{"id":860,"date":"2017-02-05T10:11:41","date_gmt":"2017-02-05T09:11:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=860"},"modified":"2017-02-05T10:11:41","modified_gmt":"2017-02-05T09:11:41","slug":"asor-rosa-e-il-suo-elogio-conformista-per-anna-karenina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/asor-rosa-e-il-suo-elogio-conformista-per-anna-karenina\/","title":{"rendered":"Asor Rosa e il suo elogio conformista per &#8220;Anna Karenina&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>   Mercoled\u00ec scorso 1\u00b0 febbraio \u00e8 uscito su \u201cRepubblica\u201d un ampio articolo di Alberto Asor Rosa sul romanzo di Tolstoj \u201cAnna Karenina\u201d. Ancora una volta mi stupisce che non si tenga mai conto della abissale differenza tra il \u201cmoderno\u201d e il \u201ccontemporaneo\u201d, andando al di l\u00e0 delle etichette, che di per s\u00e9 possono essere dichiarate fatue, ma dietro di loro ci sono dati storiografici imprescindibili. Io da sempre tento di portare l\u2019accento su tali differenze. L\u2019ho fatto anche nel mio saggio  intitolato appunto \u201cLa narrativa europea in et\u00e0 moderna\u201d, con un sottotitolo chiarificatore, \u201cDa Defoe a Tolstoj\u201d, dove una attenta analisi dell\u2019indubbio capolavoro tolstojano veniva per\u00f2 opposta all\u2019altro capolavoro di Gustave Flaubert, \u201cMadame Bovary\u201d, visto, questo, come vigorosa anticipazione di quanto ho poi esaminato in un saggio apposito, \u201cLa narrativa europea in et\u00e0 contemporanea\u201d, con protagonisti indicati in Joyce e Proust and company. Il primo, edito da Bompiani, il secondo da Mursia. Ma queste mie cose sono cadute nel vuoto, e dunque, Asor Rosa pu\u00f2 dichiarare tranquillamente un \u201cnon ti curar di loro ma guarda e passa\u201d. Per\u00f2, se non c\u2019\u00e8 il misero Barilli, ci sono testi fondamentali, come quello di  Joseph Warren Beach che gi\u00e0 alla met\u00e0 del secolo scorso tracciava con la spada i limiti esistenti tra la narrativa contemporanea e quella,  non diciamo \u201cmoderna\u201d, termine temo da lui non usato, ma comunque ottocentesca, tradizionale, \u201cben fatta\u201d. Ebbene, il romanzo di Tolstoj \u00e8 un esempio perfetto di tutti i canoni che dobbiamo attribuire al \u201cromanzo ben fatto\u201d di matrice ottocentesca, mentre al contrario quello di Flaubert \u00e8 un valido anticipatore dei nuovi caratteri che saranno del nostro ciclo culturale, anche se non lo vogliamo chiamare col debole vocabolo di \u201ccontemporaneo\u201d. La diagnosi dell\u2019articolista per quanto riguarda gli aspetti dominanti dell\u2019opera tolstojana \u00e8 perfetta, ma bastava appunto aggiungere la nota che tanta perfezione risponde ai tipici aspetti del passato, da cui l\u2019intero Novecento \u00e8 uscito, preferendo  semmai andare a rintracciare le proprie origini nella \u201cBovary\u201d flaubertana. A cominciare da quel celebre \u201cMadame Bovary c\u2019est moi\u201d, infatti uno dei pi\u00f9 marcati tratti differenziali \u00e8 che un narratore dei nostri tempi non si pu\u00f2 chiamare fuori, come invece era lecito al \u201cmoderno\u201d, cio\u00e8 tradizionalista, conservatore romanziere russo, che contempla dall\u2019alto i casi dolorosi della sua eroina, cui riserva una generica simpatia umana, ma non priva  di una sostanziale condanna morale. Tolstoj era un paladino dei valori della famiglia, per cui alla moglie non era lecito infrangere il vincolo coniugale, anche in presenza di un consorte cinico, freddo  e disumano come il burocrate Karenin. Ben le sta dunque la costrizione al suicidio,  anche per ribadire il confronto tra la sua condotta malgrado tutto tralignante e invece il pi\u00f9 retto cammino della cognata, che perdona le scappatelle sentimentali del marito, e fratello di Anna. Al contrario, Flaubert scende in campo, dichiara una almeno parziale condivisione della rivolta condotta dalla sua eroina contro le ipocrisie, le repressioni, i falsi buoni sentimenti del sistema borghese. Aggiungo che, oltre a segnalare tutto ci\u00f2 nei miei saggi, ho pure ricavato, nel caso specifico, una pi\u00e8ce per mettere a confronto un simile diverso atteggiamento dei due scrittori, l\u2019uno del tutto conformista, l\u2019altro avviato a impostare una rivolta, etica, sessuale, femminista. Del resto, i tribunali dell\u2019epoca non si sono sbagliati, sottoponendo a processo il narratore francese, mentre al contrario al suo collega russo avrebbe potuto essere rivolta una menzione d\u2019onore per come ha difeso i valori della famiglia. Qualche giorno fa questa mia pi\u00e8ce \u00e8 stata recitata a Milano, con apertura di dibattito al termine, dove una spettatrice ha dichiarato con grande stupore di ritenere indebito, profanatorio il mio proposito di mettere sullo stesso piatto della bilancia l\u2019enorme, da tutti ammirato Tolstoj e il marginale, eccentrico, minore a tutti gli effetti suo infelice concorrente. Se per caso quella persona ha letto l\u2019articolo di Asor Rosa, si sar\u00e0 rincuorata, avr\u00e0 pensato di aver avuto ragione nel criticare un povero untorello come il sottoscritto. Ma dove vanno a finire i valori di un fronte di sinistra, di cui Asor Rosa, in astratto, si \u00e8 sempre dichiarato sostenitore, mentre nell\u2019esercizio critico risulta essersi  sempre schierato a favore  dei criteri dominanti?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec scorso 1\u00b0 febbraio \u00e8 uscito su \u201cRepubblica\u201d un ampio articolo di Alberto Asor Rosa sul romanzo di Tolstoj \u201cAnna Karenina\u201d. 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