{"id":431,"date":"2015-11-15T09:42:01","date_gmt":"2015-11-15T08:42:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=431"},"modified":"2015-11-15T09:42:01","modified_gmt":"2015-11-15T08:42:01","slug":"maraini-dalla-cronaca-al-romanzo-andata-e-ritorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/maraini-dalla-cronaca-al-romanzo-andata-e-ritorno\/","title":{"rendered":"Maraini: dalla cronaca al romanzo, andata e ritorno"},"content":{"rendered":"<p>Ci pu\u00f2 essere qualche rapporto, tra il \u201cNon luogo a procedere\u201d di Magris di cui domenica scorsa ho detto alquanto male su queste pagine, e l\u2019appena giunto in libreria \u201cLa bambina e il sognatore\u201d di Dacia Maraini, almeno nel senso che si tratta di autori affermati, accolti da un battage pubblicitario estremo per il loro ruolo di opinionisti di grande notoriet\u00e0, un ruolo, una affermazione in cui riesce difficile stabilire se l\u2019attivit\u00e0 narrativa sia un\u2019appendice, o invece una causa promotrice. Trovato un simile motivo di vicinanza, per\u00f2 i rispettivi percorsi si dividono del tutto. Magris, spinto dalla \u201cnoblesse oblige\u201d della sua statura di saggista, e dal fatto che le sue prediche pubbliche insistono su temi come l\u2019antisemitismo, le repressioni del nazismo eccetera, incupisce il suo discorso, rende al lettore il cammino quanto mai faticoso. Invece la Maraini corre il pericolo opposto, in campo narrativo scrive in modo \u201cchiaro limpido\u201d, si potrebbe perfino aggiungere il termine che completa il trio pubblicitario, \u201cRecoaro\u201d, ma certo la lettura, nel suo caso \u00e8 gradevole, scorrevole. Nello stesso tempo, c\u2019\u00e8 sempre in lei la sostenitrice di cause umanitarie, che in definitiva decide  di \u201csceneggiare\u201d. Il romanzo viene a condire con la favola, con la trama, tutta una serie di orrori e nequizie sociali di cui appunto la scrittrice \u00e8 l\u2019infaticabile fustigatrice a livello di commento etico. In definitiva, questo romanzo \u00e8 un centone di tutte le cause che affliggono l\u2019infanzia, come ci giungono ogni giorno veicolate dalle mille fonti delle cronache, delle denunce giornalistiche. Anche nella Maraini, come in Magris, e questo \u00e8 di nuovo un tratto che li accomuna, c\u2019\u00e8 l\u2019ansia di fare grande, di non lasciarsi sfuggire, nel caso Maraini, nessuna possibile nequizia inflitta ai bambini in ogni civilt\u00e0 e parte del mondo. Tutto il testo \u00e8 in funzione di questa ansia di ingurgitare. Incominciamo dal \u201csognatore\u201d che campeggia nel titolo, nulla di pi\u00f9 improprio, si tratta di un genitore che ha perso la figlia vittima di leucemia, caso clinico ahim\u00e9 ben noto cui ancora si stenta a porre rimedio. Da quella morte segue la divisione dalla moglie, anche se balugina uno happy end finale in cui i due si ritroveranno. In un onirismo fiacco, e del tutto funzionale alla trama, il Nani Sapienza protagonista vede una bambina angosciata che chiede aiuto e scompare. Beninteso Freud c\u2019entra ben poco in tutto questo, \u00e8 appena l\u2019annuncio di un fatto di cronaca, della scomparsa di una bambina in tutto rispondente ai tratti della figlia morta di malattia, Questo \u00e8 un \u201cattaccapanni\u201d a cui la scrittrice pu\u00f2 appendere tutti i casi che ci sono stati illustrati dalle cronache pi\u00f9 o meno recenti. E\u2019 stata la madre a cacciar via la figlia, o addirittura a ucciderla, come insinua una malevola vicina? O la bambina \u00e8 stata rapita, e avviata a qualche mercato orientale che vive sulla prostituzione infantile e sul turismo sessuale dei nostri bravi padri di famiglia? Cose ben note, su cui abbiamo rivolto le nostre pubbliche esecrazioni, ma invano. Mossa dalla sua incontenibile bulimia, la Maraini infila nella calza tutta questa problematica, valendosi di una povera madre anche lei vittima del rapimento di una figlia che parte per l\u2019Oriente a cercare di ritrovarla. Ma se non sbaglio una versione al maschile di una storia del genere ci \u00e8 stata narrata in un film che si \u00e8 valso dell\u2019interpretazione robusta di Liam Neeson (\u201cIo ti salver\u00f2\u201d). Eccetera, come concludere la triste vicenda, quale tra i vari esiti noti attraverso le cronache giornalistiche adottare? C\u2019\u00e8 dell\u2019abilit\u00e0, nell\u2019autrice, nel percorrere anche le tappe dell\u2019inchiesta, del \u201cgiallo\u201d, infine prevale su altre la soluzione suggerita da quel tale che ha tenuto reclusa la figlia per anni mettendola anche incinta, o quella  del bruto che se ne vuole beare senza neppure violentarla. Anche questa \u00e8 una soluzione scontata, si usa dire infatti che nei casi di scomparsa di bambini \u00e8 inutile guardare lontano, bisogna invece andare a frugare negli immediati dintorni, anche se \u00e8 alquanto inverosimile che in una comunit\u00e0 ristretta come quella in cui la vicenda \u00e8 situata un essere solitario e autistico  abbia potuto tenere rinchiusa in cantina, all\u2019insaputa di tutti e senza che ne trapelasse alcun indizio, il \u201ctesoro\u201d delle sue libidini perverse. Ammettiamo che c\u2019\u00e8 qualche piacere e diletto nell\u2019accompagnare il protagonista, e un suo giovane collaboratore, valido sostituto di Rex, lungo le piste ingegnose che portano a concludere nella casella finale questo gioco dell\u2019oca o caccia al tesoro, dopo aver sostato in numerose altre stazioni, tanto per completare un enorme catalogo di tutte le possibilit\u00e0 insite nel dramma dell\u2019infanzia conculcata e repressa.<br \/>\nDacia Maraini, La bambina e il sognatore, Rizzoli, pp. 411, euro 20.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci pu\u00f2 essere qualche rapporto, tra il \u201cNon luogo a procedere\u201d di Magris di cui domenica scorsa ho detto alquanto male su queste pagine, e l\u2019appena giunto in libreria \u201cLa bambina e il sognatore\u201d di Dacia Maraini, almeno nel senso che si tratta di autori affermati, accolti da un battage pubblicitario estremo per il loro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-431","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-letteratura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/431","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=431"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/431\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":432,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/431\/revisions\/432"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=431"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=431"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=431"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}