{"id":441,"date":"2015-11-29T09:29:58","date_gmt":"2015-11-29T08:29:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=441"},"modified":"2015-11-29T09:29:58","modified_gmt":"2015-11-29T08:29:58","slug":"di-bello-si-affaccia-sul-cosmo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/di-bello-si-affaccia-sul-cosmo\/","title":{"rendered":"Di Bello si affaccia sul cosmo"},"content":{"rendered":"<p>Ho seguito attentamente e con piena adesione il lavoro di Bruno di Bello nel corso dei primi anni \u201970, quando era intento a prendere lettere e immagini, magari legate a grandi artisti come Paul Klee, procedendo a spezzettarle, frantumarle, farle ruotare nello spazio. A questo modo meritava anche lui di essere inserito nella mostra \u201cLa ripetizione differente\u201d che nel \u201974 tenni alla Galleria Marconi, infatti  quello era pur sempre un modo di \u201ccitare\u201d nomi e personaggi di un passato illustre riscattandoli a nuova vita. Quando poi, esattamente quarant\u2019anni dopo, Giorgio Marconi, frattanto postosi alla testa di una Fondazione, mi ha consentito di fare un remake di quella mostra, beninteso anche Di Bello non poteva mancare, non solo, in quell\u2019occasione fu lui a impaginare con grande abilit\u00e0 grafica un nuovo catalogo della manifestazione. Avrei anche potuto inserirlo  in un opuscolo che feci uscire nei primi \u201980 intitolato a un \u201cViaggio al termine della parola\u201d, ma era dedicato pi\u00f9 che altro a poeti ed artisti visivi che, procedendo al pari di lui, spingevano tracce di icone e di lettere fino a un estremo traguardo, fin quasi a renderle irriconoscibili. Ebbene, nel suo lavoro di questi ultimi anni anche Di Bello ha superato la soglia estrema del letterale e dell\u2019iconico e si  \u00e8 affacciato sul grande golfo mistico, nello spazio cosmico dove non ci sono pi\u00f9 residui di materialit\u00e0, ma soltanto orbite, traiettorie, flussi energetici. E\u2019 come se si fosse costituito a domicilio un enorme acceleratore di particelle sul tipo di quello esistente a Ginevra. Oppure il nostro Bruno \u00e8 salito, virtualmente, su un\u2019astronave e, affacciato a un obl\u00f2, ha contemplato un mirabile spettacolo di astri roteanti, di scie luminose descritte dal passaggio di invisibili meteoriti. Naturalmente, in tal modo ha verificato anche la reversibilit\u00e0, il rovesciamento costante tra l\u2019infinitamente grande e il microscopico, non si sa cio\u00e8 se quei tracciati luminosi rispondano a una dinamica di fenomeni astrali, o se invece siano le emissioni partite da quel che rimane di minime particelle terrestri. Beninteso, da artista pur sempre legato alla visivit\u00e0, suo compito \u00e8 stato di fissare su vaste tele questo brulichio di movimenti cosmici, trovando le giuste tecniche, anche a livello grafico. Va da s\u00e9 che in questo affacciarsi sugli ultimi misteri dell\u2019universo Di Bello ha potuto-dovuto verificare quanto i pi\u00f9 illuminati scienziati avevano gi\u00e0 diagnosticato, come per esempio l\u2019asserzione emessa da Einstein secondo cui il cosmo \u00e8 fondamentalmente curvilineo, in esso non trovano posto le rette, care a un astrattismo geometrico di altre stagioni che pure oggi strane tendenze di mercato vorrebbero tutelare e rilanciare. Semmai, l\u2019unica geometria che ai nostri giorni merita di essere applicata \u00e8 quella dei frattali, enunciata da Benoit Maldenbrot, con i suoi movimenti lacerati, pronti a impennate, a sterzate improvvise, a rientri su se stessi. Le ampie sale della Fondazione Marconi, dilagante nel piano terra, ci assicurano un eccellente diorama per assistere estasiati ai balletti e ritmi del dinamismo delle stelle trcciati da Di Bello, o ai sussulti dei pi\u00f9 minuti segreti della materia, ripresa sul punto in cui cessa di essere tale e ci invita a tuffarci in un infinito liquido o aereo.  Col che, come afferma anche Bruno Cor\u00e0 in una bella presentazione, siamo davvero in presenza di \u201cImmagini del III\u00b0 millennio\u201d.<br \/>\nBruno di Bello, Milano, Fondazione Marconi, fino al 23 gennaio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho seguito attentamente e con piena adesione il lavoro di Bruno di Bello nel corso dei primi anni \u201970, quando era intento a prendere lettere e immagini, magari legate a grandi artisti come Paul Klee, procedendo a spezzettarle, frantumarle, farle ruotare nello spazio. 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