{"id":411,"date":"2015-10-23T17:18:57","date_gmt":"2015-10-23T15:18:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=411"},"modified":"2015-10-23T17:18:57","modified_gmt":"2015-10-23T15:18:57","slug":"una-mostra-raccomandabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/una-mostra-raccomandabile\/","title":{"rendered":"Una mostra raccomandabile"},"content":{"rendered":"<p>Confesso che intendevo evitare una visita della mostra dal titolo assurdo di \u201cUna dolce vita?\u201d, al Palaexpo di Roma, temendo di imbattermi in qualcosa di pi\u00f9 o meno sociologico attorno agli anni postbelllici di Via Veneto di felliniana memoria, ma, andato sul posto, con grande sorpresa vi ho trovato una esauriente risposta al vero tema indicato nel sottotitolo, \u201cDal Liberty al design italiano 1900-1940\u201d, perfetta sintesi di quei decenni di gloria, con eccellente correlazione tra le opere di pittura e scultura e quelle uscite da arredatori,  procedendo dal Liberty, come annuncia il sottotitolo, su su fino al Razionalismo anni Trenta. Da notare che sono stati anni segnati da tragedie quali la guerra mondiale, i disordini sociali ad essa seguiti e infine l\u2019imporsi della dettatura fascista, anni dunque da dirsi altro che dolci, bens\u00ec amarissimi. Eppure, nonostante tanti drammi, il nostro Paese in quel plesso cronologico \u00e8 stato creativo, e dunque, semmai, questa mostra  era da intitolare al \u201cMade in Italy\u201d e da spedire a Milano, dove avrebbe fatto da degna cornice dell\u2019Expo pi\u00f9 di quanto gli organizzatori locali si siano affannati ad accumulare, con gli esiti incerti di cui ho fatto cronaca su queste mie pagine clandestine. Assai curiose poi  e perfino misteriose sono le vie attraverso cui questa perfetta sintesi si \u00e8 costituita. Sembra che dall\u2019esterno noi non ci  affrettiamo solo a  chiedere in prestito capolavori  altrui da Musei in pausa temporanea, ma anche quanto ci riguarda. Infatti questa mostra \u00e8 stata concepita da Guy Cogeval, quando era direttore del Mus\u00e9e des Beaux Arts a Montr\u00e9al, Canada, prima di divenire  presidente del parigino d\u2019Orsay, e bisogna anche riconoscere che aveva dato al tutto un titolo assai pi\u00f9 rispondente, \u201cModo italiano\u201d. Approdando a Roma, la rassegna ha avuto qualche opportuno angelo tutore, tra cui Paola Maino, perfetta conoscitrice del Liberty di casa nostra. Di cui compaiono capolavori perfino poco visti, come gli arredi flessi e snodati di Carlo Bugatti, messi a efficace confronto con le impennate angeliche di Gaetano Previati o con le figure sbisciolate, nei manifesti, di Leonardo Bistolfi. Infatti tra i pregi della mostra sta anche il fatto che pittori e scultori vengono qui convocati non in nome di loro generiche prestazioni a tutti note, ma con pezzi che consuonano con gli oggetti di arredo, in un ben lubrificato connubio. Pittori anche altissimi come Boccioni e con lui i compagni di ventura del consorzio milanese non compaiono, per i ben scarsi contributi da loro recati alle arti applicate, mentre, come \u00e8 giusto, un vasto spazio viene assegnato a Balla, il vero dominatore della seconda fase del Futurismo, con accanto il fedele e competitivo scudiero che ebbe in Fortunato Depero, e ci sono pure tanti altri eccellenti comprimari, che a dire il vero da tempo abbiamo tratto dai depositi, quali Prampolini, Dottori, Diulgheroff, Evola, ecc: Ma tornando indietro, trovano il giusto posto altre figure, magari penalizzate proprio perch\u00e9 allora non si presentarono con volti \u201ctutti d\u2019un pezzo\u201d,  ma apparvero alquanto compromesse tra una purezza di esiti artistici e invece la mescolanza  con avventurosi esiti \u201capplicati\u201d. Caso supremo, in tal senso, quello di Duilio Cambellotti, che meriterebbe un\u2019 ampia retrospettiva a tutto tondo, pi\u00f9 di quanto non si sia fatto fino ad oggi, nei suoi geniali andirivieni tra esiti grafici e incursioni nel campo del mobilio e in  altre manifestazioni decorative. Giusto poi che Vittorio Zecchin sia lasciato libero di incantarci coi suoi scintillanti mosaici, e che Felice Casorati possa dispiegare il suo tripudio ornamentale, prima di castigarsi nella assorta immobilit\u00e0 della Metafisica, andando a ritrovarvi  l\u2019assoluta eccellenza dei Dioscuri, ferocemente congiunti e antitetici, Giorgio De Chirico e Alberto Savinio. La nostra magnifica carovana passa per tutti questi traguardi di piena riuscita e procede con passo fermo. Giunge l\u2019ora dell\u2019Art D\u00e9co, che ha un protagonista insuperabile in Gio Ponti e nelle sue porcellane concepite per la Richard Ginori, ma poi  \u00e8 capace di saltar fuori dalla casella narcotizzante del \u201critorno al classico\u201d per raddrizzare le curve e divenire pronubo del design moderno. Anche altri sostano in quella tappa, restii ad abbandonarla, e sono gli ormai pienamente riscattati membri del gruppo Novecento, da Sironi a Oppi a Funi, accompagnati anche dal maggiore dei nostri scultori, Arturo Martini, capace di plusvalenze, di gloriosi transiti per tante stazioni sempre illuminate dal suo talento. Lo spirito della Metafisica o del richiamo all\u2019ordine in seguito si imborghesisce, accetta un bagno nella prosaicit\u00e0 per merito di Antonio Donghi, cui giustamente nella mostra viene dato un rilievo assoluto, fino ad assegnargli l\u2019immagine in copertina, con quel giocoliere che sa tenere in magica sospensione un cilindro sostenuto da una bacchetta. E\u2019 lo stesso magico equilibrio che sottende l\u2019ultima accoppiata di questo percorso dialettico, la diarchia tra i \u201cmonumentalisti\u201d anni Trenta, guidati da Marcello Piacentini, e invece i cultori di  \u201cAstrazione e Razionalismo\u201d, titolo dell\u2019ultima sezione, dove ancora una volta i pittori, Soldati, Rho, Radice, risultano del tutto affiatati con i loro colleghi architetti e designers, quando finalmente questo termine si pu\u00f2 usare, da Terragni a Pagano a Albini a Scarpa. E c\u2019\u00e8 pure uno scatto in avanti, fino ai nostri giorni, in cui spunta l\u2019alba del postmoderno per merito della iridata \u201cPoltrona di Proust\u201d concepita da Alessandro Mendini.<br \/>\nUna dolce vita? Dal Liberty al design italiano 1900-1940, a cura di G. Cogeval, B. Avanzi, L. de Guttry, M.P. Maino. Roma, Palaexpo, fino al 17 gennaio, cat. Skira.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Confesso che intendevo evitare una visita della mostra dal titolo assurdo di \u201cUna dolce vita?\u201d, al Palaexpo di Roma, temendo di imbattermi in qualcosa di pi\u00f9 o meno sociologico attorno agli anni postbelllici di Via Veneto di felliniana memoria, ma, andato sul posto, con grande sorpresa vi ho trovato una esauriente risposta al vero tema [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-411","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/411","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=411"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/411\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":412,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/411\/revisions\/412"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=411"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=411"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=411"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}