{"id":2330,"date":"2021-05-01T08:01:17","date_gmt":"2021-05-01T06:01:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=2330"},"modified":"2021-05-01T08:01:17","modified_gmt":"2021-05-01T06:01:17","slug":"claudio-cintoli-e-il-suo-chiodo-fisso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/claudio-cintoli-e-il-suo-chiodo-fisso\/","title":{"rendered":"Claudio Cintoli e il suo &#8220;chiodo fisso&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>   La solita ben informata Artribune ci avvisa che la Cassa di Risparmio di Jesi dedica un ricordo a \u201cLa pittura di Claudio Cintoli\u201d, artista ahim\u00e8 vissuto troppo poco, 1935-1978. A curare questa ricomparsa \u00e8 Ludovico Pratesi, cui fa onore una coerente stima e amicizia prestate a quel lontano protagonista, come del resto aveva gi\u00e0 fatto circa dieci anni fa presentandolo in una mostra al romano Macro, che anch\u2019io, ugualmente estimatore dello scomparso, mi ero affrettato a recensire sull\u2019\u201dUnit\u00e0\u201d, dove scrivevo a quel tempo. Non \u00e8 mio costume fare un \u201ccopia e incolla\u201d di miei pezzi stesi in occasioni precedenti, ma qui siamo di fronte a uno scomparso, che dunque, per valerci del magnifico verso di Mallarm\u00e9, \u00e8 \u201ctel qu\u2019en lui meme l\u2019\u00e9ternit\u00e8 le change\u201d, cio\u00e8 i giochi sono ormai chiusi, nulla vi si pu\u00f2 aggiungere.  Partivo appunto osservando: brutta cosa, per un artista, morire giovane. La crudelt\u00e0 del triste evento pu\u00f2 essere alleviata solo se, pur nel breve tempo concessogli, egli \u00e8 riuscito a esprimere un\u2019idea forte, un\u2019ossessione tutta sua, strettamente personale. Questo \u00e8 il caso di Claudio Cintoli che ha coltivato un suo \u201cchiodo fisso\u201d, e forse questo era davvero il titolo pi\u00f9 opportuno da dare alla giusta e meritata retrospettiva ora dedicatagli dal Museo d\u2019Arte Contemporanea di Roma (Macro), invece de \u201cL\u2019immagine \u00e8 un bisogno di confine\u201d, addirittura traditrice, in quanto l\u2019impulso primario di Cintoli era semmai di sconfinare, di lacerare l\u2019immagine per dare libera uscita a quanto essa pretendesse di celare al suo interno; ma l\u2019espressione, per quanto impropria, era sua, e dunque \u00e8 corretto averla rispettata. Questo esame di una beve ma concentrata produzione deve partire da un suo autoritratto fotografico dove l\u2019artista sembra quasi ispirarsi ai celebri versi di Gozzano, \u201cl\u2019immagine di me voglio che sia\/sempre ridente come in un ritratto\u201d, ma \u00e8 un riso venato anche di provocazione, come dimostra proprio il chiodo aguzzo che il protagonista ostenta in primo piano, quasi a infilzarsi, a sfida di s\u00e9 e degli altri, E quest\u2019idea di un corpo tagliente che minaccia la pienezza di una sfera, di un ammasso di materia, percorre tutta la breve carriera del Nostro, gi\u00e0 presente negli anni \u201960 quando entra in scena a Roma, in un clima tra Pop e Op Art, tra icone sottratte alla pubblicit\u00e0 e qualche pallottoliere puntiforme. Cintoli si trova a costeggiare la gloriosa Scuola di Piazza del Popolo, ma mentre le immagini di Schifano e compagni sono pacate, impegnate a riscattare la qualit\u00e0 stereotipata dell\u2019iconosfera dominante, lui ci mette gi\u00e0 la sua cattiveria, basti vedere per esempio una strisciata che coglie il corpo tondo della luna in una fase di eclisse, quando il globo solare via via esorbita, ed \u00e8 gi\u00e0 l\u2019idea-base del saltar fuori da un perimetro prestabilito. E c\u2019\u00e8 poi anche il volo di un airone, ad ali spiegate, smerigliate, cos\u00ec da risultare ancor pi\u00f9 incisive e foranti. Altrove di aironi ce n\u2019\u00e8 uno stormo, quasi per un omaggio a una visione \u201cecologically correct\u201d del mondo animale, ma quel fremere di ali incide la superficie, la manda in briciole. Compare anche qualche volto stereotipato di diva del cinema, magari l\u2019inevitabile Marylin, infatti nel frattempo Cintoli si \u00e8 recato anche nella casa madre del Pop, negli USA, ma anche in questo caso si pu\u00f2 star sicuri che interviene un taglio crudele a scindere  la popstar, a minacciarne le labbra beanti in un sorriso standard. Non solo, varcato il capo dei \u201960, e giunti gli anni \u201870 dell\u2019aggressione dei materiali \u201cpoveri\u201d, Cintoli comincia a gravare le immagini su superficie di un carico di stracci, di oggetti residuali pescati tra gli scarti, \u00e8 come la pretesa di imbottire delle bambole per poi andare a sventrarle. Un\u2019idea concomitante \u00e8 pure quella di fabbricarsi una lunga corda, di quelle che devono servire per fuggire da un carcere, poi, in attesa dell\u2019uso, quelle vie di salvezza vanno arrotolate su se stesse, come ciambelle, ma ne deve per\u00f2 emergere il \u201cchiodo fisso\u201d, quasi a simboleggiare che si tratta pur sempre di strumenti che servono per evadere, e dunque la loro rotondit\u00e0 resta sempre provvisoria. Funziona molto bene anche il ricorso alla forma archetipa dell\u2019uovo, purch\u00e9 sia pronto a dischiudersi, come gi\u00e0 annunciano i forellini che ne costellano la superficie. Ma infine, si sa bene che gli anni \u201970 sono consacrati al comportamento, alla performance, e Cintoli li affronta nel modo migliore, avendo come inserviente di prestigio Fabio Sargentini, il gallerista che, nell\u2019enorme scantinato attiguo a Piazza del Popolo, diviene l\u2019 amministratore di tutta quella fase, lanciando in orbita, tra gli altri, De Dominicis, con le sue materializzazioni di frasi fatte, sul tipo della \u201cMozzarella in carrozza\u201d. Ed \u00e8 chiaro che il \u201cchiodo fisso\u201d di Cintoli appartiene alla medesima famiglia concettuale. Ultimo atto, l\u2019artista si racchiude in un enorme inviluppo, una gigantesca crisalide, in rappresentanza di tutti i corpi panciuti fin l\u00ec realizzati, e ne esce per gradi, forando la superficie con le unghie, con le mani, spettacolo elementare ma straordinario, che io stesso ho avuto il piacere di registrare proprio agli inizi del \u201970 in una sequenza video.  Squarcio di un involucro,  lenta e graduale emersione di un volto e di un corpo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La solita ben informata Artribune ci avvisa che la Cassa di Risparmio di Jesi dedica un ricordo a \u201cLa pittura di Claudio Cintoli\u201d, artista ahim\u00e8 vissuto troppo poco, 1935-1978. 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