{"id":2224,"date":"2021-01-16T10:12:28","date_gmt":"2021-01-16T09:12:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=2224"},"modified":"2021-01-16T10:12:28","modified_gmt":"2021-01-16T09:12:28","slug":"rosai-quando-la-quantita-diventa-qualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/rosai-quando-la-quantita-diventa-qualita\/","title":{"rendered":"Rosai,  quando la quantit\u00e0 diventa qualit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>La solita visita virtuale di questi tempi sinistri, di lockdown degli spazi espositivi, provocato dal un pessimo ministro Franceschini, che invece di inveire contro Renzi dovrebbe rispettare meglio i suoi doveri, mi portano a Montevarchi, Palazzo del Podest\u00e0, dove, grazie a Artribune, ho scoperto che \u00e8 in atto una mostra di Ottone Rosai, fino al 31 gennaio. Confesso di essere stato alquanto titubante se intervenire su di lui, che \u00e8 uno di quei maestri del primo Novecento divenuti perfino stucchevoli a forza di venirci riproposti a ogni pie\u2019 sospinto, in una pattuglia che oltre a lui stesso comprende ovviamente i Carr\u00e0, De Pisis e perfino Morandi. Un po\u2019 meglio, perch\u00e9 tirati fuori dai depositi non troppo temo fa, ci starebbero i protagonisti del Novecento della Sarfatti, con Sironi in testa, ma anche in questi casi la noia delle ripetizioni per nulla differenti sembrerebbe essersene gi\u00e0 impadronita. Tuttavia proprio la mostra di Rosai ora in atto si salva dalla stereotipia grazie al fattore della quantit\u00e0, che oltre un certo limite riesce anche a trasformarsi in qualit\u00e0. Vale a dire, che l\u2019immagine di Rosai conforme e usurata per troppe presenze \u00e8 quella di un omino o due intenti a percorrere  stradicciole strette tra muretti, oppure di paesaggi dealbati, stinti, coperti come da una bava di lumaca. La selezione presente in questa mostra si salva, a mio avviso, proprio per il numero delle chiamate in scena, per esempio di questi suoi omarini, come attori di qualche pi\u00e8ce campagnola, in uno dei dipinti ne compaiono ben quattro, e ad aggiungere eccezionalit\u00e0 alla scena c\u2019\u00e8 anche il vederli compressi sotto un arco. In un altro di questi dipinti abbastanza singolari i personaggi diventano ben sei, fra l\u2019altro sovrastati da una vistosa insegna di trattoria. Magari nel \u201cbevitore solitario\u201d, come dice il titolo, di attori chiamati alla ribalta ce ne sta solo uno, ma sovrastato da un enorme, svettante e insolito  cappello a cilindro, come se nel compiere quell\u2019atto di bassa normalit\u00e0 quotidiana, anche in questo caso il protagonista si sentisse chiamata a condirlo con qualche solennit\u00e0, anche qui di gusto teatrale. Ci sono solo due signore in un altro dipinto, ma raccolte, compresse, circonvolute da una specie di bigoncia che appunto le comprime, ne spreme fuori, come da un tubetto di colore sul punto di consumarsi, tutte le cariche emotive. E che dire dell\u2019accoppiata de \u201cIl suonatore e lo zoppo\u201d, anche questa con messa in scena abbastanza insolita, sia per il numero dei presenti, sia per le rispettive mansioni? Il suonatore sembra raccogliere un\u2019eredit\u00e0 dal grande Chagall, quello buono, dei primi decenni del secolo, e lo zoppo aggiunge alla solita tipologia di ometti arzilli come insetti il dato vistoso di essere portatore di handicap. Insomma, e in conclusione, in questa serie di opere l\u2019artista rafforza la sua appartenenza alla categoria, che molti vorrebbero inesistente preso di noi, dell\u2019Espressionismo, ma sono ben consapevoli di una simile sussistenza i \u201cNuovi selvaggi\u201d tedeschi produttori di un rimbalzo di espressionismo nel secondo dopoguerra, con Georg Baselitz in testa, che si dice apprezzi molto questo pioniere reperito nell\u2019apparente addormentata e provinciale Toscana.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La solita visita virtuale di questi tempi sinistri, di lockdown degli spazi espositivi, provocato dal un pessimo ministro Franceschini, che invece di inveire contro Renzi dovrebbe rispettare meglio i suoi doveri, mi portano a Montevarchi, Palazzo del Podest\u00e0, dove, grazie a Artribune, ho scoperto che \u00e8 in atto una mostra di Ottone Rosai, fino al [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-2224","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2224","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2224"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2224\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2225,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2224\/revisions\/2225"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2224"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2224"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2224"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}