{"id":884,"date":"2017-02-26T10:18:07","date_gmt":"2017-02-26T09:18:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=884"},"modified":"2017-02-26T10:18:42","modified_gmt":"2017-02-26T09:18:42","slug":"884","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/884\/","title":{"rendered":"Ballestra: non si vive di solo pane"},"content":{"rendered":"<p>Su Silvia Balestra rischia di pesare una infausta sindrome che colpisce autori salutati da troppo successo alle loro prime uscite, tanto da spingere commentatori malevoli ad affermare che, in seguito, \u00e8 restato per loro un triste destino di ripetersi, di darsi a un variantismo non molto creativo. Una condanna del genere \u00e8 stata lanciata a Moravia per l\u2019\u201den plein\u201d realizzato al primo colpo stendendo \u201cGli indifferenti\u201d, a Goffredo Parise per il suo perfetto \u201cRagazzo morto  e le comete\u201d, e ancora, a Roberto Pazzi per la sua brillante uscita con \u201cCercando l\u2019imperatore\u201d. Anche la nostra scrittrice si porta dietro il peso  dell\u2019enorme successo della \u201cGuerra degli Ant\u00f2\u201d, con la connessa tentazione di ritornare varie volte sul luogo del successo iniziale per ripeterne le mosse. Ma ha pure tentato di saltar fuori dal cerchio incantato,  e ci riesce ora con \u201cVicini alla terra\u201d, che intanto ha il pregio di essere, almeno per quanto mi risulta\u201d, l\u2019unico \u201cinstant book\u201d ricavato, per il  momento, dai disastrosi terremoti da cui \u00e8 stato colpito il corpo centrale del nostro Paese. Anche se ha deciso di affrontare questo immane disastro, diciamo cos\u00ec, per la porta di servizio andando a valutarlo \u201cIn corpore vili\u201d, non sulle sventure, morti, perigliosi salvataggi degli esseri umani, bens\u00ec su quanto ha riguardato i loro poveri compagni del mondo animale. Intervento alquanto fatuo e di secondaria importanza? La Ballestra \u00e8 ben consapevole di un dubbio, o di una critica del genere, ma pu\u00f2 difendersi ricorrendo a qualche massima di saggezza popolare, prima fra tutte quella che ci avverte che \u201cnon si vive di solo pane\u201d. Per una salute alimentare, o in via traslata anche psichica, conta, eccome, il companatico. E non si pu\u00f2 dimenticare la parabola evangelica della peccatrice Maddalena che, giunta al cospetto di Cristo, si d\u00e0 a ungergli i piedi con un raffinato balsamo, suscitando i mormorii di protesta degli Apostoli, vittime proprio della sindrome che prima viene il necessario, come sarebbe dare da mangiare agli affamati, e solo dopo c\u2019\u00e8 posto per il superfluo. In proposito, e per parare la velenosa obiezione, la Balestra cita un caso macroscopico, riferendosi alle sciagure della Bosnia, alle miserie patite da quella popolazione, al cui ramo femminile, per\u00f2, \u00e8 giunta del tutto propizia, essenziale la distribuzione di rossetti per le labbra e di altri cosmetici, avvertiti come necessari prima ancora dei cibi. E cos\u00ec pure ai poveri anziani vittime delle varie scosse sismiche \u00e8 stato di estremo conforto che le squadre di salvataggio gli riportassero i gatti domestici, o i cani. In qualche caso sono state di conforto perfino le galline, non parliamo poi dei bovini, indispensabili anche per riavviare le pratiche delle povere economie contadine. E dunque, si legge con commozione questo diario di tanti salvataggi, resi difficili non solo per la necessit\u00e0 di scavare nelle macerie, ma anche per tutelarsi dallo spirito aggressivo dei poveri animali, diffidenti proprio nei confronti di chi pure cercava di portarli in salvo. E dunque molte volte c\u2019\u00e8 stato bisogno di una guardinga procedura per neutralizzare l\u2019aggressivit\u00e0 istintiva delle povere bestie, diffidenti di chi pure le avvicinava con i migliori propositi.<br \/>\n   Magari, a conti fatti, ci si pu\u00f2 porre il quesito quale sia mai il possibile tratto comune tra una narratrice che al suo esordio \u00e8 stata capace di tessere una stupenda saga eroicomica sui disagi, traumi, crisi di un mondo adolescenziale, e invece questa accorata descrittrice di tante minute e modeste operazioni al recupero, decisa quindi a \u201cvolare basso\u201d, a suonare una modesta zampogna rurale. Probabilmente quello che resiste da un caso all\u2019altro \u00e8 una natura dell\u2019autrice che potrebbe corrispondere al ruolo di una sorella maggiore, beffarda ma anche commossa dai casi di quel mondo giovanile di cui lei stessa era partecipe, ma da una posizione di dominio e di superiorit\u00e0. Ora da uno spirito sororale si passa a uno da dirsi quasi materno, ma pur sempre nel segno di un\u2019\u2019attenzione vigile a percepire i vari segnali emergenti dalla realt\u00e0, anche se il carattere drammatico della presente occasione non consente certo i toni della satura e dell\u2019ironia, non resta che affidarsi a un commento accorato e sommesso.<br \/>\nSilvia  Ballestra, Vicini alla terra. Storie di animali e di uomini che non li dimenticano quando tutto trema. Giunti, pp. 140, euro 12.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su Silvia Balestra rischia di pesare una infausta sindrome che colpisce autori salutati da troppo successo alle loro prime uscite, tanto da spingere commentatori malevoli ad affermare che, in seguito, \u00e8 restato per loro un triste destino di ripetersi, di darsi a un variantismo non molto creativo. 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