{"id":2756,"date":"2022-06-17T10:17:07","date_gmt":"2022-06-17T08:17:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=2756"},"modified":"2022-06-17T10:17:07","modified_gmt":"2022-06-17T08:17:07","slug":"matteo-melchiorre-un-duca-troppo-insicuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/matteo-melchiorre-un-duca-troppo-insicuro\/","title":{"rendered":"Matteo Melchiorre, un Duca troppo insicuro"},"content":{"rendered":"<p>Ricevo dalla Einaudi il romanzo di Matteo Melchiorre, <em>Il Duca<\/em>, autore circa quarantenne di cui al solito non so nulla, solo che questa pare essere la sua opera prima dal punto di vista narrativo. E\u2019 un romanzo spaccato completamente in due, come in parte suggerisce il titolo. Protagonista ne \u00e8 appunto un Duca, che tale per\u00f2 \u00e8 se se ne va a ripescare la remota nobilt\u00e0 appartenuta ai suoi avi, della famiglia dei Cimamonte, con degno insediamento in una pomposa villa sita in una non so se davvero esistente Vallorgana. Dai mobili di questa casa avita, ricca di anfratti e nascondigli segreti, saltano fuori documenti che confermano la nobilt\u00e0 di cui il protagonista \u00e8 ora l\u2019ultimo, distratto, inetto, perplesso erede. E devo dire che tutto questo versante, tipicamente romanzesco, non funziona molto bene, ne vengono fuori fantasmi abbastanza prevedibili, tra antenati validi, onesti, e altri invece macchiati di ogni possibile colpa. Molto pi\u00f9 avvincente \u00e8 invece quanto riguarda il presente di questo nobiluomo, del resto alle prese con una sua costante inettitudine, cui tentano di porre rimedio alcune benevole presenze, tra le quali emerge\u00a0 soprattutto la figura modesta di Nelso, un rude popolano che per\u00f2 se ne intende di quanto occorre a quel natio borgo selvaggio e dunque sa dare dei buoni consigli al presunto Duca, di cui egli tiene conto in misura molto parziale per un orgoglio atavico che funziona da cattivo consigliere. A confermare il carattere del tutto prosaico, di piccola entit\u00e0 terriera dei nostri giorni, domina al centro di queste pagine la figura di un rivale, di un concorrente sleale, sempre prono a tramare inganni a danno di quel presunto, spocchioso arisocratcio. Si tratta di tale Fastreda, vero e proprio genio del male, che, approfittando dell\u2019inettitudine della controparte, cerca di portargli via buona parte delle\u00a0 terre, e giunge perfino a dare fuoco alla sua abitazione. Diciamo pure che il nostro narratore, sempre a disagio quando tenta di risalire agli anni del passato, \u00e8 invece capace di darci descrizioni molto veridiche, incalzanti sui vari accedenti occorsi nei nostri tempi, dove \u00e8 sempre in agguato la malvagit\u00e0 degli esseri umani, cui si aggiunge lo scoppio di disastri ambientali, sul tipo di quella famosa bufera di vento che nel Veneto ha fatto strage di alberi, e in queste pagine ne troviamo una eco abbastanza fedele e puntuale.\u00a0 Ma sempre restando entro la dimensione modesta di una narrativa di provincia, di basso profilo, vi si consuma il caso\u00a0 pi\u00f9 inverosimile, ma non privo di una sua possibile veriit\u00e0. In quei borghi antichi dove tutti conoscono tutti, le donne si stancano di aspettare gli uomini, costretti a emigrare per cercare lavoro, e cos\u00ec restano esposte ad amori di breve durata, non privi per\u00f2 di sbocchi genetici. Nascono cio\u00e8 figli bastardi, di incerta paternit\u00e0. La cosa riguarda perfino il persecutore del Duca, il maligno e perverso Fastreda, che a una svolta del romanzo risulta esserne addirittura un fratellastro, e dunque la crudelt\u00e0 che egli pone nei rapporti reciproci \u00e8 segno di gelosia, o forse di amore perverso che si rovescia in odio. Ma in definitiva la figura meglio riuscita di questo romanzo sta proprio nel maligno, diabolico, a modo suo, Fastreda, e nella sua morte che avviene lasciandosi cadere in una delle tante cavit\u00e0 oscure che assediano quel lembo di natura semplice ma ricca di\u00a0 misteri. Al confronto di tanta determinazione, nel bene e nel male, il comportamento dello pseudo-Duca appare molto pi\u00f9\u00a0 incerto, resta a pesare come il lato irrisolto dell\u2019intera vicenda.<\/p>\n<p>Matteo Melchiorre, Il Duca. Einaudi, pp. 453, euro 21.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricevo dalla Einaudi il romanzo di Matteo Melchiorre, Il Duca, autore circa quarantenne di cui al solito non so nulla, solo che questa pare essere la sua opera prima dal punto di vista narrativo. E\u2019 un romanzo spaccato completamente in due, come in parte suggerisce il titolo. 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