{"id":1820,"date":"2019-11-10T09:54:20","date_gmt":"2019-11-10T08:54:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=1820"},"modified":"2019-11-10T09:54:20","modified_gmt":"2019-11-10T08:54:20","slug":"damicis-gli-inizi-di-una-bella-carriera-in-progress","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/damicis-gli-inizi-di-una-bella-carriera-in-progress\/","title":{"rendered":"D&#8217;Amicis: gli inizi di una bella carriera &#8220;in progress&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>   Mi vanto di aver seguito quasi ad ogni passo la lunga e ricca carriera narrativa di Carlo D\u2019Amicis, fin da quando era arrivato ai nostri fortunati appuntamenti di RicercaRE, a Reggio Emilia, presentato da quell\u2019ottimo talent scout che \u00e8 stato Canalini di Transeuropa. Poi l\u2019ho accompagnato lungo il suo procedere in crescendo fino al capolavoro dell\u2019anno scorso, \u201cIl gioco\u201d, che avevo invitato per una presentazione nel programma, \u201cpovero ma bello\u201d che tengo ogni anno a Cortina d\u2019Ampezzo, Grand Hotel Savoia, a sfida della incombente \u201cmontagna di libri\u201d, forte dell\u2019appoggio del comune ampezzano. E per parte mia voleva anche essere un risarcimento per l\u2019esclusione di questa opera \u201ctotale\u201d da una corsa a pieno titolo allo Strega di quell\u2019anno per ragioni quasi di censura moralistica. Sono quindi ben lieto che ora venga recuperato uno dei suoi primi lavori, \u201cIl ferroviere e il golden gol\u201d, che mi era sfuggito, e che si vale anche di una postfazione di un\u2019anima assolutamente gemella quale Tiziano Scarpa, uniti nello svolgere concordi quella che mi piace anche definire, in termini para-kantiani, una \u201cCritica della ragione sessuale\u201d. Qui ovviamente compare gi\u00e0 \u201cin nuce\u201d l\u2019eroe-anti-eroe che poi rimbalza in tutte le opere successive di D\u2019Amicis, sviluppandosi, articolando meglio i dati psicologici, ma resta al centro di tutto un personaggio in fiera disfida contro tutti i pregiudizi del tempo. Per\u00f2 \u00e8 una  disfida condotta con mezzi pacifici, e sempre pronta, caso mai, a rivolgere su di s\u00e9 gli strali dell\u2019accusa, con tendenza quasi di sapore masochista. Qui del resto, a p. 109, troviamo una frase che significa nel modo migliore una simile spinta a rivolgere in primis su se stesso l\u2019arma dell\u2019offesa: \u201cero di tutti tranne che di me stesso\u201d. Ovvero, nel protagonista la lotta contro i tab\u00f9 sociali \u00e8 sempre esercitata con bonomia, come in questo caso il rifiuto alla destinazione impostagli dal padre di fare il ferroviere come lui, eppure il figlio non fieramente degenere ci prova, e si sente anche pieno di ammirazione per il fratello Leone, che tale \u00e8, a differenza di lui, non proprio a livello fisico in quanto \u00e8 stato colpito da una paraplegia che lo costringe a muoversi in carrozzella, per\u00f2 con un consistente compenso a livello psicologico che ne fa un \u201cdritto\u201d, un furbo, capace di trasmettere al fratello  tanti consigli di vita, imponendogli una soggezione quasi di stampo paterno. Insomma, l\u2019inettitudine di cui il nostro soggetto fa ampia, convinta, ma a anche sommessa confessione, si dispiega come la polpa di un crostaceo, compressa tra rigide corazze parentali, tanto che non osa infrangere il sacro vincolo coniugale del fratello verso l\u2019avvenente moglie Lisa. Insomma, a dire il vero l\u2019affondo nella vita sessuale al momento non avviene, il nostro ribelle \u00e8 trattenuto da complessi e inibizioni, anche se sogna in grande, proponendosi di tirare su una squadra di giovani calciatori tali da costituire un provvido vivaio per le grandi squadre del Nord, con una Juventus che si para in lontananza come vetta inaccessibile. Proprio per gettare un ponte tra lo stato presente, manchevole e deficitario, e un avvenire speranzoso di mirabili successi, sull\u2019esempio di quelli che il fratello riesce davvero a ottenere, l\u2019autore impresta al suo rappresentante il mondo delle metafore calcistiche, Ovvero, ogni passo di questa eroicomica vicenda viene indicato, ribadito, sottolineato con riferimento a qualche evento, impresa, atto memorabile avvenuto nei vari tornei calcistici. Devo dire che la puntualit\u00e0, lo specialismo con cui questi riferimenti vengono inseriti corre qualche rischio di monotonia, di insistenza ossessiva, soprattutto se il lettore, come nel mio caso, non \u00e8 all\u2019altezza di comprendere e gustare riferimenti cos\u00ec puntuali. Ma per fortuna un tale contrappunto assilla  solo quest\u2019opera prima del Nostro, e non si ripresenta nelle imprese successive, anche se indubbiamente esse richiedono ogni volta di spaziare su un\u2019ampia tastiera di similitudini, metafore, agganci, in vista di giungere a edificare il risultato finale, l\u2019\u201dopera-mondo\u201d corrispondente al \u201cGioco\u201d.<br \/>\nCarlo D\u2019Amicis, Il ferroviere e il golden gol, 66TH, pp. 156, euro 15, postfazione di T. Scarpa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi vanto di aver seguito quasi ad ogni passo la lunga e ricca carriera narrativa di Carlo D\u2019Amicis, fin da quando era arrivato ai nostri fortunati appuntamenti di RicercaRE, a Reggio Emilia, presentato da quell\u2019ottimo talent scout che \u00e8 stato Canalini di Transeuropa. 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