{"id":123,"date":"2015-03-05T09:14:53","date_gmt":"2015-03-05T08:14:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=123"},"modified":"2015-03-05T10:42:03","modified_gmt":"2015-03-05T09:42:03","slug":"milano-riapre-il-dossier-medardo-rosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/milano-riapre-il-dossier-medardo-rosso\/","title":{"rendered":"Milano riapre il dossier Medardo Rosso"},"content":{"rendered":"<p>   Non \u00e8 da perdere la rassegna che la Galleria d\u2019Arte Moderna di Milano (attenzione, nella sede di Via Palestro, e non al Museo del Novecento) dedica a Medardo Rosso, sotto la guida della responsabile di quel settore, Paola Zatti. <!--more--><\/p>\n<p>\u00c8 una preziosa occasione per fare il punto su quanto, attraverso i decenni, e non senza fatica, e colpevoli ritardi, le colleziono comunali milanesi hanno fatto per rendere onore a quel loro cittadino acquisito. Ora siamo invitati ad ammirare un numero consistente di suoi capolavori, con la circostanza positiva che, soggetto per soggetto, ci vengono fornite sia le versioni in bronzo sia quelle anteriori in gesso patinato o in cera. La GAM insomma, espone in ordine i suoi tesori, accostandoli a prestiti opportuni, e si aggiunge pure l\u2019abbondante produzione di foto con cui Rosso commentava per primo, e ne vedremo l\u2019importanza, la portata della sua stessa operazione.<br \/>\n   Dato il carattere di puntuale informazione che questa mostra si propone, la curatrice non affronta i connessi problemi di ordine critico-storiografico, forse dando per scontato che oggi nessuno pu\u00f2 disconoscere il grande valore di quella esperienza. Il che \u00e8 senza dubbio vero, resta per\u00f2 da collocare nel modo pi\u00f9 giusto quella presenza in un vasta trama storiografica, col coraggio, anche, di giungere a qualche precisazione che potrebbe apparire clamorosa. Infatti, cominciamo col dire che l\u2019attivit\u00e0 di Rosso fu tardiva, la sua data di nascita, 1858, lo avrebbe dovuto incitare a seguire le esperienze della situazione allora emergente, ovvero la causa del Simbolismo, entrando in gara per questo verso col quasi coetaneo Leonardo  Bistolfi (1859). Invece come si sa Rosso volle essere impressionista, ma andando a coltivare quell\u2019opzione con deciso ritardo. Nulla da fare, gli Impressionisti in regola con le leggi del tempo nascono attorno al 1840, come fa fede uno dei pi\u00f9 patentati tra loro, Claude Monet, nato nel 1840 tondo tondo. Forse Rosso poteva allegare a propria giustificazione il fatto che trasferire l\u2019Impressionismo nelle forme non congeniali della scultura implicava un  inevitabile ritardo, cui infatti sottost\u00f2 pure l\u2019altro scultore impressionista fiorito tra di noi, anche se di nascita russa, Troubetskoy, Per\u00f2, come gi\u00e0 detto, il loro coetaneo e concorrente, Bistolfi, cap\u00ec che bisognava saltar fuori dalle paludi  di quell\u2019\u201dismo\u201d ormai sulla via del tramonto, con la sua pretesa di ingolfare le forme, di affondarle in un ammasso unico, in preda allo sfumato e al non-finito. Era tempo invece di puntare su linee di forza, su schemi scattanti e prolungati, e soprattutto di ridare alla scultura il suo massimo pregio, quello della tridimensionalit\u00e0, della possibilit\u00e0 di girare attorno ai blocchi, e non di porsi frontalmente di fronte ad essi. Detto in termini fotografici, la scultura dal Simbolismo in poi, e lungo  tutto il corso delle avanguardie successive, va fotografata secondo una molteplicit\u00e0 di punti di vista, laddove il Rosso fotografo, qui ampiamente documentato, si accanisce su un solo punto di vista.<br \/>\n   Ma allora, come si spiega che questo artista viene universalmente acclamato come lo scultore dei tempi nuovi, mentre il povero Bistolfi sembra lasciato solo agli specialisti del liberty, cio\u00e8 a una storiografia minore? La colpa di ci\u00f2 risale a Umberto Boccioni, grande artista,  e pure grande teorico, ma colpevole della lettura sbagliata di quel suo parziale predecessore, invece di puntare risolutamente proprio su Bistolfi, Perch\u00e9 avvenne una simile lettura fuorviante? Forse perch\u00e9 Boccioni temeva di ammettere, in se stesso prima ancora che negli altri, una partenza proprio dalle forme melodrammatiche, impregnate di ricordi dell\u2019antico, del museo, che peraltro trovava, e faceva proprie,  nella pittura di Gaetano Previati. Medardo Rosso invece forniva una lezione di come si affronta la realt\u00e0 in presa diretta, dando una documentazione di volti umani colti nella banalit\u00e0 della vita quotidiana, in fondo la sua madre \u00e8 della stessa tempra delle portinaie dell\u2019altro. Ma Boccioni non fonde, non compatta, anzi, fruga nel soggetto per estrarne le linee di forza, e su questa strada lo aiuta proprio Previati, col suo divisionismo non \u201ca coriandolo\u201d, bens\u00ec a fibra lunga, come un giunco spiovente che si divincola nello spazio frustandolo. Boccioni, insomma, \u00e8 esplosivo, pur partendo da un nucleo di vile prosa domestica, mentre Rosso implode, concentra, si rifugia nell\u2019informe, nel non-finito, adotta cio\u00e8 tutte le soluzioni che le avanguardie novecentesche stavano abbandonando.<\/p>\n<p>Medardo Rosso. La luce e la materia. Milano, GAM, a cura di P. Zatti, fino al 31 maggio. Cat. 24ore cultura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 da perdere la rassegna che la Galleria d\u2019Arte Moderna di Milano (attenzione, nella sede di Via Palestro, e non al Museo del Novecento) dedica a Medardo Rosso, sotto la guida della responsabile di quel settore, Paola Zatti.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-123","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/123","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=123"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/123\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":133,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/123\/revisions\/133"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=123"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=123"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=123"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}