{"id":1818,"date":"2019-11-10T09:46:29","date_gmt":"2019-11-10T08:46:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=1818"},"modified":"2019-11-10T09:46:29","modified_gmt":"2019-11-10T08:46:29","slug":"dom-10-11-19-ilva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/dom-10-11-19-ilva\/","title":{"rendered":"Dom. 10-11-19 (ILVA)"},"content":{"rendered":"<p>Mi pare che ormai si diffonda la consapevolezza di quanto sia stato errato cedere ai privati certe infrastrutture fondamentali alla vita economica del nostro, come di qualsiasi altro Paese. Il caso presente ovviamente \u00e8 quello dell\u2019ILVA, ma si aggiunge pure quello dell\u2019Alitalia, e forse anche di Autostrade. E\u2019 riusonato in queste ore un ammonimento del Presidente Boccia di Confindustria, non si possono obbligare le aziende private a mantenere dipendenti quando il mercato va male, il che \u00e8 sacrosanto, i privati non possono diventare benefattori lavorando in perdita, ma proprio in questi casi deve intervenire la comunit\u00e0 nazionalizzando, questo \u00e8 un tratto fondamentale che caratterizza la sinistra dalla destra. E dunque, inutile insistere per far recedere Arcelor Mittal dall\u2019intento di uscita, hanno ragione quanti osservano che la mancata proroga di uno scudo protettivo \u00e8 solo un pretesto, la vera ragione \u00e8 che quella ditta per mantenere l\u2019impegno vorrebbe poter licenziare la met\u00e0 degli operai. Inutile andare per le vie legali, si perderebbero anni, di fronte a una situazione che invece chiede interventi urgenti. E allora, via a qualche forma di nazionalizzazione, magari attraverso la Cdp, o anche con formule di mezzadria, tra lo Stato e qualche privato, come si tenta di fare anche per Alitalia. Non si capisce perch\u00e9 la UE avrebbe posto il divieto a ricorrere ad aiuti di stato, Forse che la sua costituzione \u00e8 fondata su  un liberismo a oltranza, forse \u00e8 una norma suggerita da un liberista della pi\u00f9 bell\u2019acqua come il nostro Giavazzi? Se uno Stato comunitario impiega i suoi soldi per sanare una industria fondamentale, purch\u00e9 rispetti le norme di deficit globale, come glielo si pu\u00f2 impedire? E perch\u00e9 si interviene su questo aspetto, mentre si lascia libert\u00e0 su certi fattori capaci di squilibrare, di creare la differenza, adottando criteri disparati per quanto riguarda l\u2019et\u00e0 del pensionamento, la sanit\u00e0, la scuola?<br \/>\n  Per\u00f2 i guai relativi al nodo ILVA sono due, la conduzione, che deve essere effettuata malgrado tutto a un regime di piena occupazione, ma c\u2019\u00e8 pure la questione ambientale. Si sente dire che altrove, presso acciaierie di altre nazioni, il problema \u00e8 stato risolto, prendendo provvedimenti per cui quegli impianti non sono pi\u00f9 nocivi. Ma se interventi cos\u00ec salutari non esistono, restano due vie, o spostare l\u2019impianto in un terreno innocuo, o applicare questa ricetta alle abitazioni circostanti, demolendo i quartieri posti in vicinanza delle acciaierie e trasferendo altrove gli abitanti. Ovviamente sono soluzioni onerose, ma non siamo alla ricerca di occasioni di lavoro, soprattutto per il Sud? E non sono questi proprio gli interventi per una politica green, ambientalista, che dovrebbero consentire alla UE di chiudere un occhio sui conti dei membri, concedendo sforamenti\u2019 In ogni caso penso che da evitare sia la politica della decrescita felice, come sarebbe eliminare gli alti forni e sostituirli con un bel parco verde con tanti animaletti scorazzanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi pare che ormai si diffonda la consapevolezza di quanto sia stato errato cedere ai privati certe infrastrutture fondamentali alla vita economica del nostro, come di qualsiasi altro Paese. Il caso presente ovviamente \u00e8 quello dell\u2019ILVA, ma si aggiunge pure quello dell\u2019Alitalia, e forse anche di Autostrade. 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