{"id":1272,"date":"2018-04-22T10:32:37","date_gmt":"2018-04-22T08:32:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=1272"},"modified":"2018-04-22T10:32:37","modified_gmt":"2018-04-22T08:32:37","slug":"petrella-fragile-non-e-solo-la-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/petrella-fragile-non-e-solo-la-notte\/","title":{"rendered":"Petrella, fragile non \u00e8 solo la notte"},"content":{"rendered":"<p>Insisto anche questa volta a parlare di un prodotto dell\u2019enorme \u201ccoin\u00e9\u201d che si \u00e8 impadronita del mondo intero, sfornando opere narrative improntate a trame gialle o pioliziesche, sfornate in cartaceo o ben pi\u00f9 spesso in formato elettronico, per cinema e televisione. E\u2019 un fenomeno, come, gi\u00e0 detto, paragonabile ad altre fasi di narrativa popolare di vasto consumo, si pensi ai medievali poemi cavallereschi, o all\u2019ondata di romanzo \u201cnero\u201d o gotico in Inghilterra sul finire del Settecento, o alla serie dei segreti di Parigi stesi da Eug\u00e8ne Sue nel cuore dell\u2019Ottocento. Oggi parlo di una cosa a dire il vero molto povera e provvisoria di uno scrittore, Angelo Petrella, che per\u00f2 avrebbe i numeri per far molto meglio, mentre qui si \u00e8 dato a fornire un prodotto facile, di pronto uso, pur manifestando qualche eco di una qualit\u00e0 superiore: per esempio, lascia ben pensare il titolo, \u201cFragile \u00e8 la notte\u201d, una felice accoppiata che naturalmente ci fa pensare a un classico come Scott Fitzgerald, e in definitiva non del tutto spregevole \u00e8 il protagonista, Denis Carbone, portatore di un\u2019angoscia, di un\u2019ansia autodistruttiva che lo spinge a tuffarsi nell\u2019alcol, con interminabili bevute di una marca specifica di wisky, Macallan, e  uso di sigarette Rothmans. Il tutto con nausee, crampi allo stomaco, vomiti. Insomma la scheda dei \u201cdolori del giovane Denis\u201d \u00e8 quanto di meglio ci offre la vicenda, e qualcosa del genere si potrebbe ripetere anche per il personaggio ideato da uno scrittore ben pi\u00f9 quotato del nostro Petrella, il Lucarelli ideatore dell\u2019ispettore Coliandro, a dire il vero apparso solo in un sequel televisivo, affidato a un eccellente attore, Giampaolo Morelli. Nell\u2019uno e nell\u2019altro caso riusciamo a simpatizzare, a provare solidariet\u00e0, umana partecipazione per le vicende personali dei due tristi eroi, nel caso di Coliandro anche per l\u2019abbondante accompagnamento di buone cariche di umorismo involontario in cui affonda, mentre i dati di trama risultano di disarmante stereotipia. I due vengono degradati, ma trovano modo di far valere le loro buone attitudini portando a soluzione i rispettivi casi. Questi in genere sono di smaccato sensazionalismo, qui la vittima \u00e8 una signora, tale Ester Fornario,  che via via ci appare come una incredibile megera dedita alla pratica del sesso estremo. Naturalmente c\u2019\u00e8 di mezzo, a un certo punto, un dischetto su cui sono registrati segreti quasi di stato, rivolte, congiure, il che provoca l\u2019uccisione della donna, sfortunata detentrice di questo tesoretto elettronico. I sospetti cadono su un poco di buono, che per\u00f2 in questa circostanza risulta innocente, e anzi sar\u00e0 tra le vittime  a ripetizione che la storia richiede. Si sa bene che questo genere narrativo ampiamente codificato chiede sangue a profusione, il rituale della morte di qualcuno si ripete a ogni pie\u2019 sospinto. Si aggiunga l\u2019immancabile corruzione dei superiori, che qui tocca anche l\u2019alto grado di un questore, orditore di intrighi, con una accolita di funzionari e poliziotti che lo seguono anche sulle vie del malaffare e del delitto. Ci sono sparatorie, scontri, anche all\u2019arma bianca, descritti con passabile icasticit\u00e0 e irruenza. Fra l\u2019altro Petrella non esita a sottoporre il suo eroe a prove estreme, gli vengono iniettate sostanze narcotizzanti, resta vittina di spettacolari incidenti d\u2019auto, da cui si salva miracolosamente per tirare avanti, fino alla immancabile conclusione positiva. E\u2019 per\u00f2 merito di Petrella, e indice di sue buone doti, che il finale non sia trionfalistico ma echeggi un esistenziale e pessimista \u201cviaggio al termine della notte\u201d. Cos\u00ec come, tra tante imprese prevedibili, conformi a miti e riti del filone seguito, il protagonista, tra una bevuta e l\u2019altra, un crampo allo stomaco, un qualche avvoltoio fisico e metafisico che gli rode il fegato, riesce pure ad avere qualche visione felice del Golfo di Napoli, seppure \u00fc passant, di chi non ha tempo di soffermarvisi ma deve tirare diritto per la rotta obbligata.<br \/>\nAngelo Petrella, Fragile \u00e8 la notte, Marsilio, pp. 159, euro  16,50<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Insisto anche questa volta a parlare di un prodotto dell\u2019enorme \u201ccoin\u00e9\u201d che si \u00e8 impadronita del mondo intero, sfornando opere narrative improntate a trame gialle o pioliziesche, sfornate in cartaceo o ben pi\u00f9 spesso in formato elettronico, per cinema e televisione. 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