{"id":1813,"date":"2019-11-02T12:02:21","date_gmt":"2019-11-02T11:02:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=1813"},"modified":"2019-11-02T12:02:21","modified_gmt":"2019-11-02T11:02:21","slug":"viel-la-vita-e-un-flusso-di-scrittura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/viel-la-vita-e-un-flusso-di-scrittura\/","title":{"rendered":"Viel: la vita \u00e8 un flusso di scrittura"},"content":{"rendered":"<p>Diego Sileo, alla guida del Padiglione d\u2019Arte Contemporanea (PAC) di Milano, sta realizzando una serie di mostre monografiche dedicate ad artisti oggi sulla cinquantina che costituiscono l\u2019asse portante della nostra attuale ricerca. Sono gi\u00e0 sfilati Luca Vitone ed Eva Marisaldi, si prepara in pista Luisa Lambri, ora \u00e8 il turno di Cesare Viel (1964). Se si volesse trovare un\u2019etichetta per definirli, si potrebbe ricorrere a un generico \u201cpost\u201d, parlare cio\u00e8 di una situazione di post-concettuale.  Io ricorro anche allo schema triadico di Hegel, seppure applicato alla buona, per cui si \u00e8 avuta una \u201ctesi\u201d, l\u2019ondata innovativa del \u201968, una \u201cantitesi\u201d, tutta la situazione di rivisitazione del passato e del museo degli anni \u201970, tra Nuovi-nuovi, Anacronisti, Transavanguardia, poi una specie di sintesi finale, con ritorno a forme d\u2019avanguardia, ma alleggerite con quote di estro, e un approdo finale, appunto, al rilancio del \u201cconcettuale\u201d, il cui strumento primario \u00e8 stato il ricorso alla scrittura, la pi\u00f9 aliena alle vie tradizionali di praticare l\u2019arte. Ebbene, ci siamo, il nostro Viel \u00e8 soprattutto un ardito praticante di varie modalit\u00e0 di scritture, ma per capire tutta la differenza tra lui e un \u201cconcettuale\u201d di prima generazione basta recarsi a poca distanza, nella Galleria di Lia Rumma, che in questo momento ospita il Signore incontrastato del ricorso a forme verbali, Joseph Kosuth, ma redatte con  caratteri impeccabili, e per lo pi\u00f9 affidati a un neon opalescente, biancheggiante su uno sfondo di tenebre. Viel, naturalmente, ha capito subito che doveva prendere le distanze da questo uso del materiale verbale condotto  in modi asettici e rigorosamente \u201cmentali\u201d, e dunque fin dai suoi inizi si \u00e8 affidato a messaggini redatti magari anche con scrittura corsiva, e soprattutto stesi su foglietti multicolori, una gioiosa arlecchinata, anche per la disinvoltura con cui vengono presentati. Li raccoglie, li tesaurizza, e poi li getta all\u2019aria affidandoli al caso, a una libera caduta, Se si vuole, \u00e8 anche un modo di frequentare la casella della Narrative Art, nata pur sempre a ridosso del sessantottismo, ma purch\u00e9 la narrazione sia affidata il pi\u00f9 possibile alla privacy. Del resto, basta riportare alcune frasi che sanciscono tutte queste procedure: \u201cIo sono mio\/mi gioco fino in fondo\u201d, con un invito a seguirlo sulla stessa strada: \u201cFacciamo fluire via le nostre frasi\u201d. Accanto alle iscrizioni, non mancano i disegnini, le icone, ma purch\u00e9 siano anch\u2019essi tracciati con piena evidenza, registrati a filo di penna o di matita. Qualche volta Viel realizza dei \u201cpacchetti\u201d di questi suoi affettuosi \u201cmemento\u201d, racchiudendoli in box, quasi in passeggini allestiti per quel bambino che egli ritrova al termine di un regresso nel proprio vissuto. Questo il suo esercizio prevalente,  pienamente convincente, ma ci sono anche possibilit\u00e0 alternative, magari, a ben vedere, intonate a quella medesima ricerca sentimentale, come lo spettacolo che ci accoglie nel parterre del PAC, un apparente strato di  terriccio, in cui per\u00f2 sono sepolti dei tesori, proprio di quel filone di segreti di famiglia, vale a dire gli oggetti di cui faceva uso il padre. Ma soprattutto, e siamo al cuore della presente mostra, l\u2019artista si vale di un sistema ingegnoso, dove le strisce colorate non servono pi\u00f9 per accogliere delle frasi, ma valgono per se stesse, come trance di un tessuto multicolore,  ritagliate a maglie larghe, e depositate al suolo, al modo in cui i giocatori alla roulette potrebbero deporre le loro fiches sulle caselle del tavolo, Quanto a lui, l\u2019artista, il demiurgo, ovviamente si pone nel ruolo del croupier, che con un rastrello pu\u00f2 maneggiare quegli stralci, quei lembi policromi, ma non per portarli via, per azzerarli, anzi, per dare loro un massimo di visibilit\u00e0, e cos\u00ec  allargare la capacit\u00e0 di racconto, di diario, che sta sempre tra il pubblico e il privato, riscattando con la sua sensibilit\u00e0 cromatica i rigori astrattivi cui si attiene il capostipite di questa famiglia, l\u2019austero, oracolare Kosuth.<br \/>\nCesare Viel, Pi\u00f9 nessuno da  nessuna parte, a cura diDiego Sileo. Milano, PAC, fibo al primo dicembre. Cat. Silvana Editoriale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Diego Sileo, alla guida del Padiglione d\u2019Arte Contemporanea (PAC) di Milano, sta realizzando una serie di mostre monografiche dedicate ad artisti oggi sulla cinquantina che costituiscono l\u2019asse portante della nostra attuale ricerca. Sono gi\u00e0 sfilati Luca Vitone ed Eva Marisaldi, si prepara in pista Luisa Lambri, ora \u00e8 il turno di Cesare Viel (1964). Se [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-1813","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1813","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1813"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1813\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1814,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1813\/revisions\/1814"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1813"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1813"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1813"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}