{"id":2891,"date":"2022-09-30T11:26:54","date_gmt":"2022-09-30T09:26:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=2891"},"modified":"2022-09-30T11:26:54","modified_gmt":"2022-09-30T09:26:54","slug":"la-piccola-ma-decisiva-mancanza-del-punto-di-fuga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/la-piccola-ma-decisiva-mancanza-del-punto-di-fuga\/","title":{"rendered":"La piccola, ma decisiva mancanza del punto di fuga"},"content":{"rendered":"<p>II Museo archeologico di Bologna ospita un gran numero di dipinti strappati dai muri di Pompei, sopravvissuti all\u2019eruzione del \u201879, e ora ospitati dall\u2019analogo museo napoletano. Come \u00e8 ben noto, questo gruppo di opere costituisce lo stato maggiore di quanto ci resta della pittura romana, con ben pochi altri dipinti da aggiungere. Si tratta ovviamente di un prodotto medio, di maestranze provenienti dalla Grecia, chiamate dai ricchi abitanti della citt\u00e0 vesuviana. Ma forse proprio questo loro statuto intermedio, tra l\u2019eccellenza e la mediocrit\u00e0, consente una valutazione di qualche esattezza. In ogni caso, tanti sono gli storici dell\u2019arte che si sono impegnati su questo <em>corpus<\/em>, e io tra i molti \u00a0nelle mie lezioni. Questi pittori riuscivano molto bene nel tratteggiare figure isolate, avendo alle loro spalle la grande scultura greca classica, continuata pure nella stagione ellenistica. Ma riuscivano pi\u00f9 impacciati nelle scene di gruppo, con qualche dissonanza nelle proporzioni dei corpi.\u00a0 Ma soprattutto, dall\u2019esame di questa produzione emerge un dato su cui io ho insistito molto, facendo un punto fisso della mia metodologia, detta di materialismo storico culturale, o tecnologico, con principale ispirazione ricavata dal canadese McLuhan. Il che mi ha portato a mettere in discussione la nozione stessa di Rinascimento, meglio\u00a0 insistere direttamente su quella di et\u00e0 moderna, trovandone il cardine, proprio per seguire la dottrina mcluhaniano, non tanto negli eventi di fine \u2018400, ma della met\u00e0 tonda del secolo, nell\u2019invenzione della stampa a caratteri mobili dovuta a Gutenberg, di cui ovviamente non ci poteva essere traccia nell\u2019antichit\u00e0, e dunque non\u00a0 si pu\u00f2 parlare nel suo caso di \u201crinascimento\u201d, si tratta bens\u00ec di un fatto nuovo. Ma non finiscono qui i benefici ricavabili da McLuhan, che infatti con tratto ardito e stupefacente, ha il coraggio di legare quell\u2019invenzione di carattere materiale tecnologico a un evento di natura virtuale, quale la prospettiva teorizzata da Leon Battista Alberti, nel suo <em>De pictura<\/em>, addirittura anteriore all\u2019invenzione di Gutenberg. Col che Mcluhan allontana da s\u00e9 la possibile accusa di un volgare determinismo, dai fatti materiali a un loro indotto mentale, Gli eventi di questa natura sono connessi agli altri, magari attraverso rapporti di omologia, come poi ci avrebbe insegnato il sociologo francese Goldmann.- Ebbene, l\u2019Alberti nel suo trattato innovativo ci parla di una \u201ccamera\u201d, con un pertugio da cui filtrano\u00a0 i raggi della luce, descrivendo una piramide appunto virtuale al suo interno. Quel varco minimo\u00a0 costituisce il punto di figa, questa una invenzione del tutto nuova, ovvero totalmente\u00a0\u00a0moderna, che non troviamo in tutta la produzione antica. Quei pittori anonimi dovevano avere la sensazione che nel descrivere corpi rettangolari nella loro consistenza fisica, cui bisognava dare l\u2019illusione della profondit\u00e0, sfuggiva loro qualcosa, infatti nascondono uno dei due lati, non sapendo bene cosa farne, e in ogni caso mancando dell\u2019accorgimento di farlo convergere verso l\u2019altro. Anzi, \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 quando questo lato si mostra, alcune volte \u00e8 fatto convergere verso il primo piano, col risultato di darci una prospettiva rovesciata, tipica di tutte le fasi primitive, e anche dell\u2019arte infantile. Anche nel Trecento si possono rintracciare casi di una simile inversione, cui viene a porre un freno l\u2019arte del \u2018400, ma non per suggerimento dall\u2019antico, bens\u00ec per l\u2019imporsi del punto di fuga e della sua ideazione che dobbiamo definire precipuamente moderna, Forte di questa in apparenza piccola innovazione, l\u2019Occidente ha saputo mappare in modo accurato lo spazio circostante, cosa di cui invece erano incapaci le altre culture, a cominciare dalla pi\u00f9 avanzata, la cinese.\u00a0Pertanto,\u00a0 i nostro eserciti e i nostri mercanti affrontavano l\u2019ignoto dotati di un sistema di rilevamento delle distanze pi\u00f9 accurato rispetto a\u00a0 quanto risultava possibile coi sistemi di altri popoli, malgrado fossero anch\u2019essi di raffinata cultura. Credo che questo sia stato un potente aiuto a noi Occidentali per la conquista del mondo, mentre il decadere di valore del punto di fuga, nell\u2019arte contemporanea, corrisponde pure al nostro decadimento.\u00a0 In fondo, siamo ritornati ai sistemi prospettici alquanto scoordinati e insicuri di cui ci testimoniano questi pittori di Pompei<\/p>\n<p>I pittori di Pompei. Bologna, Museo Archeologico, fino al 9 marzo 2023, catalogo Mondo mostre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>II Museo archeologico di Bologna ospita un gran numero di dipinti strappati dai muri di Pompei, sopravvissuti all\u2019eruzione del \u201879, e ora ospitati dall\u2019analogo museo napoletano. Come \u00e8 ben noto, questo gruppo di opere costituisce lo stato maggiore di quanto ci resta della pittura romana, con ben pochi altri dipinti da aggiungere. 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