{"id":2163,"date":"2020-11-14T10:00:11","date_gmt":"2020-11-14T09:00:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=2163"},"modified":"2020-11-14T10:00:11","modified_gmt":"2020-11-14T09:00:11","slug":"vasari-la-differenza-tra-maniera-moderna-e-bella-maniera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/vasari-la-differenza-tra-maniera-moderna-e-bella-maniera\/","title":{"rendered":"Vasari, la differenza  tra maniera moderna e bella maniera"},"content":{"rendered":"<p>\u201cArtribune\u201d del 9 novembre scorso reca la notizia che un dipinto di Giorgio Vasari, \u201cLa tentazione di S. Antonio\u201d, \u00e8 stato battuto a un\u2019asta Pandolfini per 800.000 euro. Non sembra un prezzo eccessivo, data la popolarit\u00e0 dell\u2019autore, che per\u00f2 non \u00e8 mai stato molto stinato nella sua attivit\u00e0 diretta di pittore, nulla di simile alla celebrit\u00e0 che giustamente gli \u00e8 venuta dalle \u201cVite\u201d, si sa che perfino i suoi concittadini meditarono di scialbare i suoi affreschi della cupola del Duomo. E\u2019 un amaro destino che si \u00e8 ripetuto tante volte, anche ai nostri giorni, quando non c\u2019\u00e8 stato  quasi alcuno storico dell\u2019arte che pur con qualche esitazione non abbia pure manovrato la matita o il  pennello. E anche l\u2019Aretino non fa eccezione, io lo considero imbattibile come storiografo, ritengo che la sua concezione delle tre maniere che si susseguono da Cimabue in su costituisca un picco di intelligenza critica insuperabile,  soprattutto per quanto concerne la terza maniera, da lui proclamata \u201cmoderna\u201d per eccellenza, dando prestigio  e lunghi destini a quel termine in s\u00e9 abbastanza frusto. Accanto alla perspicuit\u00e0 della etichetta, sta il merito di avervi raccolto una splendida pattuglia, aperta da Leonardo, continuata, a Venezia, da Giorgione e Tiziano, a Roma da Raffaello, per\u00f2 con un Michelangelo tale da inserire una nota di disturbo. Presenza altisonante, quella del Buonarroti, ma non troppo in linea proprio con i canoni del \u201cmoderno\u201d. Infatti gli interi secoli devoti a quella causa, \u2018600 e \u2018700, non furono certo ossequienti al nume michelamgiolesco, che per ritrovare un  pieno riscatto dovette attendere la comparsa di artisti di decisa proclamazione anti-moderna come Fuseli e Blake. E proprio il primato che Vasari gli attribuiva fu anche per lui una nota di disturbo, l\u2019introduzione di una pericolosa ambiguit\u00e0 tra la nozione, tanto perspicua, di maniera moderna, o invece di \u201cbella maniera\u201d, a cui nel suo esercizio della pittura l\u2019Aretino fu decisamente pi\u00f9 incline, trascinandosi dietro il Salviati, e facendone un qualcosa di distintivo e di contradditorio rispetto a un Manierismo autentico, dei Pontormo e Rosso Fiorentino e Giulio Romano, in piena rivolta proprio verso i canoni del \u201cmoderno\u201d. Se esaminiamo il dipinto andato all\u2019asta, vi troviamo proprio gli aspetti in cui l\u2019autore inclina verso la maniera da dirsi \u201cbella\u201d piuttosto che davvero moderna. I corpi si accumulano, stipano lo spazio, invece di distribuirsi con una sapiente distanziazione, quale sapevano realizzare gli autentici \u201cmoderni\u201d. E certo, c\u2019\u00e8 il trionfo della carne viva, secondo uno dei tratti tipici della terza maniera, ma \u00e8 carne un po\u2019 troppo adiposa, perfino flaccida, troppo rotondeggiante, cos\u00ec come i gesti appaiono alquanto declamatori, ben lontani dalla sublime indifferenza, naturalezza, verosimigliamza che potremmo trovare in un Raffaello o in un Tiziano. In conclusione, e come referto finale, qui e altrove il Vasari resta prigioniero del \u201cbello\u201d piuttosto che del \u201cmoderno\u201d, nonostante la sua eccellente caratterizzazione verbale di questa maniera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cArtribune\u201d del 9 novembre scorso reca la notizia che un dipinto di Giorgio Vasari, \u201cLa tentazione di S. Antonio\u201d, \u00e8 stato battuto a un\u2019asta Pandolfini per 800.000 euro. 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