo nell\u2019aria come da una pira in cui secondo altre tradizioni si  cremano le salme, illustri o meno. Forse ne dobbiamo intravedere una superstite presenza in qualche nuvola o nebbia o altro  rarefatto effetto atmosferico. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo tragico inizio d\u2019anno sono a ricordare con commozione un altro scomparso eccellente, Valentino Vago, che si aggiunge nell\u2019elenco in cui purtroppo gi\u00e0 sono entrati Mauro Staccioli, Vittorio Fagone, Gualtiero Marchesi. 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