{"id":2128,"date":"2020-10-08T13:51:36","date_gmt":"2020-10-08T11:51:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=2128"},"modified":"2020-10-08T13:51:36","modified_gmt":"2020-10-08T11:51:36","slug":"pupi-avati-il-buon-diavolo-tenuto-a-freno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/pupi-avati-il-buon-diavolo-tenuto-a-freno\/","title":{"rendered":"Pupi Avati, il buon diavolo tenuto a freno"},"content":{"rendered":"<p>Di Pupi Avati avevo  lodato, su queste pagine semiclandestine,  il primo romanzo, \u201cIl ragazzo in soffitta\u201d e il successivo \u201cIl signor diavolo\u201d, il primo senza riserve, dato che in fondo il grande regista, specializzato in storie che si consumano in interni borghesi, vi aveva piazzato un \u201cgiallo\u201d non certo inferiore a quanto oggi fanno senza sosta i nostri giallisti di professione. Avevo detto bene anche della seconda prova, ma ora lo posso dire, un po\u2019 a denti stretti, non del tutto convinto, perch\u00e9 mi \u00e8 sembrato che gli spunti, pur brillanti, rimanessero alquanto scuciti, non ben concatenati, il che si \u00e8 riflesso anche nel film che il grande regista ne ha tratto. Forse lui stesso si \u00e8 reso conto di quel grado di incompiutezza, tanto da ritornare sui propri passi, nell\u2019attuale \u201cArchivio del diavolo\u201d, ma riempiendo i vuoti, rispondendo ai molti quesiti rimasti in sospeso, con l\u2019aiuto di una moltiplicazione di personaggi, che oltre a rendere pi\u00f9 comprensibili i fatti pregressi, aprono tante altre vicende, tanto da avergli fatto avvertire la necessit\u00e0 di dotare il romanzo di un dettagliato elenco di \u201cdramatis personae\u201d, quasi per evitare che tra tanta variet\u00e0 di vicende intricate il lettore si possa smarrire. Intanto, forniamo subito a chi si avvia alla lettura di quest\u2019opera una rassicurazione, la parte del diavolo \u00e8 trattata con molta discrezione, uno spirito laico la potrebbe addirittura espungere. Tanto per incominciare, ci viene detto che cosa \u00e8 capitato all\u2019eroe, o anti-eroe della vicenda precedente, a Furio Moment\u00e9, burocrate grigio, insignificante, inviayo nella provincia veneta a svolgere un compito pi\u00f9 forte di lui, attenuare l\u2019impressione provocata da un barbaro delitto avvenuto all\u2019ombra di una famiglia nobile del luogo, e buona sostenitrice della DC. Il \u201cmissus dominicus\u201d aveva fallito nella sua missione, scomparendo quasi nel vuoto. Ora ci viene detto che era caduto in un oscuro pertugio esistente all\u2019interno di una chiesa, senza pi\u00f9 essere in grado di risalire alla superficie, costretto a morirvi di fame, e addirittura a cibarsi dei miseri resti di una neonata, sepolta in quell\u2019abisso, e vittima proprio di uno di quei turpi fatti su cui il funzionario era stato chiamato a indagare. In proposito pu\u00f2 intervenire qualche influsso diabolico, ma nella forma ben nota dell\u2019orrore di scoprirsi sepolti vivi, quel destino atroce che lo scrittore statunitense Edgar Allan Poe temeva pi\u00f9  di ogni altra cosa e che, a quanto ci vien detto in queste pagine, ha colpito il narratore russo Gogol, come risulta a un altro impiegato, sul tipo del Moment\u00e9, addetto a sorvegliare gli ingressi in un sottoscala, conducente nell\u2019archivio  agitato nel titolo. Anche questo grigio burocrate passa il tempo scrivendo una biografia del grande autore russo, e indagando sul mistero di quel suo rivoltarsi nella tomba. Del resto, quasi per questioni di affinit\u00e0 di situazione, proprio questo modesto custode ha la visione di un morto vivente, crede di scorgere proprio il Moment\u00e9 intento a  risalire dalle tenebre dell\u2019archivio in  cui era confinato. Ma la realt\u00e0 ci dice che il suo cadavere se ne stava in quella sepoltura lontana, e scoperta solo casualmente. Con ci\u00f2, in definitiva, terminano gli influssi di specie diabolica o soprannaturale, e passiamo all\u2019escussione di tristi, squallidi casi di vita comune. Per esempio di un sacerdote, Don Stefano Nascetti, la cui esistenza \u00e8 stata per sempre rovinata dall\u2019aver assistito a un bestiale accoppiamento della madre con un malvagio personaggio, tale Saintjust, pronto a fare un uso iniquo dei suoi poteri governativi. Nello stesso tempo il timido sacerdote \u00e8 perseguitato da una donna, infelice in quanto il marito la tradisce con un giovanotto, obbligandola ad accettarlo nel loro letto, in una convivenza a tre. La donna si suicida, o \u00e8 vittima di un omicidio brutale, magari compiuto proprio dal rozzo convivente, nella speranza di ricevere, attraverso il vedovo, suo amante, un premio assicurativo. Ma anche il nostro sacerdote pu\u00f2 essere accusato dello stesso crimine, il che lo convince a ritirarsi in provincia, dove ritrova proprio la situazione rimasta interrotta nel romanzo precedente. I fatti, le vicende, i personaggi si moltiplicano, ma c\u2019\u00e8 un fil rouge, o noir, con qualche apporto del diavolo, a congiungerli, a richiamarli circolarmente in scena. Il prodotto \u00e8 ampio, vivace, polimorfo, ben ordito, per cui, pur non contando nulla, mi sento di avanzare una candidatura a favore di quest\u2019opera, la vedrei del tutto degna di riportare il prossimo Premio Strega.<br \/>\nPupi Avati.  L\u2019archivio del diavolo, Solferino, pp.264, euro 16.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Pupi Avati avevo lodato, su queste pagine semiclandestine, il primo romanzo, \u201cIl ragazzo in soffitta\u201d e il successivo \u201cIl signor diavolo\u201d, il primo senza riserve, dato che in fondo il grande regista, specializzato in storie che si consumano in interni borghesi, vi aveva piazzato un \u201cgiallo\u201d non certo inferiore a quanto oggi fanno senza [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-2128","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-letteratura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2128","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2128"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2128\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2129,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2128\/revisions\/2129"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2128"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2128"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2128"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}