{"id":1465,"date":"2018-11-04T10:33:24","date_gmt":"2018-11-04T09:33:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=1465"},"modified":"2018-11-04T10:33:24","modified_gmt":"2018-11-04T09:33:24","slug":"king-difficili-rapporti-tra-il-vero-e-il-fantasy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/king-difficili-rapporti-tra-il-vero-e-il-fantasy\/","title":{"rendered":"King: difficili rapporti tra il vero e il fantasy"},"content":{"rendered":"<p>Il mio entusiasmo nei confronti di Stephen King, come del resto anche verso il suo quasi omologo giapponese Murakami Haruki (cfr. il mio blog di domenica scorsa), sta alquanto rallentando, e per ragioni abbastanza simili, I due sono maestri nell\u2019abilit\u00e0 di affidarsi a una scena di assoluta quotidianit\u00e0, beninteso nei rispettivi ambiti geografici e di civilt\u00e0, sentendo per\u00f2 il bisogno di aprire sbocchi per dare accesso a fattori di fantasy, di magia, di irrazionalismo, ma il passaggio dall\u2019uno all\u2019altro livello crea senza dubbio dei problemi, Dove e in quale misura lasciare la protezione del verosimile e affrontare il magico? Passaggio irreversibile o invece provvisto di una marcia indietro? Nel caso del precedente \u201cSleeping Beauties\u201d, appena dell\u2019anno scorso, la miscela era abbastanza netta, King entrava subito in territorio magico ideando una specie di epidemia mostruosa, ma nello stesso tempo \u201cbianca\u201d, felpata, che investiva solo la componente femminile del suo universo, manifestandosi attraverso una fasciatura progressiva che andava ad avvolgere le povere donne, provocando oltretutto in loro una sonnolenza irresistibile che le portava alla morte. Il tutto condotto abbastanza bene, con rinuncia sistematica a un canone di verosimiglianza, salvo poi a trovarsi di fronte al problema di che cosa fare di queste esistenze messe in mora. Ora King \u00e8 pronto a sfornare un altro romanzo di pi\u00f9 di 500 pagine, \u201cThe Outsider\u201d, dove almeno in apparenza si tiene abbarbicato a lungo a un criterio di normalit\u00e0, tratteggiando la pigra esistenza in un villaggio appartato di qualche \u201cState\u201d, Flint City, che per\u00f2 \u00e8 scosso dalla scoperta di un orrido misfatto, Un ragazzino, Frank Peterson, \u00e8 stato strangolato, e nello stesso tempo violentato in modo brutale infilandogli un ramo nell\u2019ano. Scatta l\u2019indagine, affidata un bravo poliziotto, Ralph Anderson, che per\u00f2 ben presto si trova di fronte a un bivio.  Infatti l\u2019assassino ha lasciato impronte, anche sul camion con cui avrebbe prima sequestrato, poi trasportato la vittima sul luogo del martirio, e perfino tracce di sangue da cui \u00e8 stato possibile ricavarne il DNA, Ebbene, tutti questi indizi portano concordi a incolpare una nota persona del villaggio, tale Terry Maitland che \u00e8 uno stimato docente nonch\u00e9 allenatore di un squadra junior di atleti del posto. Eppure, data l\u2019evidenza delle prove a carico, si procede all\u2019arresto di questo cittadino, nonostante che egli protesti la sua totale innocenza, accampando anche prove tangibili che al momento del crimine si trovava altrove, a molta distanza, impegnato a partecipare a un convegno in cui aveva anche preso la parola, come testimoniato da registrazioni video. Ma il torto dell\u2019investigatore \u00e8 di procedere comunque all\u2019arresto del malcapitato, con l\u2019errore aggiunto di condurre un tale atto \u201ccoram populo\u201d, il che rende possibile la protesta del fratello della vittima, che interviene a uccidere l\u2019incriminato. L\u2019episodio, ahim\u00e9, ci ricorda troppo da vicino la scena ormai depositata nella storia in cui quel tale Ruby fredda l\u2019accusato dell\u2019omicidio del Presidente Kennedy,  Lee Ostwald, e dunque in una occasione del genere King \u201cfa il furbo\u201d, riscrive un episodio ormai ben noto a tutti. Ma come uscire dal dato centrale dell\u2019intrigo, l\u2019ubiquit\u00e0 del presunto colpevole, di Terry che pu\u00f2 dimostrare di essere stato altrove pur lasciando impronte digitali e macchie del suo sangue nel luogo del crimine? Nulla da fare, non c\u2019\u00e8 via d\u2019uscita attraverso soluzioni che tengano i piedi per terra, King \u00e8 costretto aricocorrere a soluzioni di ordine fantascientifico, deve andare a pescare in  un patrimonio di cupe leggende, magari provenienti da un territorio molto adatto ad hoc quale il Messico, ricavandone una figura diabolica detta El Cuco, Deve insomma introdurre, come annuncia il titolo, l\u2019\u201dOutsider\u201d, il protagonista che non viene semplicemente da fuori, ma addirittura da un altro mondo, di sortilegi, di presenze occulte, sotterranee. Un essere che non ha corpo ma che proprio per questo ne pu\u00f2 assumere tanti, si pu\u00f2 trasformare nelle sue vittime, seppure con qualche sforzo e fatica. Infatti il narratore, che non vuole rinunciare del tutto a una rotta verosimile, obbliga questa presenza demoniaca a soggiornare in cimiteri e grotte per completare, come una crisalide, il tempo di trasformazione nella vittima da plagiare, deve insomma parzialmente sottostare a criteri fisici, ma dispone anche di poteri che gli consentono apparizioni quasi telepatiche, cio\u00e8 i personaggi in carne ed ossa vengono \u201cvisitati\u201d da questa entit\u00e0 sfuggente, e perfino influenzati, come succede a un cattivo poliziotto, tale Jack Hoskins, che \u00e8 un ubriacone spudorato, mosso da odio vero il collega bravo e buono, Anderson, fino al punto di andare ad appostarsi su una collina quando quest\u2019ultimo, assieme a un gruppetto di altri \u201cbuoni\u201d, tra cui una simpatica detective in gonnella, Holly Gibney, vanno a frugare in una caverna, proprio alla ricerca del luogo dove l\u2019immonda creatura sta maturando la sua metamorfosi. Qui di nuovo il nostro autore saccheggia l\u2019episodio fatale dell\u2019uccisione di Kennedy, evocando gli spari misteriosi che anche in quel caso sarebberoi provenuti da una collina di fronte all\u2019auto presidenziale. Del resto, quante altre scene abbiamo gi\u00e0 visto, del tiratore che, celato nella vegetazione, fa fuori le sue vittime, ovvero di nuovo King lavora al riporto di scene di repertorio, anche se riprese con la sua indubbia scorrevolezza descrittiva e precisione di dettagli. Caso mai, un po\u2019 di ingegnosit\u00e0 gli si potrebbe riconoscere nel modo con cui questo alieno riesce a procurarsi il DNA delle persone da incolpare, graffiandole in incontri casuali e di breve durata. Ma poi, se \u00e8 creatura cos\u00ec immateriale e aerea, come \u00e8 possibile che i \u201cbuoni\u201d dell\u2019impresa riescano davvero a catturarlo, nelle latebre della grotta, invano presieduta dal \u201ccattivo\u201d che ha tentato, riuscendoci in parte, di decimarli? Naturalmente il povero Maitland ottiene la riabilitazione alla memoria, la normalit\u00e0 trionfa, e l\u2019alieno viene ricacciato nelle tenebre in cui \u00e8 la sua dimora. Ma al confronto un classico statunitense del fantasy come Lovecraft ha pi\u00f9 forza e decisione, esce dalla navigazione furba e mediana che tiene il nostro narratore troppo prolifico, almeno a giudicare da queste sue prove recenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mio entusiasmo nei confronti di Stephen King, come del resto anche verso il suo quasi omologo giapponese Murakami Haruki (cfr. il mio blog di domenica scorsa), sta alquanto rallentando, e per ragioni abbastanza simili, I due sono maestri nell\u2019abilit\u00e0 di affidarsi a una scena di assoluta quotidianit\u00e0, beninteso nei rispettivi ambiti geografici e di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1465","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-letteratura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1465","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1465"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1465\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1466,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1465\/revisions\/1466"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1465"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1465"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1465"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}