{"id":2013,"date":"2020-06-05T10:23:53","date_gmt":"2020-06-05T08:23:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=2013"},"modified":"2020-06-05T10:23:53","modified_gmt":"2020-06-05T08:23:53","slug":"il-primo-tempo-del-caravaggio-mistero-non-ancora-chiarito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/il-primo-tempo-del-caravaggio-mistero-non-ancora-chiarito\/","title":{"rendered":"Il primo tempo del Caravaggio, mistero non ancora chiarito"},"content":{"rendered":"<p>   Prima che scattasse il lock down avevo gi\u00e0 in programma una visita a Bergamo, Accademia Carrara, per la mostra di Simone Peterzano. Vi sarei andato alla ricerca di una verit\u00e0, dato che quell\u2019artista \u00e8 l\u2019unico maestro sicuro che le fonti assegnano al grande Caravaggio. Ma purtroppo ho saputo che i dipinti di questo pittore hanno gi\u00e0  fatto ritorno alle loro sedi di appartenenza, mentre a dominare la piazza sono rimasti solo  i pur magnifici \u201cMusici\u201d del Merisi, il cui prestito \u00e8 stato generosamente prolungato dal Metropolitan. Ma \u00e8 dipinto gi\u00e0 ben noto  a me e ad ogni altro amante dell\u2019arte, e dunque da solo non vale la pena di un viaggio. Resta dunque a pesare uno dei pi\u00f9 profondi enigmi della storia dell\u2019arte: da dove viene quell\u2019eccezionale periodo dei primi anni romani, ultimi anni del Cinquecento, inizi del Seicento? Caratterizzato, per intenderci, da tele quali il Bacchino malato, Il ragazzo morso dal ramarro, La buona ventura, La Maddalena penitente, fino alla punta estrema della Conversione di S. Paolo, dipinta per la cappella Cerasi in S. Maria del Popolo, opera poi ritirata dall\u2019artista, o per ordine di chiss\u00e0  chi, e sostituita da una certo eccellente versione della Caduta da Cavallo, in cui per\u00f2 il Merisi \u00e8 gi\u00e0 entrato del tutto nell\u2019esercizio del suo naturalismo pieno, con grandi sbattimenti di luce, procurati dall\u2019avanzare di una drammatica oscurit\u00e0. Questo \u00e8 proprio il culmine dell\u2019enigma, perch\u00e9 le due versioni, e le relative differenze? Dovessi scegliere, io non esiterei a preferire quella riemersa pochi anni fa, spuntata dalla collezione Odescalchi, a coronamento di un periodo fatto di luci intense, radiose, ferme, consistenti. Ho sempre sostenuto che in merito la tesi di Roberto Longhi, di un Caravaggio erede dei \u201clombardi\u201d, il Savoldo, il Moretto, il Moroni, i Campi, non \u00e8 soddisfacente, non si capisce perch\u00e9, andato via lui, quella eredit\u00e0 non abbia dato luogo a grandi cose, e anzi il Seicento in Lombardia \u00e8 stato tra i secoli pi\u00f9 modesti dell\u2019intera sua storia. D\u2019altronde, ammettiamolo, la grandezza del Longhi pu\u00f2 pure subire qualche critica, invece di trasformarsi  nel culto osannante e supino dei tanti suoi devoti. Io stesso ne ho dovuto riconoscere poco fa l\u2019eccellenza quando nell\u2019\u201dOfficina ferrarese\u201d ha ricostruito perfettamente il Polittico Griffoni, che ora trionfa in mostra a Bologna. Ma quanti passi falsi sul fronte del contemporaneo, con vistose incomprensioni ai danni di Canova, Mondrian, De Chirico, solo per accennare a qualche capo di una possibile requisitoria. Magari, rientrando sul fronte caravaggesco, gli si pu\u00f2 dare per giusta la netta renitenza   ad attribuirgli possibili influenze veneziane, di cui pure si vantava a sproposito il suo stesso maestro, il Peterzano. E allora? Dove cercare qualche precedente alla mirabile solidit\u00e0 di carni, alla composta serenit\u00e0 e gioia di vivere che si levano da quei dipinti giovanili? Forse ci vorrebbe un concorso a premi per chi riesca a trovare la via giusta per comprendere, per fare luce, su una fase che peraltro gi\u00e0 tanta ce l\u2019ha gi\u00e0 in s\u00e9, e ottimamente rappresa, cagliata, densa, spalmata quasi come burro sui corpi e sulle cose.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima che scattasse il lock down avevo gi\u00e0 in programma una visita a Bergamo, Accademia Carrara, per la mostra di Simone Peterzano. 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