{"id":387,"date":"2015-10-03T14:36:19","date_gmt":"2015-10-03T12:36:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=387"},"modified":"2015-10-05T15:54:21","modified_gmt":"2015-10-05T13:54:21","slug":"a-prato-critici-contro-curatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/a-prato-critici-contro-curatori\/","title":{"rendered":"A Prato critici contro curatori"},"content":{"rendered":"<p>Fabio Cavallucci, nominato alla direzione del Pecci di Prato da pi\u00f9 di un anno, non riesce a partire con un\u2019attivit\u00e0 sostanziosa dato che il Museo \u00e8 bloccato da tempo in attesa che partano i lavori di ampliamento che potrebbero farne il luogo espositivo pi\u00f9 ampio d\u2019Italia. Intanto ha deciso di non starsene con le mani in mano e ha programmato un enorme Forum sull\u2019arte contemporanea tenutosi a Prato nei giorni scorsi (25, 26 e 27 settembre) che ha offerto un\u2019ampia rilevazione sui problemi e i protagonisti attuali del sistema arte, almeno nel nostro Paese. Ben 42 sono stati i tavoli di dibattito allestiti, corrispondenti a una elencazione a tappeto di tutte le questioni che ci assillano, e ad animarli \u00e8 stata chiamata una vasta schiera di operatori, soprattutto giovani, anche se intervallati con qualche \u201cvecchio\u201d, in una specie di leva, di chiamata in causa delle generazioni ora in campo. Tanta completezza, impeccabile ed esauriente sul fronte delle proposte, ha necessariamente patito sul fronte dei risultati, infatti un cos\u00ec alto numero di temi e di interventi ha portato a una frantumazione dei raduni, poco tempo concesso a ciascuno di essi, assoluta impossibilit\u00e0 di concludere, anche se devo confessare una mia larga inadempienza, ho partecipato solo alla prima giornata, e sono stato assente alle riunioni conclusive in cui i vari \u201cchair\u201d erano tenuti a tentare un riassunto dei risultati conseguiti. Diciamo che si \u00e8 arato, e forse anche seminato, ma come avviene in agricoltura non c\u2019\u00e8 stato tempo per avere dei frutti, oppure \u00e8 come se una squadra di cacciatori avesse sparato in aria sollevando i piumati, ma forse senza farli cadere al suolo e metterli nel carniere.<br \/>\n   O forse no, io personalmente avevo scelto di essere collocato al tavolo dedicato alla \u201cFormazione di critici e curatori\u201d il cui risultato \u00e8 stato fin troppo esplicito e concorde,  a mio danno. Vi sono intervenuto difendendo il ruolo che ho svolto lungo tanti decenni, quello di essere stato nel tempo stesso storico dell\u2019arte, bisognoso che il mio discorso avesse radici, ma pronto a valermene in una strenua militanza, con la necessit\u00e0 conseguente di farmi curatore di mostre per andare a sperimentare le mie varie ipotesi e mettere alla prova i nuovi valori avvistati.  Insomma, storico, critico e curatore nello stesso tempo, con l\u2019impossibilit\u00e0 di distinguere tra loro i diversi momenti e aspetti. Forse se accanto a me ci fosse stata Ester Coen,  prevista ma assente, avrei avuto una compagna di viaggio, invece mi sono trovato da solo, come un cervo solitario aggredito da una muta di cani che quasi mi hanno sbranato, o messo in fuga come \u201cvecio\u201d fuori tempo. Poco male se ci\u00f2 dovesse riguardare solo il mio singolo destino, ma purtroppo \u00e8 emerso il profilo concorde dei tanti giovani (sei per la precisione) che sono stati di parere unanime nel difendere la professione del curator, come se oggi, e purtroppo domani, esistesse solo questa. Non conta chiedersi \u201cche arte fa\u201d, o far\u00e0, andare alla ricerca di nuovi talenti, scommettere su di loro, metterli alla prova. Fanno aggio i vari problemi di taglio sociologico o merceologico, fondamentale \u00e8 dimostrarsi abili nel \u201cfund raising\u201d, nei vari problemi di allestimento, di rapporto col pubblico, problemi rispetto ai quali gli idoli, le stelle polari diventano gli Ezwenor o, per venire a casa nostra, i Gioni e Christov Bagarkiev. Quanto alla \u201cformazione\u201d, preposta al titolo di questa sezione, s\u00ec, qualche consenso alla mia insistenza nel ridicolizzare i vari master che pretendono di insegnare il mestiere, appunto del curator in soli sei mesi, sono venuti, ma nessuno ha difeso i corsi universitari, le lauree di primo  e secondo livello, le scuole di specializzazione. I giovani ardono dalla voglia di essere messi subito alla prova, nel pratico pi\u00f9 che nello storico-teorico. Io in genere sono un ottimista sul futuro dell\u2019arte, ma non se affidato a queste falangi di aspiranti burocrati, in famelica attesa di chiamata e assunzione, non si sa bene per fare che cosa.<br \/>\n   Il che mi consente di toccare anche un altro tema scottante, fatto oggetto di uno di questi match, perch\u00e9 l\u2019arte italiana \u00e8 cos\u00ec poco presente nel mondo. Ma appunto perch\u00e9 i nostri aspiranti curator, o gi\u00e0 chiamati a qualche importante manifestazione, non cercano di puntare su nostri valori, di difenderli, di imporli. I modelli vengono dai grandi curator delle rassegne internazionali, i quali non compiono nessuna fatica per andare a vedere. Si stabilise una   lista internazionale, e da quella si attinge, per paura di sbagliare se si tenta di immettervi nomi nuovi.  Domina sovrano, insomma, l\u2019aureo principio del ricorso all\u2019\u201dusato sicuro\u201d. Meglio fare come il curatore ottimo massimo dei nostri giorni, Ezwenor appunto, che dovendo pur inserire alla Biennale di Venezia qualche presenza italiana, ha giocato la carta dei \u201csoliti noti\u201d, esponendo due artiste gi\u00e0 varie altre volte presenti, la Barba e la Bonvicini. Se proprio si vuole documentare l\u2019esistenza di un serbatoio italiano, c\u2019\u00e8 pur sempre il Padiglione Italia, ma funzionante come un limbo, per non dire un inferno, da cui ogni curatore che si rispetti si tiene prudentemente lontano.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fabio Cavallucci, nominato alla direzione del Pecci di Prato da pi\u00f9 di un anno, non riesce a partire con un\u2019attivit\u00e0 sostanziosa dato che il Museo \u00e8 bloccato da tempo in attesa che partano i lavori di ampliamento che potrebbero farne il luogo espositivo pi\u00f9 ampio d\u2019Italia. 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