{"id":425,"date":"2015-11-08T08:07:23","date_gmt":"2015-11-08T07:07:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=425"},"modified":"2015-11-08T08:07:23","modified_gmt":"2015-11-08T07:07:23","slug":"magris-narratore-in-prigione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/magris-narratore-in-prigione\/","title":{"rendered":"Magris, narratore in prigione"},"content":{"rendered":"<p>Al giorno d\u2019oggi il titolo pi\u00f9 ambito per quanti frequentano il territorio della letteratura, magari al livello pi\u00f9 vasto e facilmente accessibile della critica, \u00e8 di conseguire il  riconoscimento di  essere pure un narratore coi fiocchi, costi quel che costi, anche facendo forza alla propria natura, che magari appare ben attrezzata a sostenere appunto i cimenti storico-critici dell\u2019ambito letterario, ma assai meno dotata di scorrevolezza narrativa. Un destino del genere grava su Claudio Magris, che certo come abile confezionatore di indagini sul mondo letterario mitteleuropeo-germanico ci sa fare, ha acquisito ampi meriti. Si aggiunga anche una vena facile a stendere articoli confortevoli su temi etici, in questa veste egli \u00e8 l\u2019invitato e inviato numero uno dell\u2019organo nazionale pi\u00f9 prestigioso, il \u201cCorriere della sera\u201d, un quotidiano che a sua volta si mostra pienamente abile nel lanciare qualche suo autore, investendolo del compito di stendere i fervorini d\u2019occasione, davanti a crimini, disgrazie, catastrofi dell\u2019umanit\u00e0. Si pensi come appunto il \u201cCorriere\u201d ha saputo mettere in orbita a suo tempo il Pasolini degli scritti \u201ccorsari\u201d, con operazione cos\u00ec massiccia che ancora pesa sulla nostra testa e ci affligge. Ora \u00e8 il turno di Magris a essere intronizzato, e dunque quanto promana da lui deve essere celebrato, imposto quasi d\u2019ufficio ai lettori. Per carit\u00e0, su questi fronti gli posso riconoscere anch\u2019io un valido curriculum, tra gli opinionisti reclutati dall\u2019organo nazionale il suo sinistrismo benevolo e confortante risuona sempre preferibile al confronto con i predicatori destrorsi sul tipo dei Giavazzi e Panebianco e Galli della Loggia. Ma da questi meriti alla pretesa di aggiungere pure il serto di grande narratore il passo \u00e8 lungo, e Magris invano, a mio avviso, tenta di compierlo, anche perch\u00e9, proprio costretto dalla preminenza acquisita sul fronte saggistico e di commentatore moraleggiante, deve fare grande, non pu\u00f2 certo limitarsi a quale opera smunta e di corte dimensioni, da lui devono sgorgare quelle che Franco Moretti chiamerebbe opere-mondo, o quanto meno questo \u00e8 quanto la sua solida posizione di critico-mentore lo costringe ad effettuare. Ecco dunque il monumentale \u201cNon luogo a procedere\u201d, che il  quotidiano nazionale, con una lunga scia di echeggiamenti conformi, ha tentato di imporre all\u2019attenzione dei lettori. Disgraziati quelli che obbediscono a una simile incalzante pressione e coazione all\u2019acquisto, sarebbe interessante andare a raccogliere le loro sincere reazioni a lettura avvenuta.<br \/>\n   Infatti Magris \u201cce la mette tutta\u201d, deve fare grande, e a dire il vero il motivo ispiratore di partenza sarebbe anche funzionale, il romanzo si riferisce a un personaggio, pare vissuto davvero,  che fu mosso dall\u2019intenzione di raccogliere in un museo colossale i reperti di tutte le guerre del mondo. Ottimo spunto per andare a infilzare nel maxi-racconto tante vicende. Accanto a questo spunto, che gi\u00e0 consente di allargare l\u2019orizzonte dei materiali accessibili, se ne aggiunge un altro, pi\u00f9 modesto e prosaico, di tale Luisa, incaricata di fare da segretaria di questa enorme raccolta, con l\u2019opportunit\u00e0 di immettere una nuova pedina e di dotarla della discendenza da un padre portoricano con relativo sangue misto. E dunque si apre la  possibilit\u00e0 di balzar fuori dalla Trieste tanto cara al nostro Autore,  procedendo verso lidi lontani ed esotici. In sostanza, Magris muove alla ricerca spasmodica di ogni occasione di dolore e strazio che abbia afflitto l\u2019umanit\u00e0,  e dunque con gaudio si appropria della questione dei negri con relativa oppressione e schiavit\u00f9, ma soprattutto  un ruolo privilegiato e dominante spetta alla questione ebrea. Il romanzo  consiste in  una visita alle varie stanze di questo folto museo immaginario e alle armi che vi sono accumulate, ognuna delle quali ci racconta la sua storia, e dunque viene da qui la legittimazione a diffondersi su tante plaghe e piaghe dell\u2019umanit\u00e0. Potremmo dire che pi\u00f9 le armi raccontano vicende lontane dai nostri giorni, e pi\u00f9 appare pretestuoso il collegamento cui ci invitano. In prospettiva compare perfino Massimiliano d\u2019Asburgo con le sue pene e il suo martirio. Si delinea cos\u00ec come un immenso album di figurine, alcune ormai sfiorite e lontane, altre invece pi\u00f9 vicine e incalzanti. Il guaio \u00e8 che la scrittura del Nostro \u00e8 sempre puntigliosa, farraginosa, il lettore fa una grande fatica a penetrare nelle varie caselle di questo enorme gioco dell\u2019oca, magari rassicurato dall\u2019apprendere che poi un incendio ha distrutto l\u2019intera serie di fantasmi ossessivi qui radunati. Molti dei quali provengono dall\u2019ansia appropriativa, bulimica dell\u2019Autore, ovvero al progetto di stendere l\u2019opera-mondo che riesca a contenere tutti i nostri patimenti, Mentre un qualche grado di vivacit\u00e0 si pu\u00f2 percepire man mano che ci avviciniamo all\u2019attualit\u00e0. Per esempio, \u00e8 funzionale che una visita alle sale 42 e 43 del museo, dove \u00e8 depositata una sirena che suonava l\u2019allarme quando Trieste, negli anni \u201940, era bombardata dagli aerei degli Alleati, sia associata alle scariche elettriche con cui  veniva torturato un prete che stava con i partigiani, racchiuso nella famigerata Villa Trieste dove i repubblichini, in combutta con le SS tedesche, compivano i loro orridi misfatti. Il tutto potrebbe anche essere visto come una torta gremita di cibi, molti dei quali risultano indigesti, mentre la lettura diviene pi\u00f9 proficua quando, quasi con zoomate progressive, ci si avvicina a quello che \u00e8 il vero obiettivo caro al narratore,  dirci degli eccidi che si compivano ai danni di ebrei e partigiani nella infausta Risiera di San Sabba. Sono abbastanza forti ed efficaci le ricognizioni che un occhio delegato dal narrante compie sui muri di quel luogo di orrore infinito, a decifrare le proteste, i disperati gridi di dolore graffiti dalle vittime annunciate. Forse, se Magris avesse rinunciato a una vasta porzione delle sue ambizioni eccessive, concentrandosi invece su questo nucleo di sua puntuale conoscenza, l\u2019esito narrativo sarebbe stato pi\u00f9 convincente. O forse no, quando non c\u2019\u00e8 la natura rispondente alla funzione, nulla da fare, il super-colto Magris vada a leggersi le pagine che Malaparte dedica ai flagelli di quei tempi, affidate a \u201cKaputt\u201d e alla \u201cPelle\u201d, e impari la lezione.<br \/>\nClaudio Magris, Non luogo a procedere, Garzanti, pp. 362, euro 20.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al giorno d\u2019oggi il titolo pi\u00f9 ambito per quanti frequentano il territorio della letteratura, magari al livello pi\u00f9 vasto e facilmente accessibile della critica, \u00e8 di conseguire il riconoscimento di essere pure un narratore coi fiocchi, costi quel che costi, anche facendo forza alla propria natura, che magari appare ben attrezzata a sostenere appunto i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-425","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-letteratura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/425","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=425"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/425\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":426,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/425\/revisions\/426"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=425"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=425"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=425"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}