{"id":1234,"date":"2018-03-11T10:11:55","date_gmt":"2018-03-11T09:11:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=1234"},"modified":"2018-03-11T10:11:55","modified_gmt":"2018-03-11T09:11:55","slug":"frida-kahlo-unartista-che-resiste-al-mito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/frida-kahlo-unartista-che-resiste-al-mito\/","title":{"rendered":"Frida Kahlo, un&#8217;artista che resiste al mito"},"content":{"rendered":"<p>La bella e ampia mostra che il MUDEC di Milano dedica a Frida Kahlo (1907-1954) si propone di andare \u201coltre il mito\u201d, come promette il sottotitolo, e ci riesce davvero, per lo scrupoloso saggio che le dedica il curatore, Diego Sileo, ad oggi uno dei migliori contributi stesi per la conoscenza dell\u2019artista messicana. Ma il mito di Frida resiste, essendo forse il pi\u00f9 consistente nell\u2019intero panorama dell\u2019arte femminile del secolo scorso, non saprei vedere quale altra presenza tra le donne potrebbe esserle contrapposta con speranza di successo. E lo dimostra la folla, che si assiepa davanti ad ogni opera presente nella rassegna, rendendo difficile la lettura delle relative didascalie, il che \u00e8 sempre il segno eloquente del buon successo di una esposizione. Le ragioni di un simile mito sono tante, tutte da ricercare nel fatto che Frida ostenta, come trofei, tutti gli aspetti che pure avrebbero potuto costituire per lei un insopportabile handicap, a cominciare dal fatto stesso della sua femminilit\u00e0, che in tutto il Novecento non era certo un fattore di successo. Si aggiunga la malattia, la poliomielite che la colpisce a pochi anni di vita facendone, si direbbe oggi, una \u201cdiversamente abile\u201d, portata per\u00f2 a non nascondere questa sua menomazione, ma anzi ad ostentarla, quasi a farsene vanto, incitamento  a ergersi rigida come una stele, come un fittone, al centro del quadro, facendo ruotare attorno a s\u00e9 l\u2019intero universo degli affetti, delle memorie, private e collettive. Si aggiunga la femminilit\u00e0 stessa,  vissuta fino in fondo, attraverso l\u2019amore nutrito per Diego Rivera, nonostante e forse proprio per la loro opposta natura, tanto da rinverdire il mito della \u201cbella e la bestia\u201d: lei, affetta da una anoressia costitutiva, divenuta arma di combattimento, di provocazione. Lui invece obeso, come una rana gonfiata, come un bue, come un ciclope con strati di carne ammassati attorno agli occhi. Straziante \u00e8 la storia d\u2019amore tra i due, anche perch\u00e9, come ben noto, lui l\u2019ha tradita a pi\u00f9 riprese, ma anche per questo verso compare un connotato in linea con le nostre esigenze, che non accetterebbero una donna succube e prona, in eterna attesa che il maschio ritorni a lei. Frida seppe rendergli pan per focaccia, ebbe le sue avventure sentimentali, anche se l\u2019immagine di lui era incorporata in lei, ficcata quasi nel suo DNA. Giusto anche il ruolo, perfino stilistico, che seppe tenere nei confronti del marito e dei suoi compagni di via, gli altri due muralisti messicani,  Orozco e Siqueiros, tutti loro violenti nelle forme, massicci, esasperati, in preda a un machismo seppure di buona lega, nutrito dei giusti lieviti di una sinistra protestataria. Cui neppure lei rinuncia, ma forgiandone appunto una legittima versione al femminile, fatta di eleganza, sottigliezza, incisivit\u00e0, a cominciare dal quel suo raccogliersi su un\u2019esile verticale. Giusto anche il rapporto con la fotografia, di cui comprese a fondo la centralit\u00e0 a venire, quasi anticipando i nostri tempi in cui l\u2019arte si sarebbe affidata pi\u00f9 all\u2019obiettivo fotografico che al pennello. Ma lei seppe amministrare con sapienza il ricorso a entrambi gli strumenti. Tuttavia, al centro di tutto domina la sua auto-rappresentazione, come di essere arcano, disceso dal cielo, o sputato fuori dalle tenebre dell\u2019inconscio, a indossare tutti i panni possibili, come per una sfilata di moda, da modella di se stessa, senza peraltro disprezzare i lati che potevano rendere sgradevole quella manifestazione di s\u00e9, a cominciare dalla leggera peluria tra naso e labbra, da mettere in conto a tutte le tracce della  menomazione fisica. Ma accanto a una apparizione volutamente dimessa e prosaica, ecco subito le superbe assunzioni, come a chiamare attorno a s\u00e9 oggetti, indumenti, esseri, umani e animali, degni di entrare in quella superba parata. Mantiglie favolose, abiti da sposa, o invece presenze animali, anche questo come valida intuizione anticipatrice, al giorno d\u2019oggi \u00e8 partita una crociata messianica a favore dei nostri compagni minori nell\u2019universo delle esistenze organiche, Oppure feticci del passato, a riscattare le tradizioni, le radici del suo popolo. Come assistere a una scena fissa, dominata da un personaggio mutante, pronto ad assumere mille sembianze, ma anche a rientrare sempre nella propria pelle, padrone di s\u00e9, della propria esistenza.<br \/>\nFrida Kahlo. Oltre il mito, a cura di Diego Sileo. Milano, MUDEC, fino al 3 giugno, cat. 24ore cultura<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La bella e ampia mostra che il MUDEC di Milano dedica a Frida Kahlo (1907-1954) si propone di andare \u201coltre il mito\u201d, come promette il sottotitolo, e ci riesce davvero, per lo scrupoloso saggio che le dedica il curatore, Diego Sileo, ad oggi uno dei migliori contributi stesi per la conoscenza dell\u2019artista messicana. Ma il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-1234","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1234","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1234"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1234\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1235,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1234\/revisions\/1235"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1234"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1234"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1234"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}