{"id":268,"date":"2015-06-02T08:00:03","date_gmt":"2015-06-02T06:00:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=268"},"modified":"2015-06-02T08:00:03","modified_gmt":"2015-06-02T06:00:03","slug":"bindi-e-cofferati-la-sinistra-che-non-sa-perdere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/bindi-e-cofferati-la-sinistra-che-non-sa-perdere\/","title":{"rendered":"Bindi e Cofferati: la sinistra che non sa perdere"},"content":{"rendered":"<p>Il primo dato emergente dallo svolgersi delle recenti elezioni regionali \u00e8 il comportamento sleale, al limite con la fellonia, con l\u2019altro tradimento, di esponenti della sinistra del Pd che non sanno perdere, ma si vendicano del terreno perduto con atti rancorosi,  e in definitiva autopunitivi. L\u2019atto pi\u00f9 grave, intollerabile, imperdonabile, \u00e8 stato commesso da Rosy Bindi, che ha approfittato del suo ruolo di presidente della commissione parlamentare antimafia per colpire alle spalle il candidato del suo stesso partito De Luca, con un comportamento di vistosa malafede: l\u2019essersi mossa in quasi totale autonomia, i suoi colleghi della commissione hanno dichiarato di essere stati tenuti all\u2019oscuro fino all\u2019ultimo dei suoi proposito, e in particolare della decisione stessa di uscir fuori con la condanna all\u2019ultimo momento, per impedire che altri intervenisse a fermarle la mano omicida. Nel che, del resto, c\u2019\u00e8 perfino la sprovveduezza di chi, mossa dallo spirito di vendetta, dimentica i pi\u00f9 elementari criteri di prudenza. Quel provvedimento giunto all\u2019ultimo momento ha perduto il potere dirompente che avrebbe avuto se manifestato per tempo e alla luce del sole, la vittima, il De Luca stesso, \u00e8 stato subito buon profeta nel dichiarare che quella inutile condanna tardiva avrebbe avuto nei suoi confronti un effetto boomerang, inducendo a un voto di protesta a suo favore, come infatti \u00e8 stato.<br \/>\n   Meno grave, ma pi\u00f9 nocivo nell\u2019esito, il comportamento di Cofferati e della sinistra Pd in Liguria. Forse \u00e8 vero che la candidatura di Cofferati alle primarie in quella regione \u00e8 stata vittima di brogli, ma a ci\u00f2 l\u2019ex-sindacalista doveva reagire o affidandosi agli organi interni di tutela, o andandosene, nel caso che la sua causa gli fosse apparsa ormai perduta dentro il partito, come, almeno col coraggio di un atto palese, ha ragionato il quasi unico Pd che ha avuto davvero il coraggio di uscire, Civati. Ma \u00e8 esecrabile che si fomenti una lista dissidente, al punto da far perdere il candidato ufficiale del partito. Bindi e Cofferati hanno mostrato di ignorare la dinamica della democrazia all\u2019interno di un partito: quando si \u00e8 perso, o se ne esce, oppure ci si d\u00e0 a preparare le possibilit\u00e0 di riscossa e di capovolgimento delle sorti alla prossima occasione, cio\u00e8 alle primarie di quando si dovr\u00e0 nominare un nuovo segretario.<br \/>\n   Questi due gravi aspetti di irregolarit\u00e0 democratica, che manifestano anche la crisi dei due vecchi blocchi, l\u2019uno dei paleo-marxisti, a suo tempo nocciolo duro del Pci, l\u2019altro dei catto-comunisti, da cui  la Bindi proviene, segnano davvero una mutazione genetica del partito della sinistra, ma a favore di una prospettiva decisamente positiva, \u00e8 la causa della socialdemocrazia che cos\u00ec si afferma, dando ragione retrospettivamente alla linea Saragat-Nenni-Craxi, al punto che non si vede bene perch\u00e9 gli eredi di quella grande tradizione pretendano ancora di starsene arroccati in un partitino di esigue proporzioni, tanto per mantenere il sacro nome del PSI. Il suo segretario Nencini dovrebbe avere il coraggio di scioglierlo e di dichiararne la totale confluenza nel Pd, che dopotutto, proprio a cancellare le primarie tracce massimaliste, ha finalmente aderito, a Bruxelles, al fronte dei partiti socialisti europei. Ma di questa mutazione davvero genetica e di grande rilievo storiografico converr\u00e0 discutere pi\u00f9 a lungo. Ora, tornando ai dati emergenti dalla tornata elettiare appena conclusa, dopo la fellonia degli esponenti che hanno consegnato la Liguria alla destra, ci sono almeno due rilievi generali da condurre. Il primo, e pi\u00f9 grave, \u00e8 la scarsit\u00e0 dell\u2019affluenza al voto, ma fenomeno ampiamente annunciato, tanto che ci saremmo meravigliati del contrario. In linea generale, \u00e8 fisiologico che in democrazie mature l\u2019indice dei votanti cali quasi fino alla met\u00e0, gli USA insegnano. Le alte percentuali erano consuete a casa nostra quando, da una parte, esisteva la massa dei diseredati di sinistra desiderosi di riscatto sociale, e dall\u2019altra vigeva il timore delle classi agiate contro il \u201cpericolo\u201d rosso. Ora, caduti quei motivi impellenti, la gente ha perso la spinta al voto. Si aggiunga la pessima condotta delle amministrazioni regionali, rivelatesi centri di sperpero di risorse e di corruzione, tanto che c\u2019\u00e8 da chiedersi se anch\u2019esse non debbano venire dichiarate enti inutili alla maniera delle Province. Ecco un altro argomento da discutere in separata sede: con l\u2019avanzata delle aree metropolitane, potrebbe risultare che questa nuova formula istituzionale debba estendersi a tappeto e alla fine surrogare la vecchia formula dei governi regionali.<br \/>\n   Rimanendo ai temi generali emersi sempre dalla recente tornata: per il centro-destra mi pare che si profili la candidatura a coglierne la leadership, e l\u2019eredit\u00e0 di un Berlusconi ormai prossimo  a uscire di scena, in favore di Giovanni Toti, equilibrato e davvero moderato. Il che potrebbe scongiurare la nociva ascesa di Salvini, alla testa di una Lega populista e revanscista, pronta a farsi carico di tutte le cattive cause. Da un altro lato, si \u00e8 avuta l\u2019 ennesima affermazione dei Cinque stelle, ma condannati alla sterilit\u00e0, almeno finch\u00e9 mantengano l\u2019assurda pretesa di fare da s\u00e9, di non mescolarsi con alcuna altra forza politica, mirando a  giungere da soli e in tutta purezza alla maggioranza assoluta nei vari governi. Purtroppo a loro va il voto delle masse giovanili, e lo si pu\u00f2 ben capire, sono le vittime di una politica impotente, verso cui neppure l\u2019attivismo di Renzi ha potuto fare un granch\u00e9, si veda la pagella che mi sono permesso di dargli. Dovremo rassegnarci a lungo a vedere questi voti di protesta, sia a destra che a sinistra, ma in sostanza impotenti, come rilevanti cariche di energia, ma  sottoposta  quasi al principio di entropia, quello che dice che talvolta le energie, pur notevoli nella concentrazione, tuttavia non riescono ad agire e si perdono inutilmente nell\u2019aria.<br \/>\n   Un\u2019ultima osservazione: nell\u2019assiduo fuoco concentrico di tutti contro Renzi, ci si decida a scegliere il capo di imputazione di cui valersi: \u00e8 un aspirante dittatore, con la pretesa di mettere la mano su tutto, o invece un prudente macchinista, al momento impegnato a condurre riforme al centro, che quindi lascia le briglie sciolte in periferia? Da qui le condotte autonome di De Luca in Campania e Emiliano in Puglia. Altro che regia di ferro, il leader Pd sa bene quando si deve mollare la presa e \u201clasciar fare\u201d, il suo modello \u00e8 un partito liquido, concedendo a Bindi e a Cofferati la nostalgia di un vecchio partito di ferro dove comandavano i sindacati e le cellule territoriali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo dato emergente dallo svolgersi delle recenti elezioni regionali \u00e8 il comportamento sleale, al limite con la fellonia, con l\u2019altro tradimento, di esponenti della sinistra del Pd che non sanno perdere, ma si vendicano del terreno perduto con atti rancorosi, e in definitiva autopunitivi. 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