{"id":1485,"date":"2018-11-25T09:52:49","date_gmt":"2018-11-25T08:52:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=1485"},"modified":"2018-11-25T09:52:49","modified_gmt":"2018-11-25T08:52:49","slug":"morbelli-e-leccellente-poema-della-vecchiaia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/morbelli-e-leccellente-poema-della-vecchiaia\/","title":{"rendered":"Morbelli e l&#8217;eccellente poema della vecchiaia"},"content":{"rendered":"<p>Questa mostra che la veneziana Ca\u2019 Pesaro dedica ad alcuni dipinti di Angelo Morbelli, rivolti ai temi da lui pi\u00f9 sentiti e risolti, viene a confermare quanto da tempo \u00e8 nella consapevolezza dei pi\u00f9 avveduti storici dell\u2019arte contemporanea italiana: il suo nome \u00e8 ormai da aggiungere stabilmente come quarto \u201cgrande\u201d al canone dei migliori rappresentanti di una sindrome felice, costituita da Simbolismo-Divisionismo, nel cui nome \u00e8 davvero iniziata la nostra contemporaneit\u00e0. Gli altri tre, dalla reputazione ormai ben consolidata, sono Gaetano Previati, Giovanni Segantini e Giuseppe Pellizza, cui si deve aggiungere il ruolo particolare svolto da Vittore Grubicy. Infatti, ad assicurare la validit\u00e0 di quella nostra formazione, sta il fatto che non furono affatto i docili e attenti seguaci della lezione d\u2019oltralpe proveniente dal pur pi\u00f9 quotato e legittimo inventore della tecnica \u201cdivisa\u201d, il francese Georges Seurat. Forse bisogna pensare a una via pi\u00f9 mediata,  proveniente da certi esperimenti condotti nelle province nordiche, tra Belgio e Olanda, anche perch\u00e9 c\u2019\u2019\u00e8 un dato sostanziale a fare la differenza, tra i nostri e i francesi, una ben diversa vocazione tematica. I nostri compirono una scelta prioritaria, diciamolo pure, a favore dei contenuti: temi storici, revivalisti, sociali, rispetto ai quali la tecnica divisionista veniva quasi a rimorchio, come una ciliegina aggiunta a una torta gi\u00e0 per conto suo robusta e consistente. Nulla di ci\u00f2 vale nel caso di Seurat, o di Signac e deli altri che ne seguirono le orme al di l\u00e0 delle Alpi, i quali risultavano condizionati soprattutto dalla precedente stagione impressionista, non per nulla sul loro conto valse anche l\u2019etichetta di Neo-Impressionismo, e dunque, felicit\u00e0 di vedute all\u2019esterno, o di interni borghesi, non attristati dalle angustie dell\u2019esistenza. Invece i nostri accanto alla sperimentazione cromatica si misurarono soprattutto con i contenuti di ordine sociale. Morbelli per esempio, nei dipinti assai indicativi di questa mostra, svolge \u201cIl poema della vecchiaia\u201d, andando a piazzare idealmente il suo cavalletto all\u2019interno del Pio Albergo Trivulzio, un ricovero per anziani, vecchi e vecchiette in triste attesa della morte. Segantini, magari, spostava la sua attenzione a valle, sui misteri della procreazione, umana e animale, ma pronto anche lui a farsi carico dei \u201cnovissimi\u201d, dei misteri della morte incombente o di possibili consolazioni mistiche. Previati non disdegnava di misurarsi sul tema storico, ma \u201cpettinandolo\u201d con quei suoi lunghi e flessuosi filamenti che poi sarebbero stati cos\u00ec utili anche al sopravveniente Boccioni. Agiva su tutti loro una precisa eredit\u00e0 dalla stagione del verismo, di specie piemontese-lombarda, il che \u00e8 valido soprattutto nel caso proprio di Morbelli, e poi del ben pi\u00f9 giovane Pellizza. Al punto che riesce difficile individuare le tracce in cui l\u2019impostazione di un crudo, responsabile realismo si alleggerisce attraverso un trattamento pi\u00f9 sottile, avvolgendosi in un pulviscolo fine, quasi a fornire un compenso, un riscatto per poveri esseri che altrimenti sarebbero abbandonati  ai mali di una vecchiaia implacabile. Questi anziani miserabili se ne stanno assorti, a meditare, a rimuginare lontani ricordi, su panche e sedie  di rozza fattura, ma un raggio di luce li illumina, distende chiazze pi\u00f9 serene, come un fuoco fatuo, ahim\u00e9, troppo rapido a spegnersi. Le donne spariscono sotto certi cappucci che danno loro un\u2019aria misteriosa, di streghe, o di anticipatrici delle parche, di sacerdotesse di riti funebri, ma le riscattano i bianchi panni a cui stanno lavorando. E poi, come gi\u00e0 detto, il fine pulviscolo di cui risultano cosparse \u00e8 il segno di una possibile redenzione, di una nobilitazione capace di raggiungerle al di l\u00e0 del carattere misero e frusto degli abiti quotidiani  che vestono e che ne rivelano lo stato di povert\u00e0. A quello stesso modo quando poi Pellizza stender\u00e0 il supremo capolavoro del Quarto stato gratificher\u00e0 le sagome dei contadini procedenti in fitta schiera con una ugualmente sottile trama di effetti luminosi, quasi a dimostrare che il sole dell\u2019avvenire non \u00e8 solo un ideale di specie virtuale, lontano, da coltivarsi solo in sogno, ma un effetto reale, sensibile, presente, capace di irrorare i poveri panni applicando loro un \u201cvalore aggiunto\u201d. Se in questa mostra molto utilmente l\u2019artista ci viene presentato nel concentrarsi solo su temi di interni gravidi di miseria e disgrazie, ma irrorati anche di lieviti di riscatto, in altri casi \u00e8 pure capace di uscire all\u2019aperto e di andare a registrare le imprese di quegli stessi umili, di quegli esponenti del quarto strato quando si chinano a lavorare nelle risaie, nei fossati colmi d\u2019acqua, in modo che il poema dei \u201cvinti\u201d, nell\u2019accezione verghiana, verista del termine si completi in ogni sua parte e capitolo, ma sempre con la possibilit\u00e0 di quel controcanto concesso dall\u2019intervento del fine trattamento pulviscolare.<br \/>\nAngelo Morbelli, Il poema della vecchiaia, a cura di Giovanna Ginex, Venezia, Ca\u2019 Pesaro, fino al 6 gennaio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa mostra che la veneziana Ca\u2019 Pesaro dedica ad alcuni dipinti di Angelo Morbelli, rivolti ai temi da lui pi\u00f9 sentiti e risolti, viene a confermare quanto da tempo \u00e8 nella consapevolezza dei pi\u00f9 avveduti storici dell\u2019arte contemporanea italiana: il suo nome \u00e8 ormai da aggiungere stabilmente come quarto \u201cgrande\u201d al canone dei migliori rappresentanti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-1485","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1485","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1485"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1485\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1486,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1485\/revisions\/1486"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1485"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1485"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1485"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}