{"id":351,"date":"2015-08-29T09:35:31","date_gmt":"2015-08-29T07:35:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=351"},"modified":"2015-08-29T09:52:29","modified_gmt":"2015-08-29T07:52:29","slug":"morandi-e-ontani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/morandi-e-ontani\/","title":{"rendered":"Morandi e Ontani"},"content":{"rendered":"<p>Domani domenica 30 agosto 2015 la Festa dell\u2019Unit\u00e0 di Bologna assegner\u00e0 a Luigi Ontani la tradizionale Targa Volponi con cui negli anni scorsi si sono gi\u00e0 premiati illustri pittori bolognesi pi\u00f9 anziani dell\u2019artista di Vergato, quali Bendini, Cuniberti, Pozzati. In questo momento Ontani \u00e8 forse l\u2019artista italiano pi\u00f9 celebrato in patria, quindi non pu\u00f2 meravigliare che a lui vada questo riconoscimento, magari saltando personaggi intermedi negli anni. Oltretutto, a convincere in questa direzione ha contribuito senza dubbio il fatto che Ontani quest\u2019estate sia stato l\u2019ospite d\u2019onore all\u2019appuntamento con Grizzana Morandi, a cura di Eleonora Frattarolo, non per nulla concelebrante assieme a me questo prossimo rito. Ma non si danno artisti pi\u00f9 diversi, quasi opposti, e per fortuna l\u2019odierna fama del  ben pi\u00f9 giovane dei due sottrae l\u2019intera vicenda artistica petroniana dal rischio di apparire eternamente sottomessa al genio di Via Fondazza, pronto a trovare una succursale nel paesino appenninico. Volendo ricorrere a frasi latine, diremo che Morandi \u00e8 la migliore incarnazione dell\u2019\u201dhic et nunc\u201d, della formula che esprime l\u2019esserci, i valori dell\u2019esistenza, di una corporalit\u00e0\u2013oggettualit\u00e0 presenti, incalzanti, da verificare con quella che un grande filosofo francese, Merleau-Ponty, definirebbe una fenomenologia della percezione. A Ontani spetta invece la formula di una ricerca continua di alibi, ovvero, alla lettera, di essere altrove, di fuggire via da s\u00e9, ivi compresa la effettiva localizzazione geografica. Il bello \u00e8 che l\u2019artista \u00e8 nato a poca distanza dal nido morandiano, a Vergato, e dunque a sua volta anche questa localit\u00e0 del nostro Appennino potrebbe ricevere il propizio nominativo di questo suo cittadino divenuto illustre, ma non sarebbe un modo per ribadire i valori intrinseci di quella terra. Ontani ha voluto fuggire via dal suo luogo natale, portando a spasso il suo corpo, come un uccello migratore che attraversa gli oceani e va a fare il nido altrove. Non che con ci\u00f2 egli si sia distaccato dalla sua propria identit\u00e0, anzi, l\u2019ha celebrata come non si potrebbe di pi\u00f9, succube in questo senso di un parossistico narcisismo, pronto cio\u00e8 a imporre il suo volto in mille occasioni e situazioni aliene, e forse \u00e8 proprio questo amore quasi delirante per i propri connotati a spingerlo a incursioni sistematiche, affidate in primo luogo alla fotografia, pronta a insinuarsi per ogni dove, a coltivare il museo, e infatti vediamo la faccia e il corpo del Nostro entrare nelle sembianze di eroi della pittura, della letteratura, di ogni manifestazione di successo. Questo se l\u2019alibi \u00e8 ricercato nella storia, ma all\u2019ingordigia di Ontani non basta il tempo, ci vuole anche  lo spazio, eccolo quindi compiere viaggi continui diretti verso le terre che pi\u00f9 si tengano lontane dai valori prosaici del nostro Occidente, e dunque in primo luogo questa ansia di fuga verso orizzonti pi\u00f9 appaganti si \u00e8 rivolta all\u2019Oriente, all\u2019India e alle sue isole, dominate dall\u2019ansia di costituire un sistema unico, dove il Bello non abbia un destino autonomo e contrapposto alle urgenze della vita pratica, come purtroppo succede da noi. Un noto studioso di antropologia ha scoperto  che a Bali non esiste la nozione del bello, cio\u00e8 del produrre con cura e con arte, perch\u00e9 l\u00e0, ogni cosa che si fa, tende al meglio, ovvero \u00e8 fatta con arte. Giunto in quell\u00ecisola, o in qualsivoglia  altro lembo dell\u2019Oriente, Ontani si rivolge alle maestranze locali cui affida il compito di perpetuare questa fuga da s\u00e9, o immedesimazione in personalit\u00e0 pi\u00f9 accattivanti, attraverso l\u2019intaglio di maschere raffinatissime, come dalle nostre parti non si saprebbero pi\u00f9 realizzare. Naturalmente non basta alterare la propria fisionomia, cio\u00e8 concentrarsi solo sul volto, questa fuga da s\u00e9 l\u2019artista l\u2019affida anche agli abiti, che vuole siano favolosi, splendenti di colori, lontanissimi dall\u2019austerit\u00e0 che la nostra civilt\u00e0 borghese e affarista, calvinista nel suo fondo, ha preteso di dover assumere. Cosicch\u00e9, anche quando il Nostro rientra dai suoi viaggi asiatici, si porta dietro una folata di ricchezza,  di fasto,  di straniamento, lo vediamo circolare presso di noi come un principe azzurro in esilio. E non basta occuparsi dei propri immediati dintorni, occorre che questo uccello nobilissimo conformi il proprio nido a standard elevati ed eccezionali, e dunque egli dovr\u00e0 farsi produttore di stoffe, di mobili, di vetri. Morandi, quando d\u2019estate si recava a Grizzana, si portava dietro i severi impasti delle sue nature morte, continuava a secernere da s\u00e9 una vicenda di colori smorti, terrosi, materici. Invece Ontani ha trasformato una delle d\u00e9pendances che a Riola attorniano la Rocchetta Mattei in un luogo di sogno, di estasi, da Mille e una notte, e speriamo che malgrado le insorte difficolt\u00e0 economiche il superbo edificio voluto da Mattei, personaggio per tanti versi anticipatore del Nostro, diventi il luogo permanente in cui le peregrinazioni ontanesche potranno trovare un \u201cubi consistam\u201d, quasi una prigione degna della loro generosa ampiezza ondivaga. Intanto, l\u2019artista provvede a imporre la sua personalit\u00e0 magica e metamorfica alla natia Vergato, tentando di sollevare anche questa da una sua consistenza comune verso cieli di raffinatezza squisita. E se invitato appunto, dalla Frattarolo, a rendere omaggio al suo predecessore Morandi, non fa proprio nulla per adeguarsi a quel mondo di privazioni e di rinunce, ma fascia i poveri oggetti quotidiani intonati all\u2019esistenza prosaica del genio di Via Fondazza con una calotta smagliante di colori, come infilare dei fiori nelle bottiglie e brocche e recipienti dell\u2019antico abitatore di quelle stanze, rovesciandole di segno, dal grigiore di una monotona e ossessiva esistenza quotidiana a una dimensione di fasto e di ricchezza, anche se ottenuti  non certo col ricorso  a materiali intrinsecamente preziosi ma in forza di splendidi frutti dell\u2019immaginazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domani domenica 30 agosto 2015 la Festa dell\u2019Unit\u00e0 di Bologna assegner\u00e0 a Luigi Ontani la tradizionale Targa Volponi con cui negli anni scorsi si sono gi\u00e0 premiati illustri pittori bolognesi pi\u00f9 anziani dell\u2019artista di Vergato, quali Bendini, Cuniberti, Pozzati. 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