{"id":2483,"date":"2021-10-08T11:51:59","date_gmt":"2021-10-08T09:51:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=2483"},"modified":"2021-10-08T11:51:59","modified_gmt":"2021-10-08T09:51:59","slug":"tra-rota-e-fo-e-ballestra-uno-scambio-illuminante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/tra-rota-e-fo-e-ballestra-uno-scambio-illuminante\/","title":{"rendered":"Tra Rota e Fo  e  Ballestra uno scambio illuminante"},"content":{"rendered":"<p>   In  questi giorni si \u00e8 avuto un interessante testa-coda tra due stagioni ben diverse della nostra narrativa, accompagnate da tutte le strette connessioni con i relativi stati sociologici delle due et\u00e0 cos\u00ec diverse di cui la narrativa \u00e8 ottimo specchio. Per un verso si tratta del recupero di un racconto dei lontani anni \u201960, dovuto a Pina Rita Fo, dove il cognome non \u00e8 solo una fortuita coincidenza, dato che questa quasi anonima e dimenticata scrittrice \u00e8 stata proprio la madre del grande Dario Fo. inutile dire che il figlio \u00e8 stato il primo a tradire, o addirittura a sbeffeggiare il gramo stato di natura su cui il libello della madre ha fornito una pur eccellente documentazione. Il suo \u201cPaese delle rane\u201d \u00e8 un ottimo attestato dello stato di penuria, fame, miserie endemiche da cui era afflitta la nostra societ\u00e0  prima che si verificasse il boom, il progresso industriale dei primi anni \u201960, quando la penosa condizione agraria si \u00e8 inoltrata invece in una prima accoglienza della societ\u00e0 dei consumi, consentendo proprio al figlio Dario di farne la parodia con tanto ingegno. E poi \u00e8 venuta Silvia Ballestra a caratterizzare una soglia ulteriore, quando la societ\u00e0 dei consumi si \u00e8 mutata in una corsa a goderne i favori, aperti soprattutto ai giovani che sciamavano verso il Nord per prendersi la loro fetta di sballo, di feste della droga e dell\u2019eros, buttando via proprio quelle riserve tim\u00ecde e prudenti che erano state dei padri, e soprattutto di nonni, legati ala civilt\u00e0 dei campi. A questa invece \u00e8 rivolta l\u2019epica commossa condotta da Pina Rota, che si avvale dei dati pi\u00f9 caratteristici della passata stagione &#8211; famiglie cariche di figliolanza, coi problema del vitto, magari dando ampio ricetto nella dieta giornaliera a un cibo povero e primitivo come quello delle rane. E un commosso coro di vittime, della Guerra e del regine postbellico, con l\u2019elenco preciso dei guai che colpiscono la varia prole, e un accorato epicedio che segue la morte dei capifamiglia, nonostante la loro indomita robustezza. Viene da piangere nel seguire la serie interminabile dei lutti che battono alle porte di questi poveri casolari di campagna, portandosi via i capifamiglia, con le loro cocciute e compiaciute resistenze alle insidie dei preti che ne vogliono salvare malgrado tutto le anime recalcitranti. E\u2019 uno spettacolo doloroso ma nello steso tempo amministrato in modi energici, autentici, che nulla concedono agli stereotipi del neorealismo di cui si erano impadroniti i vari Pratolini e Cassola. Bisogna quindi apprezzare pure l\u2019impegno, morale, sociologico dimostrato da Silvia Ballestra, che pur appartenendo a tutt\u2019altro scenario si china con commozione a dirci di quell\u2019atomo, o palude, o isola del male di vivere di un mezzo secolo prima,  proprio per chiudere un cerchio illuminante nel occare gli estremi.-<br \/>\nPina Rota Fo, Il paese delle rane. Un romanzo di famiglia, Prefazione di Silvia Ballestra, Astoria, pp. 133, euro 14.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni si \u00e8 avuto un interessante testa-coda tra due stagioni ben diverse della nostra narrativa, accompagnate da tutte le strette connessioni con i relativi stati sociologici delle due et\u00e0 cos\u00ec diverse di cui la narrativa \u00e8 ottimo specchio. Per un verso si tratta del recupero di un racconto dei lontani anni \u201960, dovuto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-2483","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-letteratura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2483","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2483"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2483\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2484,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2483\/revisions\/2484"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2483"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2483"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2483"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}