{"id":934,"date":"2017-04-30T10:26:20","date_gmt":"2017-04-30T08:26:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/?p=934"},"modified":"2017-04-30T10:26:20","modified_gmt":"2017-04-30T08:26:20","slug":"dom-30-4-17-esterofilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.renatobarilli.it\/blog\/dom-30-4-17-esterofilia\/","title":{"rendered":"Dom. 30-4-17 (esterofilia)"},"content":{"rendered":"<p>   Da un brillante e autorevole opinionista del \u201cCorriere della sera\u201d, Angelo Panebianco, mi divide la rispettiva collocazione politica, lui sostenitore del centro-destra, io del centro-sinistra, seppure, entrambi, senza fanatismo. Il che forse permette che talora ci si possa incontrare in qualche comune referto. Per esempio, quanto da lui scritto sul \u201cCorriere\u201d di venerd\u00ec 28 aprile scorso, dedicato ai \u201cLamenti dell\u2019Italia immobile\u201d, mi ha trovato del tutto concorde, e perfino divertito. L\u2019articolista \u00e8 partito dalla presa d\u2019atto delle continue professioni di esterofilia che vengono da tutta la nostra classe politica, ma individuando in esse un sostanziale spirito di conservazione, quasi nel senso gattopardesco, del voler cambiare tutto, ma solo in apparenza e col fine occulto che nulla cambi davvero. Credo che siamo concordi che una massiccia dimostrazione di questo tenace misoneismo dei nostri politici trovi il suo bersaglio in Renzi, cui prima di tutto non  si perdona lo slancio per tentare di cambiare le cose. Questo suo spirito innovativo \u00e8 stato \u201cpunito\u201d nel referendum del dicembre scorso, al di l\u00e0 delle pretestuose tesi addotte di voler difendere la costituzione, e cose simili. Un banco di prova di questa esterofilia, ma sempre praticata a uso interno, e sempre con l\u2019intento di \u201cfermare\u201d il Renzi che suona la sveglia, ci \u00e8 stato offerto dalle recenti presidenziali francesi, dove tutti i nostri commentatori si sono sbracciati a dire che Macron \u00e8 altra cosa, che non lo si pu\u00f2 paragonare al nostro ex-premier, o che comunque quest\u2019ultimo risulterebbe inferiore a un confronto. Mentre \u00e8 evidente, non pu\u00f2 sfuggire a nessuno che proprio la marcia verso il potere spavaldamente intrapresa dal Nostro, partendo quasi dal nulla, ha fornito il modello seguito molto da vicino dal collega francese. Del resto, a contestare i giudizi prevenuti dei nostri abituali frequentatori dei salotti televisivis ci ha pensato, ospite della Gruber, un politologo francese, che appunto ha confermato come proprio il modello Renzi sia stato la molla e la guida del percorso di Macron. Naturalmente i nostri esterofili hanno messo in ombra un fattore che, al confronto, risulterebbe del tutto favorevole al politico di casa nostra, che cio\u00e8  lui, nell\u2019ascesa al potere, non ha affatto distrutto il Pd, mentre Macron ha dovuto saltarne fuori. Come pure si \u00e8 taciuto su un aspetto, questo s\u00ec tale da dimostrare una maggiore maturit\u00e0 democratica dei nostri cugini. Poco dopo l\u2019esito delle votazioni abbiamo avuto subito le dichiarazioni magnanime del soccombente Fillon a nome della destra, e di Hamon, il socialista sconfitto, che hanno esortato i loro seguaci a concentrare i voti del ballottaggio su Macron, in nome dei valori della repubblica e della democrazia. Quando dall\u2019estero viene un esempio davvero virtuoso, dalle nostre parti ci si guarderebbe bene dal seguirlo. In una situazione analoga, per esempio di un Renzi in ballottaggio con una forza avversa, poniamo contro i Cinque Stelle o contro Berlusconi and Company, a suo favore nessuno dai fronti avversi inviterebbe il proprio elettorato a convergere su di lui, in nome di valori comuni superiori alle divisioni partitiche. Oppure no, anche in Francia un comportamento del genere, qualunquista, populista, che poi sono la stessa cosa, c\u2019\u00e8 stato, ed \u00e8 venuto da Melenchon, il candidato dell\u2019estrema sinistra, che non si \u00e8 espresso e non ha rivolto nessun invito in tal senso al proprio elettorato. Nulla da fare, gli esponenti di una sinistra postcomunista, paleomarxista, non hanno per nulla a cuore la difesa della legalit\u00e0 democratica, meglio gli antisemitismi, gli atteggiamenti di chiusura della Le Pen, in definitiva meno temibili. Quello che conta, anche in Francia, \u00e8 bloccare l\u2019\u201den marche\u201d di Macron, allo stesso modo che qui da noi si devono mettere i bastoni tra le ruote all\u2019innovativo Renzi. Purtroppo tra poche ore sentiremo parlare di una sua sostanziale bocciatura alle primarie perch\u00e9, di sicuro, saranno andati a votare in molti meno rispetto a precedenti occasioni. Ma quel tipo di referendum \u00e8 pur sempre una prova sportiva, che non attira la partecipazione quando l\u2019esito \u00e8 gi\u00e0 chiaro in partenza e non c\u2019\u00e8 contesa. E poi, chi \u00e8 il colpevole di aver scelto il giorno meno adatto, obbligando i votanti a spezzare il sacro rito del \u201cponte\u201d e della connessa corsa al mare?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da un brillante e autorevole opinionista del \u201cCorriere della sera\u201d, Angelo Panebianco, mi divide la rispettiva collocazione politica, lui sostenitore del centro-destra, io del centro-sinistra, seppure, entrambi, senza fanatismo. Il che forse permette che talora ci si possa incontrare in qualche comune referto. 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