{"id":289,"date":"2015-06-29T08:54:01","date_gmt":"2015-06-29T06:54:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=289"},"modified":"2015-06-29T08:54:01","modified_gmt":"2015-06-29T06:54:01","slug":"passigato-una-ballata-infinita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/passigato-una-ballata-infinita\/","title":{"rendered":"Passigato, una ballata infinita"},"content":{"rendered":"<p>   Voglio rendere omaggio a un talento volutamente solitario e marginale, Giovanna Passigato, che se ne sta a Medicina, nella bassa emiliana, a inseguire storie di povert\u00e0 estrema e di fasto nobiliare, assediate ai fianchi da crisi di pazzia, o per troppa fame, o per troppa raffinatezza di sangue, immerse in un pigro scorrere delle stagioni ma anche scosse da conflitti, provenienti o da un lontano fragore medievale di armi o dalle  sparatorie, dagli eccidi, dalle rovine dell\u2019ultimo conflitto mondiale. Il tutto a contrasto con un\u2019immagine di austerit\u00e0 burocratica con cui questa scrittrice mi era apparsa per anni, insediata in un incarico amministrativo della mia stessa Universit\u00e0, l\u2019Alma mater di Bologna. Ma poi, sotto la crosta dell\u2019ufficialit\u00e0, avevo scoperto lo scorrere di questo rivo di prodotti autentici, a cominciare da una prova del tutto sorprendente. Infatti la Passigato aveva scritto un poemetto eroicomico, in rime degne della letteratura infantile del \u201cCorriere dei piccoli\u201d, elencando i fasti proprio di un banchetto nobiliare. Ora invece \u00e8 passata a inanellare prose, come grani di un rosario, come ballate, come lacerti, testimonianze strappate a qualche ingiallito manoscritto, da far rivivere quasi pi\u00f9 che con la scrittura, con recite orali, magari da tenersi nel tepore delle stalle o al caminetto, e confortare dal suono di strumenti, anch\u2019essi talvolta rozzi e popolari, talvolta raffinati, di quelli che si tramandano come beni preziosi di padre in figlio. Per fortuna,  in questa produzione non compare mai lo spettro del neorealismo, anche se talvolta si tratta di durissimi episodi di guerra partigiana. Meglio parlare piuttosto di realismo magico, di documentazione di antiche leggende quasi da fissare col registratore, come fanno gli studiosi del folclore e delle tradizioni antropologiche. Se si voglia trovare a tutto ci\u00f2 un equivalente stilistico, si dovrebbe andare ai primi film di Pupi Avati, penso alla \u201cMazurca del barone, della santa e del fico fiorone\u201d, alla \u201cCasa delle finestre che ridono\u201d, alle \u201cStrelle nel fosso\u201d. Ci sono antichi documenti storici, perfino una lettera che il Valentino, difendendo la sua reputazione cos\u00ec compromessa, scrive alla sorella Lucrezia Borgia. Ma pi\u00f9 frequenti le storie di povert\u00e0 assoluta, con tristi natali, funestati da corpicini che muoiono in culla, ma vengono sostituiti da miracolosi ritrovamenti di bambini apparsi nel pollaio, come uova di giornata (\u201cQualcosa nel pollaio\u201d), che per\u00f2 dimostrano di saper vivere un\u2019esistenza \u201caltra dalle bassezze quotidiane. Qualcuna di queste vicende riesce a ingrossarsi, come un feto che ce la fa a sopravvivere per qualche tempo e mette fuori braccia e gambe, altre invece muoiono sul nascere, con la stessa precariet\u00e0 delle bolle d\u2019aria. A legare il tutto c\u2019\u00e8 la saga di qualche famiglia di grande casato, come quella dei Calcavillani, i cui rappresentanti, per\u00f2, ci si presentano soltanto in una sfilata di pietre tombali, e siamo dunque all\u2019\u201dElegia di un cimitero di campagna\u201d, o a una \u201cSpoon river\u201d in formato dialettale nostrano. Tra le vicende che si ingrossano, ma per esprimere un contenuto, ahim\u00e9, in genere velenoso e mortale, ci sono quelle che si aggirano attorno ai cataclismi della seconda guerra mondiale, soprattutto per la dolorosa e nefasta appendice dello scontro all\u2019ultimo sangue tra i tedeschi invasori, i repubblichini e i partigiani. Il racconto pi\u00f9 complesso e articolato in tal senso \u00e8 la vicenda che riguarda la contessa Raimonda Calcavillani, che patisce del disprezzo di un marito volgare, intruppato con i tedeschi vincitori, alcuni dei quali, invece, esprimono un arcano fascino ed eleganza, tanto che uno di questi la invita alla danza, con estrema educazione, ma cos\u00ec la dama \u00e8 bollata per sempre come \u201cQuella che ha ballato\u201d,  venendo disprezzata dalle domestiche, una delle quali milita nella resistenza, e finir\u00e0 torturata, appesa a un gancio, su cui la triste matrona, nel dopoguerra, ritorna, afflitta, piena di rimorsi per quell\u2019unico ballo improprio che si \u00e8 concessa. Forse un riscatto, e un finale distensivo, viene dato da \u201cSilenzio\u201d, vicenda di un soldato che ritorna da un campo di prigionia ma ritrova un paese accasciato dalla penuria, dalla mancanza di ogni genere di conforto. Si tenta comunque di reagire con una festa malamente abborracciata, priva perfino di un\u2019orchestra. Ma, impavido, il soldatino Ardelio invita lo stesso una dama a ballare appunto in totale silenzio, ed \u00e8 un ballo che purifica e redime quello peccaminoso compiuto a suo tempo dalla contessa. Ma tanto, prima o poi, tutti vanno a dormire sulla collina.<br \/>\nGiovanna Passigato. Il paese infinito, Bacchilega Editore, pp.<br \/>\n237, euro 12.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Voglio rendere omaggio a un talento volutamente solitario e marginale, Giovanna Passigato, che se ne sta a Medicina, nella bassa emiliana, a inseguire storie di povert\u00e0 estrema e di fasto nobiliare, assediate ai fianchi da crisi di pazzia, o per troppa fame, o per troppa raffinatezza di sangue, immerse in un pigro scorrere delle stagioni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-289","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-letteratura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/289","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=289"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/289\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":290,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/289\/revisions\/290"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=289"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=289"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=289"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}