{"id":1220,"date":"2018-02-25T11:03:04","date_gmt":"2018-02-25T10:03:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=1220"},"modified":"2018-02-25T11:03:04","modified_gmt":"2018-02-25T10:03:04","slug":"un-giusto-omaggo-a-albrecht-duerer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/un-giusto-omaggo-a-albrecht-duerer\/","title":{"rendered":"Un giusto omaggo a Albrecht Duerer"},"content":{"rendered":"<p>Una mostra che nessuno potr\u00e0 accusare di essere superflua o ripetitiva \u00e8 quella ora offerta dal milanese Palazzo Reale e dedica a Albrecht Duerer (1471-1528), affidata oltretutto allo storico d\u2019arte pi\u00f9 adatto a curarla, l\u2019olandese Bernard Aikema che ha assunto con massima autorevolezza il ruolo di \u201cponte\u201d tra la pittura del Nord, Fiandre, Germania, Olanda stessa, e l\u2019area mediterranea, col nostro Paese alla testa. A siglare un simile ruolo Aikema \u00e8 stato pure insignito di una cattedra all\u2019Universit\u00e0 di Verona, cio\u00e8 della citt\u00e0 che nei secoli \u00e8 stata la porta di passaggio dei vari scambi tra Nord e Sud. C\u2019\u00e8 anche da menzionare la perfetta \u201clezione magistrale\u201d che Aikema fornisce proprio all\u2019ingresso della mostra riassumendone i caratteri in un messaggio bilingue,  e cos\u00ec fornendo uno strumento di comunicazione assai pi\u00f9 valido di dotti cartelli a stampa. L\u2019unico appunto che mi sentirei di fare alla mostra ne riguarda il titolo, con quell\u2019ennesima etichetta di Rinascimento a immergervi anche il grande pittore tedesco. Penso che sia un termine inflazionato e inconcludente, meglio eliminarlo per fare chiarezza. O ammettere, come ha fatto il maggior interprete storico di tutti quei secoli, il nostro Vasari, che semmai ci si deve portare all\u2019alba stessa del fenomeno, a Cimabue, sul finire del Duecento, quando l\u2019artista fiorentino abbandon\u00f2 la lingua \u201cgreca\u201d, ovvero il mosaico bizantino, per tornare al \u201clatino\u201d dei padri, ritrovando il naturalismo-realismo della tradizione greco-romana, che poi si sarebbe sviluppato quasi ininterrottamente, fino all\u2019Impressionismo. Molto meglio rifarsi alla griglia di stili, da lui detti \u201cmaniere\u201d, che il Vasari con estrema perspicuit\u00e0 fiss\u00f2 nei proemi alle \u201cVite\u201d in numero di tre, concludendo con una \u201cmaniera moderna\u201d, propria di Leonardo, Raffaello, Giorgione, Tiziano. Ecco pronunciata la parola, che pu\u00f2 apparire molto generica, ma che \u00e8 l\u2019unica conveniente: modernit\u00e0. Solo che Vasari, magari, da quella sua modernit\u00e0 cos\u00ec felicemente individuata, pretendeva proprio di escludere Duerer, mentre noi ve lo dobbiamo includere a pari merito con i rivali italiani, pur introducendo una distinzione capitale. Tra gli attributi che con tanta propriet\u00e0 l\u2019Aretino assegnava ai \u201cmoderni\u201d, vita, movimento, disinvoltura, al tedesco manc\u00f2 un attributo decisivo, la morbidezza di un\u2019immersione atmosferica. In altro luogo mi sono permesso di usare aggettivi molto banali, parlando, per i nostri, al seguito di Leonardo, di una modernit\u00e0 \u201cbagnata\u201d, mentre quella del tedesco \u00e8 \u201casciutta\u201d, non conosce cio\u00e8 l\u2019abbraccio atmosferico e la relativa corrosione dei lineamenti, questi restano \u201cduri\u201d, con un facile gioco di parole cui ricorreva lo stesso Vasari, pronto a redarguire i suoi colleghi toscani, come il Pontormo, che si facevano incantare da quel linearismo impeccabile. In effetti il Duerer \u00e8 grande soprattutto nel disegno, affidato all\u2019incisione, alla lito, alla xilografia, eppure, se si guarda bene, sa muovere ugualmente i contorni, dargli spessore, vibrazione, dinamismo, col che acquista del tutto un biglietto d\u2019ingresso nella modernit\u00e0.  E ne risulta anche una linea divisoria rispetto a tanti suoi connazionali che invece restano dentro la \u201cseconda maniera\u201d, sempre per dirla col Vasari, e che qui giustamente Aikema invita al comune banchetto, dove per\u00f2 se ne stanno un po\u2019 appartati, e sono i vari Cranach il Vecchio, Hans Baldung Grien, Albrecht Altdorfer. Del resto, non \u00e8 affatto una questione di nazionalit\u00e0, di DNA, che nella cultura ha poco da insegnare, bens\u00ec di fasi storiche, di generazioni. Infatti la medesima rigidit\u00e0, di corpi inanimati, fatti di pelli \u201cscorticate\u201d (direbbe il Vasari), o di lamine metalliche, la troviamo pure nei Nostri, anch\u2019essi qui convocati, sul tipo di Alvise Vivarini, Vittore Carpaccio, e perfino il pur grande Mantegna. La fatale scissione si insinua anche nella famiglia Bellini, tra un Gentile, che resta immobile al pari di ogni altro compagno di generazione, mentre il solo Giovanni sa spingersi oltre, e dialogare con i \u201cmoderni\u201d, in una fertile partita di scambio. Del resto, in questa sua indubbia conquista del traguardo della modernit\u00e0, Duerer non rimase certo isolato, ma si trascin\u00f2 dietro alcuni seguaci anche al di qua delle Alpi- Non si comprendono il Lotto, il Savoldo, magari il Moretto da Brescia, se non si avverte quanto venissero influenzati dall\u2019esondare, fuori dai confini germanici, di quel Tedesco del tutto centrale e propositivo, pronti a seguirlo nella pratica di una modernit\u00e0, ma secca, anche la loro. In proposito si \u00e8 avuto l\u2019errore di Roberto Longhi, restio, quasi sulla scorta del Vasari, a riconoscere i meriti dell\u2019artista tedesco, e a confabulare attorno a una inesistente linea padana, quando invece, in loro, si trattava di un evidente influsso proveniente dal magistero duereriano. La geografia ebbe il suo peso, ma non per influsso di una mitica Padania, simile a una misteriosa Atlantide, ma per tangibili ragioni di vicinanza territoriale. E beninteso la durezza stilistica transalpina si accompagnava anche a una analoga rigidit\u00e0 di costumi, ai limiti con la Riforma.<br \/>\n   Certo, se si ammirano i pochi capolavori tradizionali del repertorio duereriano presenti in mostra (alcuni musei hanno rifiutato i prestiti), come la \u201cFesta del Rosario\u201d, o \u201cCristo fra i  Dottori\u201d, si potr\u00e0 rilevare, s\u00ec, la secchezza dei contorni, come se il colore fosse intervenuto a posteriori, a riempire tracciati segnati col bulino, ma, come gi\u00e0 si diceva, le figure vibrano, si agitano, acquistano un movimento, che c\u2019\u00e8, seppure poco appariscente Del resto, se si vuole una conferma dell\u2019indubitabile \u201cmodernit\u00e0\u201d del nostro artista, baster\u00e0 ammirare i paesaggi che seppe impostare nei suoi viaggi proprio verso il nostro Paese, a fine \u2018400 e ai primi del \u2018500, quando venne a suonare il piffero non solo verso il Lotto, ma anche verso Giorgione affrettandone la maturazione, e forse battendolo sul tempo nella composizione di paesaggi miracolosamente sciolti, liberi, su sui il Longhi avrebbe dovuto fissare la sua attenzione per dargli un adeguato riconoscimento di prontezza di sensi. Ma certo gli era congeniale irrigidire il suo discorso nelle varie prove grafiche, che costituiscono il nerbo della mostra, in quanto, dato il loro carattere di arte moltiplicabile in parecchi esemplari, \u00e8 pi\u00f9 agevole averne il prestito Ma anche qui, non ci si lasci incantare dalla apparente fissit\u00e0 delle immagini, dalla loro ieraticit\u00e0. Un\u2019osservazione del genere vale perfino per la pi\u00f9 nota delle opere incisorie di Duerer, la \u201cMelanconia\u201d. Smettiamola di versare dotti fiumi d\u2019inchiostro sui significati reconditi dell\u2019opera, seguiamo il Vasari, anche se restio ad ammirare quell\u2019incisione, lasciamoci incantare dalla perfetta convivenza tra i \u201cduri\u201d corpi geometrici, quasi di anticipo sul Cubismo, e invece lo sfrangiarsi in mille pieghe dell\u2019abito e della manica della figura pensosa. Non riusciamo a leggerne il pensiero, ma dobbiamo apprezzare il libero, ben chiaroscurato, in definitiva morbido gioco disegnato dalla veste, che d\u00e0 verosimiglianza, credibilit\u00e0 perfino alle ali, come fossero le appendici di qualche indumento alla moda, di uso normale e quotidiano.<br \/>\nDuerer e il Rinascimento, a cura di Bernard Aikema. Milano, Palazzo Reale, fino al 24 giugno. Catalogo 24orecultura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una mostra che nessuno potr\u00e0 accusare di essere superflua o ripetitiva \u00e8 quella ora offerta dal milanese Palazzo Reale e dedica a Albrecht Duerer (1471-1528), affidata oltretutto allo storico d\u2019arte pi\u00f9 adatto a curarla, l\u2019olandese Bernard Aikema che ha assunto con massima autorevolezza il ruolo di \u201cponte\u201d tra la pittura del Nord, Fiandre, Germania, Olanda [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-1220","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1220","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1220"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1220\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1221,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1220\/revisions\/1221"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1220"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1220"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1220"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}