{"id":1487,"date":"2018-12-02T09:57:59","date_gmt":"2018-12-02T08:57:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=1487"},"modified":"2018-12-02T09:57:59","modified_gmt":"2018-12-02T08:57:59","slug":"dom-2-12-18-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/dom-2-12-18-sicurezza\/","title":{"rendered":"Dom. 2-12-18 (sicurezza)"},"content":{"rendered":"<p>Ieri, sabato 1\u00b0 dicembre, mi \u00e8 capitato di seguire con interesse il consueto appuntamento serale gestito da Lili Gruber, otto e mezzo, che vedeva due protagonisti insoliti, in luogo della folla dei \u201csoliti noti\u201d che assedia quella trasmissione. L\u2019argomento era la legge di sicurezza appena approvata dalla Camera, difesa dal sottosegretario agli interni Nicola Molteni e invece smontata dall\u2019Assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano Pierfrancesco Maiorino. Argomenti di cui anche nel mio piccolo mi sono gi\u00e0 occupato, individuando, d\u2019accordo con l\u2019Assessore come me appartenente al PD alcuni gravi errori a suo tempo commessi dal nostro partito, quando era al governo, nel condurre la questione degli immigrati, con giusti provvedimenti sulla carta, intanto di accoglierli salvandoli dal mare, poi di metterli in contenitori protetti, con congruo vitto e alloggio,  in cui si sarebbe dovuta condurre la selezione tra i  rifugiati per gravi ragioni politiche o  umanitarie, e invece gli emigrati  cosiddetti economici, solo per sfuggire alla fame e alla miseria, col compito virtuale di costringere questi ultimi a rimpatriare. Ma un punto positivo della gestione del passato \u00e8 stato di sapere bene quanto difficile, per non dire impossibile, fosse il condurre questa distinzione, e soprattutto il passare al corollario del rimpatri, di persone senza pi\u00f9 nulla alle spalle. Purtroppo i difetti di questa impostazione, che hanno portato a far perdere al Pd una quantit\u00e0 di voti con loro trasferimento alla Lega, sono stati il malaffare che non si \u00e8 riusciti a impedire, nella gestione di questi centri di attesa, e il loro carattere di colabrodo, dalle maglie troppo larghe, per cui in tanti se ne sono andati a zonzo per le nostre strade o si sono assiepati ai confini nel tentativo di passare in altri Paesi  che  per\u00f2 hanno chiuso loro le porte. Anche la politica di trasferire questi ospiti in piccole comunit\u00e0 affidate qua e l\u00e0 ai Comuni della nazione non ha funzionato, soprattutto perch\u00e9, in un caso e nell\u2019altro, non \u00e8 stata avviata una politica di inserimento organico di queste utili forze-lavoro di cui ci sarebbe tanto bisogno, vista la fuga dei nostri giovani da ogni lavoro manuale considerato ingrato. In definitiva l\u2019Assessore di Milano, con discorso pacato e consapevole, ha ammesso questi difetti del passato, cui per\u00f2 non resta che porre rimedio insistendo nel modo migliore nella integrazione di queste braccia utili. Invece il rappresentante del governo, e della legge che questo ha promosso, ha insistito sulla necessit\u00e0 di distinguere tra le due categorie dei salvati dalle acque, con la connessa vacua, inesistente conseguenza di rispedire (dove, come, quando?) le migliaia di rifugiati per ragioni economiche, comunque buttandoli fuori dai centri di accoglienza assistita. E dunque, altro che sicurezza, bens\u00ec stato permanente di inquietudine, di erranza, di nomadismo, con l\u2019evidente intento non gi\u00e0 di far cessare questi fenomeni, bens\u00ec di mantenerli a uno stato endemico, come preziosa fonte di paura per il pubblico, e di permanente spinta ad accostarsi alla Lega. Altro che intervento benefico venuto a porre rimedio a una piaga lacerante, l\u2019attuale legge appena approvata \u00e8 stata solo la furba decisione di tenere sospesa, sulla nostra cittadinanza,  un spada di Damocle come inesauribile produttrice di consenso. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri, sabato 1\u00b0 dicembre, mi \u00e8 capitato di seguire con interesse il consueto appuntamento serale gestito da Lili Gruber, otto e mezzo, che vedeva due protagonisti insoliti, in luogo della folla dei \u201csoliti noti\u201d che assedia quella trasmissione. 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