{"id":720,"date":"2016-09-25T09:53:08","date_gmt":"2016-09-25T07:53:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=720"},"modified":"2016-09-25T09:53:08","modified_gmt":"2016-09-25T07:53:08","slug":"bajani-troppa-presenza-del-dolore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/bajani-troppa-presenza-del-dolore\/","title":{"rendered":"Bajani: troppa presenza del &#8220;dolore&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Seguo Andrea Bajani, dal 2014, quando ha pubblicato il suo terzo romanzo, \u201cLa vita non \u00e8 in ordine alfabetico\u201d, cui ho dedicato un \u201cpollice\u201d positivo sull\u2019\u201dImmaginazione\u201d. Non saprei dire se l\u2019attuale \u201cUn bene al mondo\u201d segni un progresso o un regresso. Costante in questo autore \u00e8 un tono favolistico, di regressione a miti dell\u2019infanzia, o di un\u2019umanit\u00e0 che comunque ritrova in s\u00e9 un buonismo di fondo, ma in quella prova lo spezzettamento della narrazione in tanti episodi permetteva che in ognuno di essi scattasse un motivo \u201ccontro\u201d, l\u2019 intrusione di uno spunto cattiveria, o quanto meno di un rovesciamento rispetto a un normale decorso dei fatti. Qui invece l\u2019unitariet\u00e0 e linearit\u00e0 del racconto sottopone maggiormente il narratore al pericolo di cedere a quella sua  corda istintiva. Il mondo, cio\u00e8, resta affidato in grado eccessivo agli occhi dell\u2019innocenza, di un \u201cbambino\u201d e di una \u201cbambina\u201d, oltretutto definita  continuamente \u201csottile\u201d, come un epiteto di marca omerica, sul tipo dell\u2019aurora \u201cdalle rosee dita\u201d, ripetuto con insistenza programmatica, che dal prosastico intende proprio scantonare nel lirico. Per evitare questo pericolo interviene il principale accorgimento tematico di quest\u2019opera, ovvero Bajani dota i suoi protagonisti \u201cinnocenti\u201d, e con loro ogni altro personaggio che entra in scena, di una sorta di \u201cdoppio\u201d, potremmo dire di una scatola nera, che per\u00f2 in questo caso, in linea col tono complessivo adottato, sarebbe da dire \u201ccandida\u201d, O si potrebbe parlare di un angelo custode, ma pur di specificare che questa presenza aggiunta si pone nel segno del \u201cdolore\u201d, come un distillato delle \u201clacrimae rerum\u201d, per dirla con Virgilio, o di una serie di ombre chiamate proprio a contrastare la vicenda che diversamente minaccia di scorrere troppo infantilmente serena. Devo anche registrare una certa vicinanza con l\u2019opera di cui ho appena parlato la volta scorsa, il \u201cNon devi dirlo a nessuno\u201d di Riccardo Gazzaniga, nei cui confronti noto una certa ingiustizia, nessuno fin qui, se non sbaglio, se n\u2019\u00e8 ancora occupato, mentre su Bajani leggo gi\u00e0 oggi due recensioni, positive, sull\u2019\u201dEspresso\u201d e sulla \u201cLettura\u201d del \u201cCorriere\u201d, forse dovute, a parte un legittimo riconoscimento della validit\u00e0 del romanzo, alla notoria attivit\u00e0 critica del suo autore. In fondo, in entrambi i casi si tratta di un \u201cpiccolo mondo\u201d, non diciamo \u201cantico\u201d, ma di provincia remota, con quartieri diversi, alcuni prosperi, altri immersi nel degrado, e beninteso ci sono confini, linee divisorie tra i due mondi, che i due fidanzatini superano per andarsi a trovare, recandosi dietro i rispettivi ingombranti \u201cdolori\u201d. Pi\u00f9 schietto e disteso \u00e8 il racconto di Gazzaniga, che ritrova forse la mente analitica cui lo destina la sua professione di poliziotto, capace quindi di movimentare la scena, altrimenti piatta, con motivi di trama da giallo, o addirittura da vicenda nera. Invece al confronto Bajani \u00e8 pi\u00f9 disarmato, costretto a procedere solo affidandosi ai buoni sentimenti, alla delicata storia che lega i due piccoli personaggi, vittime  delle difficolt\u00e0 nascenti dallo stato sociale in cui \u00e8 immersa quell\u2019intera comunit\u00e0. A movimentare la scena ci stanno solo i \u201cdolori\u201d che ciascuno si porta dietro, anch\u2019essi simili a formule da epica primitiva, e in definitiva alquanto stucchevoli, proprio nel loro smodato ripetersi, considerato che, come detto sopra, non solo i due \u201cbambini\u201d ne sono portatori, ma questi affiggono chiunque entra ad animare la trama, in cui ritroviamo tante circostanze prevedibili, i conflitti di coppia, tra padre e madre del protagonista numero uno, e poi gli stessi ostacoli che si frappongono  nella relazione dei due primi attori, fino a rarefare i loro incontri, anche perch\u00e9 \u201clui\u201d \u00e8 seguito nel crescere degli anni, a un certo momento ci compare nei panni dell\u2019adulto che si \u00e8 recato in citt\u00e0, dove la tenera relazione iniziale si stinge, si raref\u00e0, svanisce nel nulla. Forse il momento pi\u00f9 intenso \u00e8 quando il \u201cbambino\u201d, vittima congenita di malinconia e di un senso mortuario dell\u2019esistenza, si reca nel cimitero locale a meditare sulle tombe, sentendosi gi\u00e0 pronto a vivere per sempre in quel luogo, ovviamente propizio al \u201cdolore\u201d incombente su di lui. In quei passaggi Bajani ci ricorda un grande precedente, \u201cIl ragazzo morto e le comete\u201d, capolavoro giovanile di Parise, forse un rinvio pi\u00f9 appropriato rispetto a uno diverso rivolto alla \u201cLucina\u201d di Antonio Moresco, che al confronto \u00e8 vicenda troppo fumosa e indefinita. Un vantaggio, ma anche un torto, della vicenda di Bajani \u00e8 di lasciar intravedere tra le maglie un decorso troppo normale, anche se gravato dalla continua apparizione dei \u201cdolori\u201d, appannaggio ineliminabile ma anche un po\u2019 stancante,                                               di ogni personaggio.<br \/>\nAndrea Bajani, Un bene al mondo, Einaudi, pp. 134, euro 16,50.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seguo Andrea Bajani, dal 2014, quando ha pubblicato il suo terzo romanzo, \u201cLa vita non \u00e8 in ordine alfabetico\u201d, cui ho dedicato un \u201cpollice\u201d positivo sull\u2019\u201dImmaginazione\u201d. Non saprei dire se l\u2019attuale \u201cUn bene al mondo\u201d segni un progresso o un regresso. 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