{"id":2700,"date":"2022-04-22T10:44:36","date_gmt":"2022-04-22T08:44:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=2700"},"modified":"2022-04-22T10:44:36","modified_gmt":"2022-04-22T08:44:36","slug":"griglia-una-pittura-di-grande-intensita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/griglia-una-pittura-di-grande-intensita\/","title":{"rendered":"Griglia, una pittura di grande intensit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Sono\u00a0 entrato in contatto con l\u2019arte di Oscar Ghiglia (1876-1945) nei primi Sessanta, grazie a un suo sostenitore quale Giuliano Matteucci, allora gi\u00e0 sul punto di strappare a Dini la supremazia nel campo dei Macchiaioli,\u00a0 che ben volentieri passava le sue mostre a un gallerista di Bologna, Paolo Stivani, mio amico, purtroppo poi smarritosi \u00a0per strada fino a una morte precoce. Mi poteva mettere in sospetto quella circostanza di un Ghiglia proclamato allievo di Fattori, il che poteva farmi sospettare di trovare in lui un post-macchiaolo, squadra infausta di ripetitori tardivi di quanto di valido risiedeva in Fattori e compagni. Ma invece mi colp\u00ec, e mi piacque subito, la solidit\u00e0 di\u00a0 tessuto pittorico di cui\u00a0 Ghiglia era capace, e una scelta di temi che prescindevano quasi del tutto dal paesaggismo, dalle vedute all\u2019aperto, tipico terreno di battaglia dei Macchiaioli e\u00a0 dei loro seguaci. Ghiglia invece \u00e8 uno squisito pittore di interni, di cui sorprende sia gli abitanti, gli esseri umani, sia i loro arredi e complementi, soprattutto di nature morte. E\u2019 giusto collocarlo nel nostro Novecento, anche se non credo che ne abbia mai fatto parte formalmente, ma allo stesso modo non vi \u00e8 stato incluso, se non sbaglio, l\u2019artista che gli va pi\u00f9 vicino, Cagnaccio di San Pietro, e gli si addicono anche i due Broglio, Mario e Edita, nonch\u00e9 i migliori rappresentanti della prima Scuola romana, con un Donghi in prima fila. Si tratta insomma di un iper-realista, in cui l\u2019immagine fora lo spazio, postula addirittura un prolungamento in plastica, fino a far pensare a certe creazioni \u201cpi\u00f9 vere del vero\u201d di tempi a noi pi\u00f9 vicini, le gommepiume di Gilardi, i\u00a0 materiali sintetici di un Dwane Hanson, Tanta \u00e8 la forza, l\u2019evidenza della massa corvina di capelli che una fanciulla agita, sciorina, spingendola ad occupare lo spazio, quasi in misura monumentale. E c\u2019 \u00e8 il coraggio di quel bambino seriamente intento a mettere in bella mostra un modellino di nave. Ma soprattutto il meglio di Ghiglia si manifesta nelle nature morte, modellate a pieno volume, come sfere compiaciute della loro rotondit\u00e0, ben evidenziata dai lumetti, come se fossero fatte non di sostanza vegetale ma di qualche materiale prezioso, vetro, cristallo, ceramica. Del resto, a completare il loro fascino, ci sta pure l\u2019accompagnamento delle stoviglie e delle tovaglie su cui quei corpi plastici sono posati, con relative fasce policrome. Non parliamo poi dell\u2019evidenza delle sedie, che balzano quasi fuori dal quadro per la piena consistenza che l\u2019artista affida ai loro scheletri, infiammandoli di\u00a0 calda luce, e dando loro una sostanziale precedenza rispetto ai\u00a0 corpi umani che vi sono appoggiati, come se si trattasse di un supplemento delle loro colonne vertebrali. Insomma, un messaggio di forte presenza ed evidenza, che pu\u00f2 consuonare addirittura con creazioni dei nostri giorni, penso addirittura a Koons e ai suoi fiori in ceramica. Manca solo il ricorso a un ingrandimento, in quanto Ghiglia era fin troppo consapevole dei limiti che si addicevano allora a chi praticava, con modestia ma con intimo orgoglio, il mestiere della pittura.<\/p>\n<p>Oscar Ghiglia, a cura di Leonardo Ghiglia e altri. Firenze, Palazzo Medici Riccardi, fino al 13 settembre. Catalogo Sillabe-<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono\u00a0 entrato in contatto con l\u2019arte di Oscar Ghiglia (1876-1945) nei primi Sessanta, grazie a un suo sostenitore quale Giuliano Matteucci, allora gi\u00e0 sul punto di strappare a Dini la supremazia nel campo dei Macchiaioli,\u00a0 che ben volentieri passava le sue mostre a un gallerista di Bologna, Paolo Stivani, mio amico, purtroppo poi smarritosi \u00a0per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-2700","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2700","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2700"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2700\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2701,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2700\/revisions\/2701"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2700"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2700"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2700"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}