{"id":157,"date":"2015-03-23T09:18:16","date_gmt":"2015-03-23T08:18:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=157"},"modified":"2015-03-24T16:19:23","modified_gmt":"2015-03-24T15:19:23","slug":"la-pagella-di-papa-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/la-pagella-di-papa-francesco\/","title":{"rendered":"La pagella di Papa Francesco"},"content":{"rendered":"<p>Nella mia infinita presunzione, propria di chi sta procedendo nel vuoto e dedicandosi delle specie di selfie culturali, dopo aver dato la pagella a Renzi per il suo primo anno di governo mi accingo ora a darla anche a Papa Francesco per il secondo anno di pontificato. Che si svolge senza dubbio nel segno della simpatia e del consenso popolare, come del resto \u00e8 avvenuto in modi regolarmente alterni nei pontificati che si sono succeduti nell\u2019ultimo mezzo secolo, forse per assistenza dello Spirito Santo, se ci si crede, o semplicemente per saggezza dei cardinali di Santa Romana Chiesa. <!--more-->Fatto sta che ci sono avuti: un Pio XII troppo introverso e troppo pavido, portato a fare gravi concessioni al nazismo e all\u2019antisemitismo. Poi, invece, il Papa Buono e aperturista per eccellenza quale fu Giovanni XXIII, cui si reag\u00ec con Papa Montini, chiamato a restringere e a contenere gli slanci, poi di nuovo un tentativo di apertura con Papa Luciani, subito interrotto, ma ripreso nel medesimo senso da un Papa Wojtila che ha segnato il massimo di consenso, poi di nuovo ristretto da Papa Ratzinger, cui per\u00f2 va riconosciuto il merito di aver Fatto \u201cper coraggio il gran rifiuto\u201d, ed eccoci, come appunto vuole l\u2019alternanza, all\u2019attuale Francesco, in veste di buonista, per non dire di piacione. Cui per\u00f2 mi sento di muovere un primo rimprovero. Un papa come lui, almeno in apparenza non soggetto a crisi mistiche, come mai si \u00e8 azzardata a indire un anno santo senza averlo prima concertato con il governo italiano? Sa bene che non sar\u00e0 la Citt\u00e0 del Vaticano a dover sostenere l\u2019urto dei milioni di fedeli richiamati dall\u2019evento, bens\u00ec l\u2019Italia tutta, e in primo luogo la disastrata Roma. Poco vale inveire contro la mafia se poi le si fornisce un\u2019ottima occasione per condurre lauti affari.<br \/>\n   Ma il rimprovero che in questo bilancio vorrei muovere a Papa Francesco \u00e8 di essere stato concessivo ed aperturista a parole, a livello di prima pelle, ben attento per\u00f2 a non intervenire sui dogmi. Mi rendo conto che \u00e8 un argomento delicato, e che inoltre dovrebbe essere escluso a chi come me si dichiara serenamente non credente, estraneo quindi alla Chiesa cattolica e ai suoi dogmi, ma da osservatore interessato, anche per l\u2019evidente impatto che decisioni in merito hanno sulle pubbliche abitudini, mi permetto di chiedere perch\u00e9 mai non si abbia il coraggio di praticare due aperture. Uno dei tratti simpatici del nostro Francesco \u00e8 stato quando, di ritorno dal viaggio nelle Filippine, e stravolto dalla marea di figli di nessuno  di cui ha dovuto prendere visione, ha esortato le brave coppie di credenti a non fare come i conigli e a fermarsi al numero di tre figli e non pi\u00f9. Bene il senso pratico della proposta, ma perch\u00e9 non rafforzarlo appunto con un puntello dogmatico? Possibile che la Chiesa consideri peccaminoso il rapporto sessuale, e il relativo piacere, se non compensato da un intento procreativo? Perch\u00e9 non scinderlo da questo scopo con legame perseguito automaticamente? Trovo giusto che si predichi l\u2019obbligo morale per le coppie di dare al mondo qualche figlio, ma si dovrebbe considerare una prescrizione del genere in senso globale. Giudichi cio\u00e8 la coppia, in base alle risorse economiche di cui dispone, quale sia il numero di figli che pu\u00f2 crescere come si deve, libera al di l\u00e0 di questo stretto impegno di gioire del  rapporto sessuale, facendo anche ricorso ai debiti strumenti contraccettivi. Si pensi quale impatto liberatorio avrebbe un insegnamento del genere nei confronti dei paesi del sottosviluppo. La tutela della genitalit\u00e0 \u00e8 doverosa dove questa sia messa a rischio da calcoli esosi ed egoistici, il che pu\u00f2 capitare nei Paesi del benessere, ma non certo negli altri  dell\u2019indigenza.  E dunque, affermazione, s\u00ec, di un  obbligo morale a generare, ma con juicio, e sottraendolo dalla pretesa di un riscontro puntuale,  per cui ogni accoppiamento dovrebbe comportare la nascita di un figlio.<br \/>\n   E visto che siamo in materia, come si pu\u00f2 permettere la Chiesa cattolica di escludere le donne dal sacerdozio? Un simile divieto non fa forse a pungi con la pur insistita e giusta proclamazione della parit\u00e0 di diritti tra i due sessi? Non ci sar\u00e0 anche qui lo zampino della sessuofobia, cio\u00e8 la pura che possa apparire in pubblico e dare scandalo una donna prete che si mostri incinta? Se invece un sacerdote consuma l\u2019atto, la cosa non si vede. Sempre per restare in tema, sarei invece restrittivo sulla norma del celibato dei sacerdoti, mi pare che sia questo un punto che si risolve a vantaggio del cattolicesimo su altre fedi.  Mi sono nutrito dei romanzi di Jane Austen, da cui risulta manifesto come per le fanciulle inglesi della buona borghesia tra Sette e Ottocento sposare un pastore  anglicano fosse un buon partito, come sposare un medico o un avvocato. Ma un sacerdote che mette su famiglia, col relativo dovere morale di fare figli, \u00e8 costretto a seguire una gerarchia, prima vengono i suoi, cos\u00ec comanda natura, poi tutti gli altri. Ovvero, il sacerdozio non \u00e8 una professione bens\u00ec una missione, chi la assume deve accettarne anche i connessi sacrifici. Ma proprio perch\u00e9 questi sono onerosi, non si vede perch\u00e9 non si debba allargare anche alle donne il compito di sostenere questa croce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella mia infinita presunzione, propria di chi sta procedendo nel vuoto e dedicandosi delle specie di selfie culturali, dopo aver dato la pagella a Renzi per il suo primo anno di governo mi accingo ora a darla anche a Papa Francesco per il secondo anno di pontificato. 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