{"id":2842,"date":"2022-08-05T10:42:15","date_gmt":"2022-08-05T08:42:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=2842"},"modified":"2022-08-06T06:43:14","modified_gmt":"2022-08-06T04:43:14","slug":"viva-il-modo-delle-faine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/viva-il-modo-delle-faine\/","title":{"rendered":"Viva il mondo delle faine"},"content":{"rendered":"<p>Devo confessare che nei miei interv\u00a0\u00a0 enti sui nostri maggiori premi letterari mi sono dimenticato del Viareggio, che invece ha fatto bene il suo dovere premiando Veronica Raimo e il suo <em>Niente di vero<\/em>, una delle cose migliori dell\u2019anno. Invece il fior fiore di gente di lettere circolanti attorno allo Strega ha premiato l\u2019irrilevante Desiati. Ora ritorno al compito di anticipare una mia graduatoria per il Campiello, che se non altro ha gi\u00e0 avuto il merito di inserire nella cinquina il romanzo della Ranieri, mi auguro che possa ottenere il primo posto. Continuando nella mia ipotetica classifica, assegnerei il secondo posto a Bernardo Zannoni. <em>I miei stupidi intenti<\/em>, che ha parecchi meriti, in primo luogo di dare piena partecipazione agli animali, ma evitando di cadere nella favola. Gi\u00e0 il fatto di mettere in primo piano il mondo delle faine lo sottrare a questo pericolo, perch\u00e9 non mi sembrano gli animali pi\u00f9 titolati a prestarsi a richiami fiabeschi, anzi, il primo merito di questa romanzo \u00e8 di presentare il mondo animale in tutta la sua brutalit\u00e0. Purtroppo ci viene in mente a ogni passo che ugualmente precari sono oggi i guai degli immigrati, con rapporti familiari sempre in pericolo di essere superati. Sappiamo bene che uno dei caratteri della condizione animale \u00e8 che le madri solo per poco tempo\u00a0 assistono la loro prole, poi se ne dimenticano, stentano a riconoscere i\u00a0figli se per caso li ritrovano sulla loro strada. Ma oggi non succede cos\u00ec anche in una umanit\u00e0 degradata e sottoposta ai morsi del bisogno? Le nostre cronache non sono forse piene dei casi dolorosi di figli abbandonati a se stessi, costretti a duri conflitti per la loro sopravvivenza? Altro carattere di una condizione animale molto prossima a un\u2019umanit\u00e0 degradata \u00e8 anche \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 quello della prolificit\u00e0, anche perch\u00e9, come diceva Baudelaire, il coito \u00e8 uno dei pochi piaceri che si aprono al mondo degli ultimi. Ma poi questi numerosi fratelli e sorelle si disperdono, e mantengono solo \u00a0un ricordo molto confuso gli uni degli altri. Cos\u00ec\u00a0\u00a0 \u00e8 in questo romanzo, dove nello stesso ordine di una situazione antropologica molto prossima a quella animale sta pure la presenza della tana, di un\u00a0 luogo primario di protezione, con qualche tratto di vicinanza, ancora una volta, a un\u2019umanit\u00e0 derelitta in quanto la prole di questi animali selvaggi \u00e8 pur fatta dormire in lettoni, a riscaldarsi col calore dei corpi. La tana brilla nel ricordo di questi cuccioli costretti ad allontanarsi, magari con l\u2019aspirazione a ritrovare quel lembo di terreno protetto, ma in genere, se anche riescono a rintracciarne la via, trovano che madri e fratelli ne sono stati scacciati e al loro posto ci sono altri animali usurpatori. Del\u00a0 resto il protagonista, Archy, che ci parla in prima persona, proprio come se fosse un\u00a0 ragazzino derelitto dei nostri giorni, viene \u201cvenduto\u201d a tale Solomon, che tutti chiamano la Volpe, per l\u2019astuzia con cui sa praticare l\u2019usura. Naturalmente, alla base dell\u2019economia in un simile clima ben ricostruito di valori selvaggi ci sta uno scambio di galline e di altri beni commestibili. In genere, l\u2019impostazione del romanzo di Zannoni \u00e8 efficace e coerente, tranne l\u2019inserimento di alcuni elementi di disturbo, quasi nella pretesa di elevare questo universo di brutalit\u00e0, di miseria indicibile. La Volpe e il suo schiavo si mettono a fare discorsi elevati tra di loro in cui compare perfino qualche riferimento a Dio, di cui non si sentirebbe proprio il bisogno, e il nostro Archy si d\u00e0 pure alla scrittura, utilizzando gli aculei degli istrici come penne. E\u2019 questo un \u00a0altro balzo in su di cui non si sentirebbe per nulla il\u00a0bisogno, mentre \u00e8 corretto, coerente sia l\u2019innamoramento che congiunge il protagonista con una compagna, di cui poi \u00a0si\u00a0 perde il ricordo, come egli stesso mantiene un vago ricordo di fratelli e sorelle, non pi\u00f9 rintracciabili. In definitiva, l\u2019unico vincolo solido che Arcy mantiene \u00e8 con la Volpe, duro, prepotente, ma anche con qualche slancio protettivo e perfino di affetto verso quel povero essere che gli \u00e8 stato affidato, tanto che lo schiavo, in definitiva grato e riconoscente, assister\u00e0 alle esequie di\u00a0 quel padre-padrone. e ne sar\u00e0 anche l\u2019erede, di beni calcolabili in termini di galline, preziosa scorta alimentare per queste creature derelitte e primordiali.<\/p>\n<p>Bernardo Zannoni, <em>I miei stupidi intenti<\/em>, Sellerio, pp. 243, euro 16.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Devo confessare che nei miei interv\u00a0\u00a0 enti sui nostri maggiori premi letterari mi sono dimenticato del Viareggio, che invece ha fatto bene il suo dovere premiando Veronica Raimo e il suo Niente di vero, una delle cose migliori dell\u2019anno. Invece il fior fiore di gente di lettere circolanti attorno allo Strega ha premiato l\u2019irrilevante Desiati. 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