{"id":435,"date":"2015-11-22T10:46:54","date_gmt":"2015-11-22T09:46:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=435"},"modified":"2015-11-22T10:46:54","modified_gmt":"2015-11-22T09:46:54","slug":"i-fantasmi-di-cucchi-a-palazzo-madama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/i-fantasmi-di-cucchi-a-palazzo-madama\/","title":{"rendered":"I fantasmi di Cucchi a Palazzo Madama"},"content":{"rendered":"<p>Il sontuoso, perfino troppo, torinese Palazzo Madama ha concepito un utile progetto consistente nel riservare una minima parte della maestosa suite di stanze, oppresse da ricordi e cimeli della passata grandeur storica, a esili mostre di attualit\u00e0, come inserire un palpito di vita, un volo di farfalla, in un contesto altrimenti alquanto soffocante. E\u2019 un\u2019iniziativa che ricorda qualcosa di analogo intrapreso da un pari grado, il fiorentino Palazzo Vecchio, una cui minima porzione, una leziosa quanto remota Stanza dei gigli, \u00e8 stata riservata di recente alla posa di una solenne scultura di Jeff Koons, numero uno dell\u2019arte statunitense. Una corrispondente Veranda Iuvarriana \u00e8 stata officiata a una funzione analoga, ospitando al momento, ma si spera che il rito si ripeta con frequenza, appena quattro lavori di Enzo Cucchi, ma intensi, degni dell\u2019espressionismo sempre esasperato dell\u2019artista marchigiano, uno dei magnifici cinque della Transavanguardia. Io sono stato avversario storico di quel movimento, ma solo nella misura che l\u2019abile propaganda di Bonito Oliva, assecondata dalla pigrizia mentale di tanti supini seguaci, pretendesse che quello fosse stato il movimento di punta ed esclusivo negli anni \u201970-\u201980, allo stesso modo che con pari pervicacia, e analogo seguito di caudatari passivi, Celant ha preteso che l\u2019Arte povera fosse capace di assorbire in s\u00e9 il meglio della nostra arte post-68. Avversario a questa pretesa supremazia della Transavguardia, cui com\u2019\u00e8 noto ho contrapposto i Nuovi-nuovi, con in testa il duo Ontani e Salvo, non ho per\u00f2 lesinato consenso e amicizia ai singoli protagonisti di quel gruppo, e tra di loro a Enzo. I capolavori che espone in quest\u2019occasione sono una piacevole conferma. Sembra quasi che Cucchi, dribblando la maest\u00e0 barocca delle stanze iuvarriane, sia andato ad ispirarsi all\u2019altra met\u00e0 del Palazzo immersa  in un fosco sapore medievale estraendone volti, figure, pose. Per esempio,  ci si mostrano due mani che si divaricano a morsa, forse per strangolare la presenza di un misterioso incappucciato, quasi una \u201cmaschera di ferro\u201d, o un penitente per qualche indicibile colpa commessa e che ora deve essere espiata. Quella medesima persona, colpevole e ora sulla via dell\u2019espiazione, si intravede in un\u2019altra immagine, forse la Madama abitatrice di quelle stanze sontuose, su cui l\u2019artista impone il suo nome, forse \u00e8 proprio lei la Madama Cucchi cui si richiama la breve ma intensa mostra, forse \u00e8 lo spirito di qualche illustre estinta che \u00e8 rimasta a frequentare nottetempo quelle stanze, cui l\u2019artista d\u00e0 una corposa estrinsecazione, consentendole, questa volta, di scoprire il volto, cereo e lunatico. Ma forse l\u2019immagine  pi\u00f9 riuscita \u00e8 quella di un altro tristo abitatore di quelle stanze, equiparate a celle, dove \u00e8 racchiuso un \u201cmercante di Venezia\u201d, un qualche sordido usuraio, o un candidato a un rogo purificatore. Lo sovrasta un nero, cupo copricapo d\u2019epoca, mentre la pelle ci appare tinteggiata di un colore verdognolo, quasi a distillare da s\u00e9 acidit\u00e0, ostilit\u00e0, spirito perverso, anche perch\u00e9 da una guancia muove una specie di protesi, di protuberanza inviata a minacciarci, a raggiungerci, o invece siamo noi a portare una insidia contro quel volto, ad allungare le dita per afferrarlo, per infliggergli qualche ferita? Infine, c\u2019\u00e8 pure una quarta opera, di natura tridimensionale, una scultura realizzata in tiglio, fragile eppure tenace nello stesso tempo, quasi un serto, una corona che l\u2019una o l\u2019altra di quelle diafane apparizioni potrebbe indossare a mo\u2019 di copricapo, o invece di sottile strumento di tortura e di punizione. Siamo insomma in una cella degli orrori e delle apparizioni, scaturite, come dicevo, dal lato oscuro, notturno, medievale del Palazzo, colmo di orrori, di temibili segreti accumulati nei secoli. Naturalmente, sperando che quella cella preziosa ospiti presto altre testimonianze, ne potr\u00e0 mutare del tutto il tono e il carattere.<br \/>\nMadame Cucchi, Torino, Palazzo Madama, Veranda juvarriana, fino al 1\u00b0 febbraio. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sontuoso, perfino troppo, torinese Palazzo Madama ha concepito un utile progetto consistente nel riservare una minima parte della maestosa suite di stanze, oppresse da ricordi e cimeli della passata grandeur storica, a esili mostre di attualit\u00e0, come inserire un palpito di vita, un volo di farfalla, in un contesto altrimenti alquanto soffocante. 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